mercoledì 11 ottobre 2017

PRESENTAZIONE LIBRO MONGIARDO


https://drive.google.com/file/d/0B7hfxv7yTc1mOGpWV1BydDZIeGhGamNZWXFMNWJROTJhUEU0/view?usp=sharing

21 ottobre 2017 - Presentazione il del libro di Salvatore Mongiardo, Edizioni AMAZON

MI DIMETTO DA MASCHIO

BIBLIOTECA PUBBLICA DI DAVOLI MARINA (CZ), ORE 17.00

Tra i temi:
LA CITTA' PITAGORICA DI AUROVILLE IN INDIA
LA VISIONE NELLA GROTTA DI PITAGORA A SAMO
LA GROTTA DELL'APOCALISSE A PATMOS
IL VANGELO ETERNO DI GIOACCHINO DA FIORE
LA RINASCITA DELLA MAGNA GRECIA
L'APERTURA DELLA NUOVA SCUOLA PITAGORICA
LA DONNA ALLA GUIDA DELL'UMANITA'
LA FINE DELLA VIOLENZA

sabato 26 agosto 2017

Sissizio Serra San Bruno 2017 - S. Mongiardo

Sulla scalinata monumentale di Santa Maria del Bosco a Serra dove San Bruno visse e morì nel 1001

https://youtu.be/pucIPQQtdto

martedì 22 agosto 2017

La Cattedrale di Squillace

UN MIO RACCONTO AUTOBIOGRAFICO CONTENUTO NEL NUMERO IN VENDITA NELLE EDICOLE, INTERAMENTE DEDICATO A SQUILLACE, DELLA RIVISTA
IL CALABRONE 

https://drive.google.com/file/d/0B7hfxv7yTc1mNEpQV0xqTklzcHM/view?usp=sharing

lunedì 14 agosto 2017

PITAGORA ALLA ROCCELLETTA

VIDEO DI PITAGORA ALLA ROCCELLETTA DI SQUILLACE CON SALVATORE MONGIARDO E CHIARA GIORDANO
https://www.facebook.com/vanessa.cardamone.39/videos/1380908978653482/

domenica 13 agosto 2017

Buon Ferragosto 2017

Tanti cari auguri con un video ricevuto dalla rete che esprime con qualche rudezza la grandezza e il vero problema della nostra Italia.


https://drive.google.com/file/d/0B7hfxv7yTc1mTFQtVEx2SjZvaTA/view?usp=sharing

venerdì 26 maggio 2017

Giornata mondiale per la distruzione di tutte le armi

Care Amiche e Cari Amici,
il 10 giugno 1940 l'Italia entrava nella seconda guerra mondiale, un evento nefasto che ha seminato lutto e rovine. 
Il prossimo 10 giugno 2017, alle ore 11, presso i Giardini di Pitagora in via Giovanni Falcone, Crotone, si terrà, sotto l'Egida della NUOVA SCUOLA PITAGORICA, la prima GIORNATA MONDIALE PER LA DISTRUZIONE DI TUTTE LE ARMI.
Alcuni Club UNESCO faranno la stessa celebrazione e invitiamo voi tutti a prendere liberamente l'iniziativa per simili manifestazioni dove vivete. Armi vecchie o finte saranno simbolicamente rotte su una incudine da mazze di ferro. L'umanità ha diritto a vivere senza paura e nel benessere: le enormi cifre spese in armi possono consentire a ognuno  una vita gratis, libera dalla schiavitù del denaro. Leggete e diffondete il documento, allegato in italiano e inglese, che è alla base di questa iniziativa.




mercoledì 10 maggio 2017

Italia, Pitagora, Budda e Cristo

La cultura italico-pitagorica elemento unificante tra Budda e Cristo.

https://youtu.be/UH8624mDf3w

martedì 11 aprile 2017

AUGURI DI PASQUA 2017


Marianna, figlia dello scrittore Mario La Cava, ci regala questo capolavoro dopo la
SUPPLICA DELLE DONNE LOCRESI.

https://drive.google.com/file/d/0B7hfxv7yTc1mQnlzd1JSMmFFUjg/view?usp=sharing

domenica 29 gennaio 2017

BUE DI PANE PITAGORICO

https://drive.google.com/file/d/0B7hfxv7yTc1mWG8xZmMxNkhKRURiajZSTUV1Vk0wT0xKWUF3/view?usp=sharing


