sabato 13 giugno 2026

RINGRAZIAMENTO PER GLI AUGURI PER L'85esimo ANNO DI S. MONGIARDO

 

Ringraziamento per gli auguri per l’85esimo anno di S. Mongiardo

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 Mi è impossibile ringraziare individualmente tutte le persone che mi hanno mandato gli auguri per il mio 85esimo compleanno: sono svariate centinaia, e perciò ringrazio tutti per l’affetto dimostratomi con questa mia riflessione.              

            Alla mia età normalmente si pensa con rimpianto alla vita passata e con timore alla vicinanza della morte, mentre io guardo al passato e al futuro con una serenità che stupisce me stesso, perciò ho cercato di capire da dove possa nascere in me questa visione pacificata del mio passato assieme a nessuna paura della morte. 

            La prima spiegazione mi viene da mia madre che, quando ero piccolino, mi diceva: Tu non sei come gli altri bambini. E anche da quando diceva mio padre. Difatti, se qualcuno affermava: Si vive una volta sola, il commento di mio padre era: Speriamo, non vorrei ricominciare una vita con tutto quello che ho passato. E affermava ripetutamente di non avere nessuna paura della morte. 

            Nascita e morte sono un ciclo di natura per tutti i viventi ed è impossibile cambiarlo. Quella che si potrebbe cambiare, invece, è la paura della morte, e su questo argomento impegnativo spero di potervi offrire un mio scritto.  

            Sono convinto che la mia serenità non nasce per caso, ma è il risultato delle mie scelte di vita, fatte seguendo un mio bisogno interiore, infischiandomene dei troppo lodati valori che per millenni hanno generato guerre, stupri, schiavitù, miserie e cattiverie di ogni genere. In fondo ho seguito sempre la libertà, soprattutto quando si trattava di non abbandonare i miei grandi sogni. Evoè. 

Salvatore Mongiardo

13 giugno 2026

martedì 2 giugno 2026

DA DOVE NASCONO GUERRA E PACE DI S. MONGIARDO


DA DOVE NASCONO GUERRA E PACE 

            Molti mi chiamano filosofo delle Donne e della Pace, titolo che rispecchia le mie ricerche e la mia attività. Per questo motivo sento il bisogno di sottolineare da dove nascono le infinite guerre e la pace, tanto desiderata a mai realizzata. Per spiegare il fenomeno della guerra, non invento nulla di nuovo, ma mi attengo strettamente alla dottrina di Pitagora, il quale affermava:   

La pace nasce dal rispetto della vita degli animali; se non uccidi l’animale, mai ucciderai un uomo. Uccidi l’animale e ucciderai l’uomo. 

            Egli era ben cosciente della necessità di uccidere animali per nutrirsi, e tuttavia riconosceva che c’era una legge, che poi fu formulata da Newton nel 1687 come Terzo Principio della Dinamica o Principio di Azione e Reazione: 

A ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.

            Egli era ben cosciente della necessità di uccidere animali per nutrirsi, e tuttavia riconosceva che c’era una legge, che poi fu formulata da Newton nel 1687 come Terzo Principio della Dinamica o Principio di Azione e Reazione: 

A ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. 

            In altri termini, è la Legge del contrappasso, il principio secondo cui la pena inflitta a un colpevole corrisponde rigorosamente alla colpa commessa. Chi la fa l'aspetti, oppure chi la fa la paga, è l’espressione popolare della Legge del contrappasso

       All’azione umana di uccidere l’animale corrisponde la reazione di uccidere l’uomo stesso. Nella pratica, Pitagora e i suoi allievi erano vegetariani: non mangiavano animali di terra, né di cielo né di mare. Egli non fu l’unico a comprendere l’importanza del rispetto della vita degli animali, perché poi ci fu Cristo, il superpitagorico che superò Pitagora, come risulta con estrema chiarezza dai Vangeli.

             Gesù, difatti, fu l’unico in tutta la storia di Israele a osare l’inosabile: da solo liberò e cacciò gli animali destinati al sacrificio nel Tempio di Gerusalemme, un gesto blasfemo per la potente casta sacerdotale, gesto con quale si può dire che egli firmò la propria condanna a morte. Ma c’è dell’altro che spiega quel gesto, la sua parabola del Buon Pastore. Egli si paragonò a un buon pastore che vive con le sue pecore, le conduce al pascolo, le pecore lo conoscono e lo seguono: non le vende e non le mangia. Un tale pastore non esisteva nella realtà: gli Ebrei erano pastori che campavano allevando, vendendo e mangiando pecore e agnelli. Uccidere, scuoiare e mangiare un animale innocente come l’agnello, col quale fino a poco prima i pastori forse giocavano, creò in loro dei gravi sensi di colpa che cercarono di superare, offrendo l’agnello in olocausto, cioè interamente bruciato, al loro Dio, che lo gradiva al massimo, tanto che il sacrificio dell’agnello si svolgeva quotidianamente nel Tempio col sacrificio mattutino e quello vespertino.

             La stessa Bibbia conferma la stretta connessione tra uccisone dell’animale e uccisione dell’uomo con la storia di Caino e Abele. Caino era agricoltore e offriva al Dio frutti della terra. Abele, suo fratello minore, era pastore e offriva al Dio animali e agnelli, più graditi al loro Dio. Nacque l’invidia e Caino uccise Abele che uccideva animali.

             Vediamo ora quali e quanti animali vengono uccisi e consumanti ogni giorno in tutto il mondo. Le cifre che riporto sono le migliori stime di dati raccolti da organizzazioni internazionali come la FAO e istituti di ricerca sul benessere animale come Sentient Media e Aquatic Animal Alliance.

 1.     Mammiferi terrestri: circa 10 milioni al giorno. Tra questi si contano principalmente maiali (3,8 - 4 milioni), pecore e capre (oltre 3 milioni complessivi), conigli (1,5 milioni) e bovini/mucche (circa 850.000).

2.     Pesci (allevati e selvatici): tra i 3,2 e i 6,3 miliardi al giorno. I pesci catturati in natura oscillano tra i 3 e i 6 miliardi al giorno, mentre i pesci da acquacoltura raggiungono tra i 211 e i 339 milioni al giorno.

3.     Invertebrati marini (Molluschi, Crostacei, Vongole): oltre 68 miliardi al giorno. I piccoli crostacei come i gamberi da soli registrano circa 68,5 miliardi al giorno. A questi si sommano miliardi di bivalvi e molluschi cefalopodi (polpi, seppie, calamari, cozze e vongole).

             Di fronte a queste cifre, ripeto che sì, ci vuole un sommovimento mondiale delle coscienze. Sì, bisogna mandare ai governi del mondo quelli che si ispirano al principio materno: ma queste cose da sole non bastano, se poi non segue un reale allontanamento dell’umanità dall’uccisione di animali, oggi possibile per la grande offerta di ottimi alimenti sostitutivi di origine vegetale.

             Io penso che un grande miracolo si compie sotto i nostri occhi, prima con la comprensione di questa legge inviolabile, e poi nell’offrirci una gran quantità di ottimi alimenti in grado di sostituire le creature viventi.  

Salvatore Mongiardo

2 giugno 2026