martedì 21 febbraio 2017
giovedì 16 febbraio 2017
martedì 14 febbraio 2017
giovedì 9 febbraio 2017
domenica 29 gennaio 2017
BUE DI PANE PITAGORICO
https://drive.google.com/file/d/0B7hfxv7yTc1mWG8xZmMxNkhKRURiajZSTUV1Vk0wT0xKWUF3/view?usp=sharing
Il Bue di Pane Pitagorico fatto da Mara Corasaniti: così bello non era mai venuto. Dovremmo adottarlo come logo della Nuova Scuola Pitagorica. La tovaglia è di antico lino tessuto a mano.
Il Bue di Pane Pitagorico fatto da Mara Corasaniti: così bello non era mai venuto. Dovremmo adottarlo come logo della Nuova Scuola Pitagorica. La tovaglia è di antico lino tessuto a mano.
lunedì 23 gennaio 2017
sabato 24 dicembre 2016
mercoledì 21 dicembre 2016
martedì 13 dicembre 2016
lunedì 28 novembre 2016
giovedì 17 novembre 2016
lunedì 7 novembre 2016
domenica 6 novembre 2016
sabato 22 ottobre 2016
lunedì 17 ottobre 2016
lunedì 10 ottobre 2016
Ricordo del cugino Angelo
Ricordo del cugino Angelo
(Angelo Iorfida,
S. Andrea Jonio 1929 - Canton Ohio 2016)
Di mio cugino Angelo ho scritto nei miei
libri, e ora che è morto voglio ricordarlo per il suo fortissimo attaccamento
al paese natio che sembrava crescere invece di diminuire con gli anni. Angelo
era partito nel dopoguerra con la madre Maria Vittoria per ricongiungersi al
padre Nazareno rimasto in Usa. La sua partenza avvenne nel 1947, quando Angelo
aveva appena conseguito il diploma di maturità classica. Più volte mi ha
raccontato il suo viaggio avventuroso per andare a consultare Padre Pio
sull’opportunità di andare o meno in America. Padre Pio non ebbe dubbi: Moglie e marito devono stare assieme.
Angelo ricordava perfettamente il profumo celestiale di fiori che emanava dal
confessionale del frate.
Il viaggio per l’America riservò loro una
sorpresa perché la nave era stata costruita per i mari caldi e nelle acque
fredde dell’Atlantico le lamiere si restringevano col rischio di allagamento.
Il capitano ricevette ordine di fermarsi e attendere un’altra nave che sarebbe
arrivata in soccorso. In alto mare i passeggeri furono trasbordati ad uno ad
uno con una teleferica.
All’arrivo in America, Angelo si iscrisse
all’università e si impegnò negli studi con successo, ma anche col risultato di
perdere i capelli: era credenza in paese che lettura e studio facevano venire
la calvizie. Angelo era un giovane prestante e molto bello e quella perdita dispiaceva
a sua madre che ci scrisse per procuragli un rimedio ritenuto infallibile. Nella
lettera zia Maria Vittoria chiedeva di spedire… escrementi di topi con la quale
fare ad Angelo degli impacchi sulla testa. Le mie zie avevano un podere vicino
al paese, l’Abbruschiata, sulla
strada di Briga verso il fiume Saluro. In quel podere c’era un ricovero in
muratura abbandonato dove i topi facevano festa lasciando abbondanti
escrementi. Un giorno le zie mi portarono con sé e mi sollevarono -io avevo
forse otto anni- fino a raggiungere un ripiano del ricovero dove gli escrementi
neri erano particolarmente abbondanti. Poi mi mandarono verso la gebbia piena
d’acqua e io vi andai a lavare le mani, anche se avevo paura perché spesso vedevo
u jèlandru, la biscia d’acqua, che
stava sul muretto della gebbia a scaldarsi prima di lanciarsi a prendere
qualche rana.
La cura per i capelli non ebbe effetto, e
su quell’episodio facemmo grandi risate con Angelo quando andai a trovarlo a
Canton. La calvizie comunque non impedì ad Angelo di sposare la bella Mary,
nata in America, figlia di una sorella del prefetto Sandro Voci.
Nei nostri incontri in America il paese di
Sant’Andrea tornava vivo nei racconti di Angelo, quasi dolente, come se il suo distacco
non fosse mai avvenuto. Le persone, i fatti, le famiglie, i racconti erano come
un film infinito dal quale lui non riusciva a staccarsi.
In paese Angelo aveva abitato nel rione
del Ferraro, e vicino a casa sua stava un sempliciotto, u Pacciarìaddhu ’e Mugnulu, il quale nella vita si era scelto un
compito importante. La mattina all’alba si metteva a gridare: Alzatevi, gente, che è giorno! E alla
sera: Coricatevi, gente, che è notte!