Il Bue di Pane Pitagorico fatto da Mara Corasaniti: così bello non era mai venuto. Dovremmo adottarlo come logo della Nuova Scuola Pitagorica. La tovaglia è di antico lino tessuto a mano.


lunedì 10 ottobre 2016

Ricordo del cugino Angelo

Ricordo del cugino Angelo

(Angelo Iorfida, S. Andrea Jonio 1929 - Canton Ohio 2016)

Di mio cugino Angelo ho scritto nei miei libri, e ora che è morto voglio ricordarlo per il suo fortissimo attaccamento al paese natio che sembrava crescere invece di diminuire con gli anni. Angelo era partito nel dopoguerra con la madre Maria Vittoria per ricongiungersi al padre Nazareno rimasto in Usa. La sua partenza avvenne nel 1947, quando Angelo aveva appena conseguito il diploma di maturità classica. Più volte mi ha raccontato il suo viaggio avventuroso per andare a consultare Padre Pio sull’opportunità di andare o meno in America. Padre Pio non ebbe dubbi: Moglie e marito devono stare assieme. Angelo ricordava perfettamente il profumo celestiale di fiori che emanava dal confessionale del frate.

Il viaggio per l’America riservò loro una sorpresa perché la nave era stata costruita per i mari caldi e nelle acque fredde dell’Atlantico le lamiere si restringevano col rischio di allagamento. Il capitano ricevette ordine di fermarsi e attendere un’altra nave che sarebbe arrivata in soccorso. In alto mare i passeggeri furono trasbordati ad uno ad uno con una teleferica.
All’arrivo in America, Angelo si iscrisse all’università e si impegnò negli studi con successo, ma anche col risultato di perdere i capelli: era credenza in paese che lettura e studio facevano venire la calvizie. Angelo era un giovane prestante e molto bello e quella perdita dispiaceva a sua madre che ci scrisse per procuragli un rimedio ritenuto infallibile. Nella lettera zia Maria Vittoria chiedeva di spedire… escrementi di topi con la quale fare ad Angelo degli impacchi sulla testa. Le mie zie avevano un podere vicino al paese, l’Abbruschiata, sulla strada di Briga verso il fiume Saluro. In quel podere c’era un ricovero in muratura abbandonato dove i topi facevano festa lasciando abbondanti escrementi. Un giorno le zie mi portarono con sé e mi sollevarono -io avevo forse otto anni- fino a raggiungere un ripiano del ricovero dove gli escrementi neri erano particolarmente abbondanti. Poi mi mandarono verso la gebbia piena d’acqua e io vi andai a lavare le mani, anche se avevo paura perché spesso vedevo u jèlandru, la biscia d’acqua, che stava sul muretto della gebbia a scaldarsi prima di lanciarsi a prendere qualche rana.

La cura per i capelli non ebbe effetto, e su quell’episodio facemmo grandi risate con Angelo quando andai a trovarlo a Canton. La calvizie comunque non impedì ad Angelo di sposare la bella Mary, nata in America, figlia di una sorella del prefetto Sandro Voci.
Nei nostri incontri in America il paese di Sant’Andrea tornava vivo nei racconti di Angelo, quasi dolente, come se il suo distacco non fosse mai avvenuto. Le persone, i fatti, le famiglie, i racconti erano come un film infinito dal quale lui non riusciva a staccarsi.

In paese Angelo aveva abitato nel rione del Ferraro, e vicino a casa sua stava un sempliciotto, u Pacciarìaddhu ’e Mugnulu, il quale nella vita si era scelto un compito importante. La mattina all’alba si metteva a gridare: Alzatevi, gente, che è giorno! E alla sera: Coricatevi, gente, che è notte!

Più di una volta Angelo mi descriveva il panorama che si vedeva dalla sua casa del Ferraro: c’era il viottolo che scendeva verso il Valloncello, dove tra la folta macchia mediterranea svettavano tre grandi pini. E vi scorreva un rigagnolo d’acqua dove andavano a bere i colombi che avevano il nido nel sottotetto della Chiesa Matrice. Poi il terreno si addolciva verso la marina con le colline di creta coltivate a grano… e il mare azzurro si stendeva davanti alla costa …
Angelo ricordava quei paesaggi con straordinaria vivezza e struggente nostalgia. Spero che la visione azzurra del nostro mare gli sia stata di conforto nella sera della vita. 