Più di una volta Angelo mi descriveva il
panorama che si vedeva dalla sua casa del Ferraro: c’era il viottolo che
scendeva verso il Valloncello, dove tra la folta macchia mediterranea
svettavano tre grandi pini. E vi scorreva un rigagnolo d’acqua dove andavano a
bere i colombi che avevano il nido nel sottotetto della Chiesa Matrice. Poi il
terreno si addolciva verso la marina con le colline di creta coltivate a grano…
e il mare azzurro si stendeva davanti alla costa …
Angelo ricordava quei paesaggi con straordinaria
vivezza e struggente nostalgia. Spero che la visione azzurra del nostro mare
gli sia stata di conforto nella sera della vita.
Salvatore Mongiardo
11 ottobre 2016
mercoledì 5 ottobre 2016
giovedì 1 settembre 2016
venerdì 19 agosto 2016
Discorso dello Scolarca
Discorso dello Scolarca per
l’inaugurazione della Nuova Scuola Pitagorica
Care Amiche e cari Amici,
Intorno al 740 a. C. i greci vennero a
Crotone in cerca di una vita migliore e furono fortunati perché trovarono qui
la prima Italia con uomini e donne libere. Due secoli dopo, nel 532 a. C.,
Pitagora, anche lui in cerca di una vita migliore, tornò a Crotone dove era
stato da ragazzino col padre. Qui egli seppe fondere lo stile di vita degli
Itali, basato su libertà, giustizia sociale, amicizia e solidarietà, assieme alla
sua dottrina matematica e filosofica. Così nacque la Magna Grecia. Oggi altre
barche arrivano alle nostre coste, cariche di disperati che cercano anch’essi una
vita migliore. Essi sono i rappresentanti visibili di tutto un mondo allo
sbando che cerca qui da noi un approdo di salvezza.
Può oggi la Magna Grecia ripetere il
miracolo successo ai tempi di Pitagora? Io sono convinto che non solo può, ma
deve: è questo il destino della Calabria, terra nata per dare e non per prendere. Da decenni io vado scrivendo e predicando che
in Calabria c’è il più grande giacimento culturale dell’umanità ed è nostro
compito portarlo alla luce per il bene di tutti. Questo compito si capisce meglio
se immaginiamo un asse Grecia-Magna Grecia che oggi inizia con il gemellaggio tra
le due comunità di Crotone e Samo. E saluto Stamatis Skoutas, rappresentante del
sindaco di Samo, che ci onora della sua presenza. Benvenuto in Magna Grecia: kalòs òrises sti Megàli Ellàda. Io sono
convinto che Grecia e Magna Grecia, due popoli oggi marginali e problematici,
saranno l’asse portante della Nuova Civiltà Sissiziale. E mentre ringrazio di
cuore tutti voi presenti venuti da vicino, da lontano e dall’estero, voglio ricordare
una persona che ha tanto sperato nella riapertura di questa Scuola: il monaco
Kosmàs del Monte Athos che mi esortava: Torna
in Calabria, apri la Scuola! Kosmàs mi raccontò che lui stesso era venuto
in Calabria spinto dal monaco Paisios, un taumaturgo famosissimo in Grecia, che
lo esortava: Va in Calabria, da lì verrà la luce. Io desidero espandere quel suo
pensiero così: dove nacque la Magna Grecia nascerà la Magna Terra, il mondo
nuovo.
Cosa farà la Nuova Scuola Pitagorica? Sono
molte le idee e le proposte che ci giungono e che vedremo in seguito, ma due
progetti desidero menzionare ora: la costruzione della Città dell’Armonia, una
cittadella filosofica e scientifica dove giovani e studiosi potranno
confrontarsi e indagare le cause profonde della violenza umana che grava con
costi umani e finanziari insopportabili. L’amico Fortunato Nocera ha suggerito
il titolo di Armonia per la nuova Città, quanto di più pitagorico si possa
immaginare. Un altro progetto, che vedrà presto la luce, sarà la riapertura del
tiaso pitagorico, l’associazione di donne che nell'antichità si riunivano per
celebrare libertà e femminilità come faceva la poetessa Nosside a Locri.
Il tiaso, del quale vi si dirà tra breve,
sarà come riaccendere l’antica fiamma per forgiare una nuova umanità. La
salvezza e la liberazione del maschio dalla violenza sarà il compito che la
storia oggi, da Crotone, affida alle donne di tutto il mondo. Fra poco
celebreremo il sissizio, il banchetto comune che re Italo pose a fondamento
dell’Italia e che Pitagora celebrava con i suoi allievi ogni sera in segno di
unità. Pitagora vide anche Il Bue di Pane presso gli Itali che lo facevano per
ringraziare il bue che aveva tirato l’aratro, lo prese a simbolo della fine di
ogni uccisione e lo offrì agli Dèi quando scoprì il suo famoso teorema. Adesso quel
Bue di Pane è tornato tra noi dopo più due millenni di oblio.
E ora vi invito ora ad alzarvi in piedi
per la proclamazione solenne dell’apertura della Nuova Scuola Pitagorica.
Care Amiche e cari Amici, con mente libera
e cuore puro dichiariamo aperta la Nuova Scuola Pitagorica di Crotone per il
bene dell’intera umanità e vi chiediamo di sostenerci in questa impresa col
vostro affetto e favore. Evoè, Evoè, Evoè.
Salvatore Mongiardo, Crotone, 18 agosto
2016
domenica 14 agosto 2016
SUPPLICA DELLE DONNE LOCRESI
Supplica delle donne locresi
Nella
colonia di Locri Epizefîri
soavemente
inneggiando al tuo santo nome
abbiamo
tessuto con tecnica antica
raffinate
coperte di bisso
che
le nostre figliole hanno
nel
tempio della tua magnificenza deposto,
o Hera
Lacinia, Madre Celeste,
grande
Signora della fertilità!
Secolo
dopo secolo, millennio su millennio,
Tu
hai visto le genti sfidarsi, morire, rinascere,
insaziabili
di gloria e di sangue.
Quante
città hanno prosperato sotto il tuo manto di stelle
per
poi sparire sotto i flutti di un corso
deviato
o distrutte dall'odio vendicatore della storia!
Quanti
lutti hanno trafitto il cuore delle fanciulle
deportate
e svendute in terre lontane!
Quanti
miti agnellini sgozzati sulle tue sacre pietre
abbiamo
immolato per purificarci
dalle
infinite insidie del male!
Oggi
torniamo da Te, venerabile Dea,
a
mani vuote,
reduci
di immani tragedie e dolci rimpianti,
le
nostre nonne non tessono più
coperte
di bisso alle Nossidi novelle,
hanno
smesso di desiderare,
il Fato
ha strappato loro la speranza dalle mani.
Voglia
Tu ora, μέγιστη κυρία, Hera Lacinia,
far
risorgere tutta la Μεγάλη Eλλάς
rendendola
fertile di idee e di valori,
benevolmente
illuminando
la via del riscatto
per
le generazioni che verranno dopo di noi.
Ευχαριστώ.
Marianna
La Cava
Nota: μέγιστη κυρία=
grandissima signora; Μεγάλη Eλλάς=Magna Grecia; Ευχαριστώ= grazie.
Stupenda
poesia di Marianna La Cava, figlia dello scrittore Mario La Cava, che mi è pervenuta
oggi con queste parole di accompagnamento:
Caro Salvatore,
si sta avvicinando
il grande giorno (l’inaugurazione della Nuova Scuola Pitagorica il 18 agosto 2016
a Crotone) e per l'occasione ho scritto una piccola preghiera che spero ti
piaccia e che dono all'Associazione quale contributo personale. Vedi tu come
utilizzarla. Ciao e a presto. Marianna.
Per
chiarezza dei lettori aggiungo che le donne locresi richiamate nella poesia tessevano
e offrivano preziose stoffe che portavano al santuario di Hera Lacinia. Lo ricorda
anche la locrese Nòsside (IV-III secolo a. C.), la più grande poetessa della
Magna Grecia, nel suo terzo epigramma:
Hera venerata, tu che dall'alto del cielo
spesso venendo
Con affetto giù guardi al Lacinio odoroso d’incensi,
Con affetto giù guardi al Lacinio odoroso d’incensi,
Accetta questo tessuto di bisso di lino
che, con la sua casta
Figlia Nòsside, tessé Theuphilis del damos di Cleochos.
(traduzione Marcello Gigante)
Figlia Nòsside, tessé Theuphilis del damos di Cleochos.
(traduzione Marcello Gigante)
sabato 13 agosto 2016
INNO PITAGORICO DELL'AMICIZIA
Inno Pitagorico dell’Amicizia
Ognuno è come me:
O
nero o giallo o bianco
Ognuno
amico è.
Il
pesce il bue l’agnello
Lui
pure è mio fratello.
Alza
di notte gli occhi
E
guarda all'universo!
Non
senti l'armonia
Di
stelle e di pianeti?
Appena
sarà giorno
vai,
corri al mattatoio:
Spalanca
quelle porte
Libera
dalla morte
Il
fratello minore.
Diventerà
la terra
Una
casa comune
Per
l’uomo e l’animale
E
il sangue degli uccisi
Sarà
solo il ricordo
Di
un tremendo passato.
Salvatore
Mongiardo
13
agosto 2016
domenica 7 agosto 2016
ALLA COLONNA
Saluto alla Colonna Superstite del Tempio di
Hera Lacinia
Scritto
per l’inaugurazione del 18 agosto 2016 della Nuova Scuola Pitagorica
°°°°°
Salute a Te, Superstite Colonna,
Unica e sola tra le trentasei
Del grande Tempio di Hera Lacinia.
Le sue tegole di bronzo dorato
Che brillavano ai raggi del sole
Mostravano la rotta al navigante.
Da quando i Crotoniati Ti innalzarono
Hai visto tanta umanità passare
E Tu silenziosa la guardavi.
Un giorno venne un giovanetto greco
Di bell’aspetto e dalla lunga chioma
Dall’isola di Samo insieme al padre.