Salvatore Mongiardo

11 ottobre 2016 

venerdì 19 agosto 2016

Discorso dello Scolarca

Discorso dello Scolarca per l’inaugurazione della Nuova Scuola Pitagorica

Care Amiche e cari Amici,
Intorno al 740 a. C. i greci vennero a Crotone in cerca di una vita migliore e furono fortunati perché trovarono qui la prima Italia con uomini e donne libere. Due secoli dopo, nel 532 a. C., Pitagora, anche lui in cerca di una vita migliore, tornò a Crotone dove era stato da ragazzino col padre. Qui egli seppe fondere lo stile di vita degli Itali, basato su libertà, giustizia sociale, amicizia e solidarietà, assieme alla sua dottrina matematica e filosofica. Così nacque la Magna Grecia. Oggi altre barche arrivano alle nostre coste, cariche di disperati che cercano anch’essi una vita migliore. Essi sono i rappresentanti visibili di tutto un mondo allo sbando che cerca qui da noi un approdo di salvezza.

Può oggi la Magna Grecia ripetere il miracolo successo ai tempi di Pitagora? Io sono convinto che non solo può, ma deve: è questo il destino della Calabria, terra nata per dare e non per prendere.  Da decenni io vado scrivendo e predicando che in Calabria c’è il più grande giacimento culturale dell’umanità ed è nostro compito portarlo alla luce per il bene di tutti. Questo compito si capisce meglio se immaginiamo un asse Grecia-Magna Grecia che oggi inizia con il gemellaggio tra le due comunità di Crotone e Samo. E saluto Stamatis Skoutas, rappresentante del sindaco di Samo, che ci onora della sua presenza. Benvenuto in Magna Grecia: kalòs òrises sti Megàli Ellàda. Io sono convinto che Grecia e Magna Grecia, due popoli oggi marginali e problematici, saranno l’asse portante della Nuova Civiltà Sissiziale. E mentre ringrazio di cuore tutti voi presenti venuti da vicino, da lontano e dall’estero, voglio ricordare una persona che ha tanto sperato nella riapertura di questa Scuola: il monaco Kosmàs del Monte Athos che mi esortava: Torna in Calabria, apri la Scuola! Kosmàs mi raccontò che lui stesso era venuto in Calabria spinto dal monaco Paisios, un taumaturgo famosissimo in Grecia, che lo esortava: Va in Calabria, da lì verrà la luce. Io desidero espandere quel suo pensiero così: dove nacque la Magna Grecia nascerà la Magna Terra, il mondo nuovo.

Cosa farà la Nuova Scuola Pitagorica? Sono molte le idee e le proposte che ci giungono e che vedremo in seguito, ma due progetti desidero menzionare ora: la costruzione della Città dell’Armonia, una cittadella filosofica e scientifica dove giovani e studiosi potranno confrontarsi e indagare le cause profonde della violenza umana che grava con costi umani e finanziari insopportabili. L’amico Fortunato Nocera ha suggerito il titolo di Armonia per la nuova Città, quanto di più pitagorico si possa immaginare. Un altro progetto, che vedrà presto la luce, sarà la riapertura del tiaso pitagorico, l’associazione di donne che nell'antichità si riunivano per celebrare libertà e femminilità come faceva la poetessa Nosside a Locri.
Il tiaso, del quale vi si dirà tra breve, sarà come riaccendere l’antica fiamma per forgiare una nuova umanità. La salvezza e la liberazione del maschio dalla violenza sarà il compito che la storia oggi, da Crotone, affida alle donne di tutto il mondo. Fra poco celebreremo il sissizio, il banchetto comune che re Italo pose a fondamento dell’Italia e che Pitagora celebrava con i suoi allievi ogni sera in segno di unità. Pitagora vide anche Il Bue di Pane presso gli Itali che lo facevano per ringraziare il bue che aveva tirato l’aratro, lo prese a simbolo della fine di ogni uccisione e lo offrì agli Dèi quando scoprì il suo famoso teorema. Adesso quel Bue di Pane è tornato tra noi dopo più due millenni di oblio.
E ora vi invito ora ad alzarvi in piedi per la proclamazione solenne dell’apertura della Nuova Scuola Pitagorica.
Care Amiche e cari Amici, con mente libera e cuore puro dichiariamo aperta la Nuova Scuola Pitagorica di Crotone per il bene dell’intera umanità e vi chiediamo di sostenerci in questa impresa col vostro affetto e favore. Evoè, Evoè, Evoè.


Salvatore Mongiardo, Crotone, 18 agosto 2016

domenica 14 agosto 2016

SUPPLICA DELLE DONNE LOCRESI

Supplica delle donne locresi

Nella colonia di Locri Epizefîri
soavemente inneggiando al tuo santo nome
abbiamo tessuto con tecnica antica
raffinate coperte di bisso
che le nostre figliole hanno
nel tempio della tua magnificenza deposto,
o Hera Lacinia, Madre Celeste,
grande Signora della fertilità!
Secolo dopo secolo, millennio su millennio,
Tu hai visto le genti sfidarsi, morire, rinascere,
insaziabili di gloria e di sangue.
Quante città hanno prosperato sotto il tuo manto di stelle
per poi sparire  sotto i flutti di un corso deviato
o distrutte dall'odio vendicatore della storia!
Quanti lutti hanno trafitto il cuore delle fanciulle
deportate e svendute in terre lontane!
Quanti miti agnellini sgozzati sulle tue sacre pietre
abbiamo immolato per purificarci
dalle infinite insidie del male!
Oggi torniamo da Te, venerabile Dea,
a mani vuote,
reduci di immani tragedie e dolci rimpianti,
le nostre nonne non tessono più
coperte di bisso alle Nossidi novelle,
hanno smesso di desiderare,
il Fato ha strappato loro la speranza dalle mani.
Voglia Tu ora, μέγιστη κυρία, Hera Lacinia,
far risorgere tutta la Μεγάλη Eλλάς
rendendola fertile di idee e di valori,
benevolmente illuminando la via del riscatto
per le  generazioni che verranno dopo di noi.
Ευχαριστώ.

Marianna La Cava

Nota: μέγιστη κυρία= grandissima signora; Μεγάλη Eλλάς=Magna Grecia; Ευχαριστώ= grazie.
Stupenda poesia di Marianna La Cava, figlia dello scrittore Mario La Cava, che mi è pervenuta oggi con queste parole di accompagnamento:
Caro Salvatore,
si sta avvicinando il grande giorno (l’inaugurazione della Nuova Scuola Pitagorica il 18 agosto 2016 a Crotone) e per l'occasione ho scritto una piccola preghiera che spero ti piaccia e che dono all'Associazione quale contributo personale. Vedi tu come utilizzarla. Ciao e a presto. Marianna.
Per chiarezza dei lettori aggiungo che le donne locresi richiamate nella poesia tessevano e offrivano preziose stoffe che portavano al santuario di Hera Lacinia. Lo ricorda anche la locrese Nòsside (IV-III secolo a. C.), la più grande poetessa della Magna Grecia, nel suo terzo epigramma:
Hera venerata, tu che dall'alto del cielo spesso venendo 
Con affetto giù guardi al Lacinio odoroso d’incensi,
Accetta questo tessuto di bisso di lino che, con la sua casta
Figlia Nòsside, tessé Theuphilis del damos di Cleochos.
(traduzione Marcello Gigante)

sabato 13 agosto 2016

INNO PITAGORICO DELL'AMICIZIA

Inno Pitagorico dell’Amicizia

Ognuno è come me:
O nero o giallo o bianco
Ognuno amico è.
Il pesce il bue l’agnello
Lui pure è mio fratello.

Alza di notte gli occhi
E guarda all'universo!
Non senti l'armonia
Di stelle e di pianeti?

Appena sarà giorno
vai, corri al mattatoio:
Spalanca quelle porte
Libera dalla morte
Il fratello minore.

Diventerà la terra
Una casa comune
Per l’uomo e l’animale
E il sangue degli uccisi
Sarà solo il ricordo
Di un tremendo passato.

Salvatore Mongiardo

13 agosto 2016

domenica 7 agosto 2016

ALLA COLONNA

Saluto alla Colonna Superstite del Tempio di Hera Lacinia
Scritto per l’inaugurazione del 18 agosto 2016 della Nuova Scuola Pitagorica
°°°°°

Salute a Te, Superstite Colonna,
Unica e sola tra le trentasei
Del grande Tempio di Hera Lacinia.