Si chiamava Pitagora e a Crotone
Vide un grande sissizio celebrare
E belle donne offrire un Bue di Pane.
Egli visse poi a lungo tra le genti
Di Siria, Egitto e infine Babilonia
E rientrò famoso alla sua Samo.
Esule ritornò alla Tua ombra
Ed insegnò libertà, armonia
Serenità, fraternità, amicizia.
Poi, chiusa la Scuola, il grande Tempio
Crollò: Tu sola in piedi rimanesti
Ad attendere questo lieto giorno.
Grazie, Colonna nobile e solenne,
Che hai sfidato i terreni eventi
E oggi attorno a Te noi qui raduni.
La Nuova Scuola apre le sue porte
Per tracciare un sentiero di armonia
Ad un mondo confuso e smarrito.
Salvatore Mongiardo
Nota
La Colonna Superstite era la seconda - da
sinistra guardando il mare - delle sei colonne del lato est sulla scogliera. I
lati maggiori avevano ognuno quattordici colonne. Sul lato ovest di sei colonne
c’era l’ingresso del Tempio.
venerdì 29 luglio 2016
Inaugurazione Nuova Scuola Pitagorica
Invito all’inaugurazione della Nuova
Scuola Pitagorica
18 agosto 2016 ore
19:00 - Giardini di Pitagora
CROTONE
Care Amiche e cari Amici,
La Nuova Scuola Pitagorica sarà solennemente
inaugurata la sera del 18 agosto 2016.
Riteniamo che sia importante la vostra
presenza per quella serata che passerà alla storia: noi difatti intendiamo
riprendere il filo conduttore di Pitagora che, più di duemila anni fa, fondò la
sua Scuola.
Le vicende storiche sommersero quella
dottrina che mirava essenzialmente ad aiutare a vivere in armonia con se
stessi, la natura e il prossimo. Ma proprio la presa di coscienza di quella
decadenza è stata la molla che ci ha spinto a riaprire senza timori la più
famosa scuola del mondo.
Alcuni possono pensare che questo sia
utopia; più semplicemente noi crediamo che riparte il ciclo glorioso che vide
nascere in questa terra prima l’Italia e poi la Magna Grecia sui principi
eterni scolpiti nell’anima di ogni vivente.
La Nuova Scuola Pitagorica intende portare
avanti varie iniziative tra cui una in particolare, da sviluppare nel
territorio di Crotone,
LA CITTA’ DELL’ARMONIA
Lì, nella natura, i giovani che intendono
dare un senso forte alla loro vita potranno studiare e ricercare le cause della
violenza e dell’infelicità umana, avranno l’opportunità di confrontarsi con gli
studiosi del mondo e potranno diventare modello di vita per chi non si rassegna
a vivere male e mediocremente.
In questa magnifica impresa non siamo noi
che agiamo per interesse personale o voglia di protagonismo, ma è un destino
che opera per avviare l’umanità su sentieri più sereni.
L’incontro inizierà il pomeriggio alle
17:00 con una visita al promontorio lacinio di Capo Colonna e continuerà presso
i Giardini di Pitagora in centro città, dove si terrà il Sissizio col Bue di
Pane Pitagorico: riprendiamo così il convivio ideato da re Italo che lo pose a
fondamento dell’Italia e che poi Pitagora praticò nella Scuola.
L’evento è aperto a tutti. Vi aspettiamo
con grande piacere e mangeremo assieme il cibo vegetariano che porteremo.
Evoè!
Lo Scolarca Il
Presidente
Salvatore Mongiardo Marco Tricoli
domenica 24 luglio 2016
venerdì 22 luglio 2016
sabato 2 luglio 2016
S. Elia di Curinga: parere di M. De Franceschini
Marina De Franceschini, 21 giugno 2016
Gentile signor Mongiardo,
grazie infinite per le bellissime
immagini!
Sono proprio contenta d vedere che le
magie di luce si sono create e le vostre ipotesi erano giuste!
Quel che succede nel vostro edificio è molto
simile a quel che accade nel Mausoleo di Adriano ovvero a Castel Sant'Angelo a
Roma: il sole entra da due finestre a bocca di lupo, una orientata verso est
l'altra verso ovest, e crea un quadrato di luce sulla nicchia nella parete
opposta.
E poi da voi l'oculo crea un cerchio di
luce sulla parete di fondo, giusto?
(A Castel Sant'Angelo l'oculo non c'era
ma lo stesso la nicchia centrale veniva illuminata)
Per quanto riguarda il significato di
questo edificio e la sua datazione, vi sono alcune osservazioni da fare.
1 - innanzitutto la copertura a
cupola con oculo: è una cosa che viene inventata in epoca romana, non
esistono cupole in Grecia o Magna Grecia. Edifici come il Sepolcro di Atreo a
Micene hanno 'false cupole' costruite con blocchi aggettanti, cosa che si vede
anche in templi preistorici come quelli di Malta.