Le sue tegole di bronzo dorato
Che brillavano ai raggi del sole
Mostravano la rotta al navigante.

Da quando i Crotoniati Ti innalzarono
Hai visto tanta umanità passare
E Tu silenziosa la guardavi.

Un giorno venne un giovanetto greco
Di bell’aspetto e dalla lunga chioma
Dall’isola di Samo insieme al padre.

Si chiamava Pitagora e a Crotone
Vide un grande sissizio celebrare
E belle donne offrire un Bue di Pane.

Egli visse poi a lungo tra le genti
Di Siria, Egitto e infine Babilonia
E rientrò famoso alla sua Samo.

Esule ritornò alla Tua ombra
Ed insegnò libertà, armonia
Serenità, fraternità, amicizia.

Poi, chiusa la Scuola, il grande Tempio
Crollò: Tu sola in piedi rimanesti
Ad attendere questo lieto giorno.

Grazie, Colonna nobile e solenne,
Che hai sfidato i terreni eventi
E oggi attorno a Te noi qui raduni.

La Nuova Scuola apre le sue porte
Per tracciare un sentiero di armonia
Ad un mondo confuso e smarrito.

Salvatore Mongiardo

Nota
La Colonna Superstite era la seconda - da sinistra guardando il mare - delle sei colonne del lato est sulla scogliera. I lati maggiori avevano ognuno quattordici colonne. Sul lato ovest di sei colonne c’era l’ingresso del Tempio.

Per una dettagliata ricostruzione guardate il video: https://youtu.be/_cQ3tfkl2bs

venerdì 29 luglio 2016

Inaugurazione Nuova Scuola Pitagorica

Invito all’inaugurazione della Nuova Scuola Pitagorica
18 agosto 2016 ore 19:00 - Giardini di Pitagora
CROTONE


Care Amiche e cari Amici,

La Nuova Scuola Pitagorica sarà solennemente inaugurata la sera del 18 agosto 2016.

Riteniamo che sia importante la vostra presenza per quella serata che passerà alla storia: noi difatti intendiamo riprendere il filo conduttore di Pitagora che, più di duemila anni fa, fondò la sua Scuola.

Le vicende storiche sommersero quella dottrina che mirava essenzialmente ad aiutare a vivere in armonia con se stessi, la natura e il prossimo. Ma proprio la presa di coscienza di quella decadenza è stata la molla che ci ha spinto a riaprire senza timori la più famosa scuola del mondo.

Alcuni possono pensare che questo sia utopia; più semplicemente noi crediamo che riparte il ciclo glorioso che vide nascere in questa terra prima l’Italia e poi la Magna Grecia sui principi eterni scolpiti nell’anima di ogni vivente.

La Nuova Scuola Pitagorica intende portare avanti varie iniziative tra cui una in particolare, da sviluppare nel territorio di Crotone,

LA CITTA’ DELL’ARMONIA

Lì, nella natura, i giovani che intendono dare un senso forte alla loro vita potranno studiare e ricercare le cause della violenza e dell’infelicità umana, avranno l’opportunità di confrontarsi con gli studiosi del mondo e potranno diventare modello di vita per chi non si rassegna a vivere male e mediocremente.

In questa magnifica impresa non siamo noi che agiamo per interesse personale o voglia di protagonismo, ma è un destino che opera per avviare l’umanità su sentieri più sereni.

L’incontro inizierà il pomeriggio alle 17:00 con una visita al promontorio lacinio di Capo Colonna e continuerà presso i Giardini di Pitagora in centro città, dove si terrà il Sissizio col Bue di Pane Pitagorico: riprendiamo così il convivio ideato da re Italo che lo pose a fondamento dell’Italia e che poi Pitagora praticò nella Scuola.

L’evento è aperto a tutti. Vi aspettiamo con grande piacere e mangeremo assieme il cibo vegetariano che porteremo.
Evoè!

Lo Scolarca                                                                           Il Presidente
Salvatore Mongiardo                                                            Marco Tricoli




sabato 2 luglio 2016

S. Elia di Curinga: parere di M. De Franceschini

Marina De Franceschini, 21 giugno 2016

Gentile signor Mongiardo,
grazie infinite per le bellissime immagini!