Quindi il vostro monumento non può esser
stato costruito nell'epoca della Magna Grecia; sarà di epoca alto medievale,
paleocristiana, ma ciò non ne sminuisce minimamente l'importanza, tutt'altro!
2- La sua datazione deve basarsi sulla
tecnica costruttiva confrontandola con altri edifici analoghi nell'area ed
eventualmente su materiali di scavo come monete o ceramica. Visto così sembra
paleocristiano o medievale - ma da qui io non posso saperlo.
3 - Il solstizio è una data simbolica in
archeoastronomia perché è il momento dell'anno in cui il sole raggiunge il
punto estremo verso nord (a destra) sull'orizzonte, e anche la massima altezza
durante il giorno, a mezzogiorno.
Edifici costruiti in modo da catturare i
raggi del sole e creare fenomeni luminosi nel giorno del Solstizio
servono innanzitutto a misurare il corso del tempo e a verificare
l'esattezza del calendario.
4 - Dato che chi controllava il
calendario controllava il potere - con le nomine pubbliche, stabilendo la data
delle festività religiose ecc., - a un certo punto questa funzione
'pratica' di semplice misurazione del tempo viene rivestita di un
significato religioso, legato a culti locali.
5 - Nel caso dei Romani, al Solstizio
estivo si tratta della festa di Iside-Fors Fortuna, dea
potente che governa corso degli astri ed i destini degli uomini, dea madre, l
cui iconografia con il serpente e il bambino tenuto in braccio verrà poi
ricalcata dal culto della Madonna.
Questo tipo di sapienza luminosa
viene trasmessa in epoca successive, e nel cristianesimo si trasforma in
chiese orientate verso il punto in cui il sole tramonta ad esempio nel giorno
dedicato al santo al quale la chiesa viene dedicata.
S. Elia ovviamente si riferisce al
profeta biblico. Ma se accostate Elia a Helios (il Sole in greco, e siamo in
Magna Grecia) diventa il santo del Sole... Si può pensare che in epoca più
antica al posto di questo edificio vi fosse un luogo di culto dedicato al sole,
al quale poi si sovrappone l'edificio paleocristiano o medievale. E' una cosa
che succede spesso nei siti archeologici, perché i luoghi sacri hanno una
continuità.
Mi spiace di non esser stata in grado di
venire a vedere le luci, ma magari nei prossimi anni chissà!
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Marina De Franceschini
giovedì 30 giugno 2016
lunedì 20 giugno 2016
domenica 19 giugno 2016
venerdì 17 giugno 2016
IL VINO di Massimo Radaelli
Storia, scienza, cultura e costumi del vino
https://drive.google.com/file/d/0B7hfxv7yTc1mdHF6cVY0U2pnNlE/view?usp=sharing
https://drive.google.com/file/d/0B7hfxv7yTc1mdHF6cVY0U2pnNlE/view?usp=sharing
giovedì 16 giugno 2016
martedì 14 giugno 2016
VIAGGIO ALLA RICERCA DELL'EQUILIBRIO
Mio nipote Andrea Cuccu a 13 anni è tra i vincitori del Concorso Letterario Nazionale per Ragazzi di Siena. Felicitazioni!
https://drive.google.com/file/d/0B7hfxv7yTc1mbUd4UlJXVFRUMWM/view?usp=sharing
lunedì 13 giugno 2016
giovedì 9 giugno 2016
sabato 4 giugno 2016
lunedì 30 maggio 2016
mercoledì 18 maggio 2016
martedì 17 maggio 2016
domenica 15 maggio 2016
martedì 10 maggio 2016
giovedì 5 maggio 2016
mercoledì 4 maggio 2016
lunedì 2 maggio 2016
domenica 24 aprile 2016
mercoledì 20 aprile 2016
giovedì 14 aprile 2016
mercoledì 13 aprile 2016
sabato 2 aprile 2016
Ricostruzione Tempio Hera Lacinia Crotone
http://calabrianostra.blogspot.it/2015/11/document_21.htmlhttp://calabrianostra.blogspot.it/2015/11/document_21.html
venerdì 25 marzo 2016
sabato 12 marzo 2016
venerdì 26 febbraio 2016
Invito adesione Nuova Scuola Pitagorica
https://drive.google.com/file/d/0B7hfxv7yTc1mOFJxMVdGOWQtdU9IanJZNEVWc2pEOE0tLUlj/view?usp=sharing
OGGI E' UN GRANDE GIORNO E UNA GRANDE PROMESSA CHE PASSERA' ALLA STORIA
OGGI E' UN GRANDE GIORNO E UNA GRANDE PROMESSA CHE PASSERA' ALLA STORIA
mercoledì 17 febbraio 2016
lunedì 8 febbraio 2016
STELLA PENTAGONALE
SIGNIFICATO E COSTRUZIONE
https://drive.google.com/file/d/0B7hfxv7yTc1mRzgtcVBrZUtIcGs/view?usp=sharing
https://drive.google.com/file/d/0B7hfxv7yTc1mRzgtcVBrZUtIcGs/view?usp=sharing
lunedì 1 febbraio 2016
domenica 31 gennaio 2016
giovedì 10 dicembre 2015
mercoledì 9 dicembre 2015
domenica 6 dicembre 2015
venerdì 4 dicembre 2015
Apertura Nuova Scuola Pitagorica
DESCRIZIONE E FOTO DELL'EVENTO
https://drive.google.com/file/d/0B7hfxv7yTc1mRWVJb2o3cW5idU0/view?usp=sharing
sabato 21 novembre 2015
giovedì 5 novembre 2015
LETTERA SULL'EUCARISTIA
CHE SIGNIFICA QUESTO E' IL MIO CORPO E QUESTO E' IL MIO SANGUE?
https://drive.google.com/file/d/0B7hfxv7yTc1mNVJXRHlENm1yajQ/view?usp=sharing
https://drive.google.com/file/d/0B7hfxv7yTc1mNVJXRHlENm1yajQ/view?usp=sharing
martedì 3 novembre 2015
SEBASTIANO VASSALLI: IO, PARTENOPE
UN LIBRO DA LEGGERE ASSOLUTISSIMAMENTE
https://drive.google.com/file/d/0B7hfxv7yTc1menZsWlhPamFkNWc/view?usp=sharing
https://drive.google.com/file/d/0B7hfxv7yTc1menZsWlhPamFkNWc/view?usp=sharing
martedì 27 ottobre 2015
INCONTRO A CAPO COLONNA
Incontro
a Capo Colonna
Il
26 settembre 2015 ci siamo radunati davanti alla Colonna superstite del Tempio
di Hera Lacina, accompagnati dalla Soprintendenza alle Belle Arti di Crotone
che per l’occasione ha aperto il recinto che protegge la Colonna. Prima di
entrare, ci siamo messi spontaneamente in cerchio dandoci la mano mentre Eddy
Seferian ci guardava sorridendo. Eravamo circa trenta persone, in maggioranza
donne, venute per l’occasione da Vigevano, Milano, Marche, Roma, Crotone e
Calabria. Ma perché quell'incontro e chi è Eddy Seferian? Eddy è un signore di
88 anni, italiano di origine armena. Per saperne di più su di lui basta cercare
su internet. Eddy è un signore tranquillo che ritiene di essere guidato da
maestri spirituali da quando era adolescente. I maestri gli hanno anche dettato
bellissime meditazioni in inglese, francese e italiano, che lui ha letto davanti
alla Colonna attorno alla quale ci eravamo portati. Era bello quando recitavamo
assieme a lui il mantra: frantumano… aggregano… disgregano… aggregano…
disgregano. Le voci femminili chiare si levavano sopra quelle basse dei
maschi unendosi al rumoreggiare del mare che Pitagora chiamò lacrime
di Crono… Ma cosa si aggrega e cosa si disgrega? Secondo Eddy erano
forze misteriose che unendosi creavano, e poi disunendosi distruggevano forme
di vita che nel tempo riapparivano rinnovate. Eddy non era mai stato a Crotone
prima del 2014 ed era arrivato a individuare la Colonna che lui vede come una
fontana di luce che si spande per tutto il Nord Europa fino a Gibilterra a est
e al Caucaso a ovest. Per Eddy la Colonna emette una fortissima luce che si
alza dalle profondità dell’essere. Per questo motivo, egli afferma, Pitagora
era venuto a Crotone: per connettersi alla sorgente di quella luce. Eddy poi
ammise che già da tempo -ne è traccia scritta in una sua meditazione del 14
ottobre 2012- il Maestro Gesù si mostrava a lui come una colonna luminosissima
sul mare, quella colonna che poi Eddy avrebbe individuato a Crotone. La sua
visione coincideva con il mio libro Cristo
ritorna da Crotone, dove nell'ultimo capitolo La luce del faro, scritto nell'autunno del 2012, parlo del bagliore
accecante che viene da Capo Colonna. E mi viene spontaneo collegare la visione
di Eddy con quella del santo monaco greco Paisios, che al monaco Kosmàs diceva:
Va’ in Calabria perché da lì verrà la
luce… Per vie misteriose ma sicure la visione di Eddy, quella dei santi
monaci greci e la mia visione della nuova Civiltà Sissiziale si univano in
un’unica luce.