Sono proprio contenta d vedere che le magie di luce si sono create e le vostre ipotesi erano giuste!

Quel che succede nel vostro edificio è molto simile a quel che accade nel Mausoleo di Adriano ovvero a Castel Sant'Angelo a Roma: il sole entra da due finestre a bocca di lupo, una orientata verso est l'altra verso ovest, e crea un quadrato di luce sulla nicchia nella parete opposta.
E poi da voi l'oculo crea un cerchio di luce sulla parete di fondo, giusto? 
(A Castel Sant'Angelo l'oculo non c'era ma lo stesso la nicchia centrale veniva illuminata)

Per quanto riguarda il significato di questo edificio e la sua datazione, vi sono alcune osservazioni da fare.

1 - innanzitutto la copertura a cupola con oculo: è una cosa che viene inventata in epoca romana, non esistono cupole in Grecia o Magna Grecia. Edifici come il Sepolcro di Atreo a Micene hanno 'false cupole' costruite con blocchi aggettanti, cosa che si vede anche in templi preistorici come quelli di Malta. 
Quindi il vostro monumento non può esser stato costruito nell'epoca della Magna Grecia; sarà di epoca alto medievale, paleocristiana, ma ciò non ne sminuisce minimamente l'importanza, tutt'altro!

2- La sua datazione deve basarsi sulla tecnica costruttiva confrontandola con altri edifici analoghi nell'area ed eventualmente su materiali di scavo come monete o ceramica. Visto così sembra paleocristiano o medievale - ma da qui io non posso saperlo.

3 - Il solstizio è una data simbolica in archeoastronomia perché è il momento dell'anno in cui il sole raggiunge il punto estremo verso nord (a destra) sull'orizzonte, e anche la massima altezza durante il giorno, a mezzogiorno.
Edifici costruiti in modo da catturare i raggi del sole e creare fenomeni luminosi nel giorno del Solstizio servono innanzitutto a misurare il corso del tempo e a verificare l'esattezza del calendario.

4 - Dato che chi controllava il calendario controllava il potere - con le nomine pubbliche, stabilendo la data delle festività religiose ecc., -  a un certo punto questa funzione 'pratica' di semplice misurazione del tempo viene rivestita di un significato religioso, legato a culti locali.

5 - Nel caso dei Romani, al Solstizio estivo si tratta della festa di Iside-Fors Fortuna, dea potente che governa corso degli astri ed i destini degli uomini, dea madre, l cui iconografia con il serpente e il bambino tenuto in braccio verrà poi ricalcata dal culto della Madonna.

Questo tipo di sapienza luminosa viene trasmessa in epoca successive, e nel cristianesimo si trasforma in chiese orientate verso il punto in cui il sole tramonta ad esempio nel giorno dedicato al santo al quale la chiesa viene dedicata.

S. Elia ovviamente si riferisce al profeta biblico. Ma se accostate Elia a Helios (il Sole in greco, e siamo in Magna Grecia) diventa il santo del Sole... Si può pensare che in epoca più antica al posto di questo edificio vi fosse un luogo di culto dedicato al sole, al quale poi si sovrappone l'edificio paleocristiano o medievale. E' una cosa che succede spesso nei siti archeologici, perché i luoghi sacri hanno una continuità.

Mi spiace di non esser stata in grado di venire a vedere le luci, ma magari nei prossimi anni chissà!
Cordiali saluti e teniamoci in contatto.




Marina De Franceschini

martedì 14 giugno 2016

VIAGGIO ALLA RICERCA DELL'EQUILIBRIO


Mio nipote Andrea Cuccu a 13 anni è tra i vincitori del Concorso Letterario Nazionale per Ragazzi di Siena. Felicitazioni!