Mi
venne allora chiedere a Eddy quale era la sua opinione sulla prossima apertura
della Nuova Scuola Pitagorica, che avverrà prossimamente a Crotone e per
la quale è già pronto lo statuto. Eddy disse: Allora il mio compito su questa terra è finito, posso andare… sta
succedendo qualcosa di grandioso, inimmaginabile fino a poco fa... Io volli
insistere e insisto ancora oggi: Aspetta Eddy, ti vogliamo a Crotone per la
solenne riapertura nell'estate del 2016…
Poco
dopo, una donna che aveva il mio libro mi fece vedere quanto avevo scritto
della mia visita a Capo Colonna tanti anni fa…
Dunque, quel pomeriggio
del maggio 1957 il pullman ci condusse a Capo Colonna, e quel che avvenne
merita di essere ricordato. I campi erano coperti di spighe verdi che
ondeggiavano al vento... A Capo Colonna mi aggirai tra le rovine della casa di
Pitagora e potei toccare la famosa colonna superstite del tempio di Hera
Lacinia. All'improvviso fu come se mi destassi da un lungo sonno e mi rividi
nel luogo che mi apparteneva e al quale finalmente ero tornato! Guardavo il
mare nel quale mi ero immerso tante volte nel passato, quel mare blu ionico che
tende al verde degli ulivi. Volevo indossare la mia candida veste, avere
attorno ragazzi e ragazze sorridenti, entrare nella mia casa dove il fuoco era
acceso…
Tanti
cari auguri a Eddy che il 24 ottobre ha compiuto 88 anni!
Salvatore
Mongiardo
27
ottobre 2015
domenica 11 ottobre 2015
DIGNITA' DELLA DONNA NEL PITAGORISMO
TESTO DELLA RELAZIONE PER IL CONVEGNO PUBBLICO SU PITAGORA
https://drive.google.com/file/d/0B7hfxv7yTc1mQUFoX3ktSTg4VzQ/view?usp=sharing
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sabato 26 settembre 2015
MIRACOLO A SANT'ANDREA NEL 1940
MIRACOLO A SANT'ANDREA NEL 1940 https://docs.google.com/document/d/1IOK0Rh_J2mBr6viPBaB18hGPL6ZoSnEtsT9DSnGwzXE/edit?usp=sharing
sabato 19 settembre 2015
SISSIZIO SOVERATO 2015
https://drive.google.com/file/d/0B7hfxv7yTc1mbWNzc3ZUN1ZaOGM/view?usp=sharing
PROCLAMAZIONE DELL'ANNO UNO DELL'EPOCA DELLA DONNA
PROCLAMAZIONE DELL'ANNO UNO DELL'EPOCA DELLA DONNA
venerdì 28 agosto 2015
SPECIALE TV SISSIZIO SERRA
Care Amiche e d Amici,
Ecco il link per vedere lo Speciale TV del
SISSIZIO SERRA SAN BRUNO"" su YouTube
realizzato da Teleradio Padre Pio.
Cordialità.
SISSIZIO SERRA SAN BRUNO"" su YouTube
realizzato da Teleradio Padre Pio.
Cordialità.
martedì 25 agosto 2015
Discorso del Sissizio di Serra 23 agosto 2015
Discorso
del Sissizio di Serra 23 agosto 2015
Care
Amiche e Cari Amici,
ci
troviamo in un posto solenne dove san Bruno, il Gran Conte Ruggero il Normanno
e Papa Urbano II si incontrarono nel 1094 per cercare di risolvere il conflitto
tra arabi e cristiani: così nacque la prima crociata. Dopo mille anni il
conflitto non si è risolto, anzi si è aggravato e migliaia di migranti
disperati arrivano alle nostre coste. Ditemi voi, o Amici, se lasciar annegare
i migranti in mare è civiltà. No, è grande inciviltà, disumanità e cattiveria.
Ditemi voi se avere diecine di migliaia di armi atomiche puntate l’una contro
l’altra si può chiamare civiltà. No, è malignità, sopraffazione, voglia di
dominio. Ditemi voi se ascoltare ogni giorno di borse o spread che salgono e
scendono è civiltà. No, la finanza è diventata un signore feudale invisibile
che fa tremare intere nazioni.
Ci
chiediamo allora: chi ci condurrà verso un approdo sereno?
La
salvezza non può certo venire da questi governi che continuano a spendere ingenti
cifre per gli armamenti. Perciò noi proponiamo la Civiltà Sissiziale, quella
civiltà che nacque col sissizio, il banchetto comune istituito da re Italo, che
rinnoveremo fra poco dividendo il cibo che abbiamo portato.
La
Civiltà Sissiziale vuole fare della terra la casa comune di tutti i viventi
dove non c’è più il tuo e il mio, ma il nostro.
E non ditemi che è una utopia: la storia dimostra che gli Itali vissero
liberi e uguali dividendo fraternamente il cibo: così e da qui nacque l’Italia
e da qui, dalla Calabria, rinnoveremo l’Italia.
Abbiamo
proclamato quest’anno 2015 come Anno 1 dell’Epoca della Donna, e sono lieto che
oggi sia la festa di Santa Maria del Bosco che si celebra questo pomeriggio.
All’età di cento anni, prigioniero dei romani in una caverna dell’isola di
Patmos, san Giovanni vide la donna vestita di sole che schiacciava la testa del
dragone, simbolo della violenza umana.
Vadano
dunque le donne al governo delle nazioni, costituiscano i governi luce secondo
la visione dell’Apocalisse, e facciano tre cose: smantellamento degli arsenali
di guerra, umanizzazione della finanza, riduzione della violenza umana. Nessuno
è mai riuscito a risolvere i conflitti del mondo islamico i quali potranno
essere superati solo dalla donna islamica liberata.
La
Civiltà Sissiziale viene dalla Calabria, da dove è già venuta la libertà degli
schiavi, la Scuola di Pitagora, la profezia del Terzo Regno di Gioacchino da
Fiore e la visione della Città del Sole di Tommaso Campanella. I nostri parenti,
emigrati a milioni nei cinque continenti, sono andati per essere il lievito di
questa nuova civiltà. Le loro lacrime e il loro dolore non sono stati inutili:
loro e noi, i vinti della storia, restituiremo al mondo in amore e luce i torti
subiti nei millenni.
Proprio
per aiutare questo rinnovamento profondo, ci stiamo preparando a un evento di portata
mondiale: la riapertura della Scuola Pitagorica di Crotone, chiusa da oltre duemila
anni.
La
Grecia, a noi gente di Magna Grecia tanto cara, attraversa un periodo di grande
turbolenza. Per manifestare ai greci la nostra solidarietà, reciterò il Padre
Nostro in greco, e il Rabbino e amico Zurzolo reciterà in ebraico la preghiera Shemà
Israel: l’ebraico fu lingua parlata in Calabria tanto che la prima Bibbia
stampata in ebraico fu quella di Reggio nel 1475. Don Bruno La Rizza poi concluderà
questo incontro e dopo pranzeremo assieme.
Salutiamo
la nuova civiltà con il grido che significa evviva e che nei tempi antichi risonò
in questa terra: Evoè!
giovedì 20 agosto 2015
Sissizio di Serra San Bruno
Confermo l’evento di domenica 23
agosto alle ore 12.00. Il breve rito si terrà sui gradini bassi della scalinata
accanto al Laghetto del Santo. Al termine, mangeremo assieme il cibo che porteremo
e divideremo all'ombra degli abeti a sinistra sotto la chiesa di Santa Maria del Bosco. Conviene portare
dalle macchine il cibo e le bevande che deporremo sui tavoli. Evoè!
Salvatore Mongiardo
giovedì 13 agosto 2015
sabato 8 agosto 2015
SISSIZIO DEL PANE VIVO
SISSIZIO DEL PANE VIVO
SERRA SAN BRUNO - DOMENICA 23 AGOSTO 2015 -
ORE 12.00
SANTA
MARIA DEL BOSCO - LAGHETTO DEL SANTO
Care Amiche, cari Amici,
Don Bruno La Rizza,
Rettore del Santuario di Santa Maria del Bosco a Serra San Bruno, ci invita nel
luogo dove San Bruno di Colonia visse e morì. Quest’invito nasce da una
tradizione ancora viva a Spadola, comune vicino a Serra, dove don Bruno La
Rizza è parroco. A Spadola, difatti, in occasione della festa del protettore
San Nicola, si infornano le vacchette di
pane distribuite poi ai fedeli.
La tradizione del Bue di
Pane, che noi abbiamo ripreso anni fa leggendola nei libri, si è
miracolosamente intrecciata con quella viva di Spadola, e ora la proponiamo in
questo Sissizio del pane vivo. Sissizio, che letteralmente significa mangiare
insieme, era il banchetto comune istituito da Re Italo, al quale tutti
partecipavano portando il cibo che dividevano. I popoli della Calabria di
allora, gli Itali, notarono la forza e la pazienza dell’animale che arava il
campo per la semina del grano, e lo ringraziavano confezionando pani a forma di
bue. Quell’uso non sfuggì a Pitagora che vide nel Bue di Pane il simbolo
della fine della violenza e lo offrì in ringraziamento agli Dei per la scoperta
del suo teorema. Egli raccomandò di non uccidere il bue perché era aratore.
E proibì inoltre di uccidere qualunque animale e di mangiarlo perché se
non osi uccidere l’animale, mai ucciderai un uomo.
Di fronte al Laghetto di
San Bruno si incontreranno l’antico Bue di Pane, simbolo della fine
della violenza, e il Pane Rotondo, simbolo di Cristo nell’eucaristia,
e le forme di pane tradizionali o nuove che porterete. Invitiamo a partecipare anche
i panificatori e pensiamo di ripetere questo Sissizio ogni anno la seconda
domenica dopo Ferragosto.
Il pane è simbolo di ogni
cibo e di ogni lavoro che dà sostentamento al corpo, ma è anche nutrimento
dell’anima quando si spezza in amicizia con gli altri. Il pane non è mai potere:
è vita.
Amica e Amico caro, a qualunque
popolo e fede tu appartenga, porta il tuo pane, condividilo con noi! Sediamo
insieme alla stessa tavola: mangia il nostro pane, dacci il tuo pane. La tua
vita si unirà alla mia vita e sarà la nostra vita.
EVOE’!
Salvatore Mongiardo
+39 348 78 20 212
Nota
Per motivi logistici è
opportuno indicarmi l’adesione con il numero di persone che parteciperanno. Grazie.
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