https://drive.google.com/file/d/0B7hfxv7yTc1mbUd4UlJXVFRUMWM/view?usp=sharing

martedì 27 ottobre 2015

INCONTRO A CAPO COLONNA

Incontro a Capo Colonna
Il 26 settembre 2015 ci siamo radunati davanti alla Colonna superstite del Tempio di Hera Lacina, accompagnati dalla Soprintendenza alle Belle Arti di Crotone che per l’occasione ha aperto il recinto che protegge la Colonna. Prima di entrare, ci siamo messi spontaneamente in cerchio dandoci la mano mentre Eddy Seferian ci guardava sorridendo. Eravamo circa trenta persone, in maggioranza donne, venute per l’occasione da Vigevano, Milano, Marche, Roma, Crotone e Calabria. Ma perché quell'incontro e chi è Eddy Seferian? Eddy è un signore di 88 anni, italiano di origine armena. Per saperne di più su di lui basta cercare su internet. Eddy è un signore tranquillo che ritiene di essere guidato da maestri spirituali da quando era adolescente. I maestri gli hanno anche dettato bellissime meditazioni in inglese, francese e italiano, che lui ha letto davanti alla Colonna attorno alla quale ci eravamo portati. Era bello quando recitavamo assieme a lui il mantra: frantumano… aggregano… disgregano… aggregano… disgregano. Le voci femminili chiare si levavano sopra quelle basse dei maschi unendosi al rumoreggiare del mare che Pitagora chiamò lacrime di Crono… Ma cosa si aggrega e cosa si disgrega? Secondo Eddy erano forze misteriose che unendosi creavano, e poi disunendosi distruggevano forme di vita che nel tempo riapparivano rinnovate. Eddy non era mai stato a Crotone prima del 2014 ed era arrivato a individuare la Colonna che lui vede come una fontana di luce che si spande per tutto il Nord Europa fino a Gibilterra a est e al Caucaso a ovest. Per Eddy la Colonna emette una fortissima luce che si alza dalle profondità dell’essere. Per questo motivo, egli afferma, Pitagora era venuto a Crotone: per connettersi alla sorgente di quella luce. Eddy poi ammise che già da tempo -ne è traccia scritta in una sua meditazione del 14 ottobre 2012- il Maestro Gesù si mostrava a lui come una colonna luminosissima sul mare, quella colonna che poi Eddy avrebbe individuato a Crotone. La sua visione coincideva con il mio libro Cristo ritorna da Crotone, dove nell'ultimo capitolo La luce del faro, scritto nell'autunno del 2012, parlo del bagliore accecante che viene da Capo Colonna. E mi viene spontaneo collegare la visione di Eddy con quella del santo monaco greco Paisios, che al monaco Kosmàs diceva: Va’ in Calabria perché da lì verrà la luce… Per vie misteriose ma sicure la visione di Eddy, quella dei santi monaci greci e la mia visione della nuova Civiltà Sissiziale si univano in un’unica luce.
Mi venne allora chiedere a Eddy quale era la sua opinione sulla prossima apertura della Nuova Scuola Pitagorica, che avverrà prossimamente a Crotone e per la quale è già pronto lo statuto. Eddy disse: Allora il mio compito su questa terra è finito, posso andare… sta succedendo qualcosa di grandioso, inimmaginabile fino a poco fa... Io volli insistere e insisto ancora oggi: Aspetta Eddy, ti vogliamo a Crotone per la solenne riapertura nell'estate del 2016…
Poco dopo, una donna che aveva il mio libro mi fece vedere quanto avevo scritto della mia visita a Capo Colonna tanti anni fa…
Dunque, quel pomeriggio del maggio 1957 il pullman ci condusse a Capo Colonna, e quel che avvenne merita di essere ricordato. I campi erano coperti di spighe verdi che ondeggiavano al vento... A Capo Colonna mi aggirai tra le rovine della casa di Pitagora e potei toccare la famosa colonna superstite del tempio di Hera Lacinia. All'improvviso fu come se mi destassi da un lungo sonno e mi rividi nel luogo che mi apparteneva e al quale finalmente ero tornato! Guardavo il mare nel quale mi ero immerso tante volte nel passato, quel mare blu ionico che tende al verde degli ulivi. Volevo indossare la mia candida veste, avere attorno ragazzi e ragazze sorridenti, entrare nella mia casa dove il fuoco era acceso…
Tanti cari auguri a Eddy che il 24 ottobre ha compiuto 88 anni!
Salvatore Mongiardo

27 ottobre 2015 

venerdì 28 agosto 2015

SPECIALE TV SISSIZIO SERRA

Care Amiche e d Amici, 
Ecco il link per vedere lo Speciale TV del 

SISSIZIO SERRA SAN BRUNO"" su YouTube 

realizzato da Teleradio Padre Pio. 
Cordialità.