giovedì 24 giugno 2021

PRIMA VENUTA DI PITAGORA A CROTONE

 

Intorno al 1200 d. C. il medico e bibliografo Ibn Abi Usaybi redasse a Damasco un riassunto in arabo della Vita di Pitagora di Porfirio. In essa si legge quanto segue della prima venuta di Pitagora col padre Mnemarco a Crotone:

Quando di lì (Samo) viaggiò alla volta di Crotone, prese con sé Pitagora perché lì si divertisse; infatti, l’Italia era molto salubre e fertile, e si narra che Pitagora solo a causa della sua bellezza, che aveva visto per la prima volta, sia ritornato lì e si sia stabilito.

Un altro dato interessante che conferma la mia ricostruzione degli anni di vita di Pitagora, è l’affermazione che egli lasciò Samo per Crotone all’età di sessant’anni.

Salvatore Mongiardo

24 giugno 2021

venerdì 28 maggio 2021

venerdì 26 marzo 2021

GIOACCHINO DA FIORE: DE GLORIA PARADISI

POEMETTO POCO CONOSCIUTO CHE DIVIDE L'ALDILÀ IN INFERNO, PURGATORIO E PARADISO UN SECOLO PRIMA DI DANTE

https://drive.google.com/file/d/11kvHJEduBA_ZsdzyJYh15dvzCoG9_Azu/view?usp=sharing 

venerdì 19 marzo 2021

domenica 14 febbraio 2021

AUGURI A DRAGHI

https://drive.google.com/file/d/1EUW068c5-b-j2Do9PvFWwONRGSlLZwW7/view?usp=sharing 

SAN VALENTINO DI GIUSEPPE CONTE

 

           Così chiamo questo San Valentino 2021, pensando al saluto di addio che il Presidente Conte ha dato da Palazzo Chigi tra applausi calorosi e prolungati del personale alle finestre. Egli appariva calmo, forte e  contento di lasciare i sepolcri imbiancati della politica, belli all'esterno, ma pieni di ogni putridume all'interno.

            Il gesto che passerà alla storia è quando lui ha preso con determinazione la mano della sua riluttante compagna e l'ha avvicinata al suo fianco. Forse nemmeno lui si è reso conto dell'importanza di quel gesto, che apre lo scenario consolante della donna alla guida del mondo nella politica, nelle religioni, nella finanza e in ogni altra manifestazione.

            Libero dai lacci della politica, in silenzio ma con un gesto eloquente di liberazione emozionale, Conte ha indicato la strada che l'umanità dovrà percorrere. Quella strada riporta all'Età dell'Oro, l'epoca gilanica, quando l'umanità dell'Antica Europa era guidata dalle donne, non c'erano guerre, la vita scorreva benevola, serena e libera, protetta dalla divinità rigeneratrice della Grande Madre.

            Grazie, caro Giuseppe Conte, che hai saputo ascoltare il tuo cuore e hai indicato da Roma, capitale sanguinaria e oppressiva dei Cesari e dei Papi, la via verso il nuovo mondo.

            A tutte le donne del mondo, soprattutto a quelle della mia vita, auguro un San Valentino denso di belle emozioni. Evoè.

 

Salvatore Mongiardo

San Valentino 2021           

domenica 31 gennaio 2021

Pitagora e la crisi politica del 2021

             Diverse persone mi hanno sollecitato a esprimere un giudizio su quanto sta succedendo nella politica mondiale, e perciò scrivo quest'analisi per cercare di capire le cause del disordine nel quale il mondo sembra scivolare.

             Il termine di politica e quello di polizia derivano da polis, la città stato dell'antica Grecia e delle sue colonie. Per un'analisi approfondita, però, dobbiamo andare molto più indietro nella storia, fino al 10000 (diecimila) a. C., quando nella Mezzaluna Fertile, che comprendeva Egitto, Israele, Fenicia, Anatolia, Siria e Iraq fino al Golfo Persico, nacque l'agricoltura che, alla velocità di un chilometro l'anno, si diffuse in una vasta area del mondo occidentale. L'agricoltura arrivò così nell'Antica Europa, che comprendeva Moldavia, Romania, Ungheria, Balcani, Italia meridionale, Sicilia, Grecia e le isole inclusa Creta. Era un mondo che viveva essenzialmente di agricoltura, dove non c'erano armi né guerre, si conduceva una vita comunitaria guidata dalle donne, e la Grande Madre era la divinità fonte di ogni rigenerazione. Gli scavi archeologici mostrano che la vita scorreva serena con danze e acconciature raffinate delle donne. Era l'Età dell'Oro, descritto da autori importanti come Esiodo, Virgilio, Seneca, Tibullo e Ovidio.  

             Le testimonianze di quegli autori erano ritenute delle leggende fin quando le scoperte dell'archeologa e linguista Maria Gimbutas (1921-1994) ci hanno fornito le prove che quel mondo è realmente esistito per circa quattro millenni a partire dal 7000 a. C. circa. Quelle scoperte, inizialmente poco accolte dal mondo accademico, furono poi puntualmente confermate dalle indagini genetiche condotte da Cavalli Sforza e dagli studi della lingua indoeuropea, dalla quale derivano quasi tutte le lingue europee, greco e latino inclusi.

             La civiltà descritta dalla Gimbutas fu chiamata gilanica, unendo le due parole greche di donna+uomo. Quelle popolazioni gilaniche, furono assoggettate poi da nomadi indoeuropei, i kurgan, che vivevano nelle steppe attorno al Caucaso, al Volga o in Siberia. I Kurgan erano militarmente forti grazie all'addomesticazione del cavallo, ed erano comandati da un capo guerriero che aveva donne e schiavi. Il termine kurgan deriva dai grandi tumuli di sepoltura nei quali venivano sepolti i prìncipi morti e il loro seguito di mogli e schiavi vivi, secondo un'usanza diffusa in diverse popolazioni antiche, perfino tra i Maya del lontano Messico.  

             La Gimbutas ha affermato che l'invasione-migrazione dei Kurgan avvenne in varie ondate. Tutti i Greci che parteciparono alla guerra di Troia erano in realtà discendenti di indoeuropei che avevano invaso il Peloponneso e le isole. La loro origine caucasica, oggi confermata dall'esame del DNA, è testimoniata dall'Iliade che descrive come biondi Achille, Elena e Menelao. La stessa Creta fu invasa dagli Achei di Atene intorno al 1500 a. C. sotto il re Minosse. La civiltà gilanica scomparve quasi dappertutto, ma sopravvisse nella Prima Italia, oggi Calabria, dove Pitagora la scoprì e la elaborò in dottrina etica universale.

             Nel 1991 Marija Gimbutas affermava:

 Rifiuto l’assunto secondo il quale con il termine civiltà ci si riferisce necessariamente a società guerriere maschili. La base di ogni civiltà risiede nel suo livello di creazioni artistiche, di conquiste estetiche, di valori non materiali e di libertà, che danno significato, valore e gioia alla vita per tutti i suoi cittadini, così come un equilibrio di potere tra i due sessi.

             Pitagora vedeva la competizione come un gran male e cercava di eliminarla nella vita privata, nella pubblica e soprattutto nella politica. Competere per vincere sporcava la persona, che così rompeva la comunità per emergere sugli altri, rompendo l'equilibrio di libertà, amicizia, comunità di vita e di beni. Non c'era quindi spazio per la competizione politica né per i partiti che agitavano la polis di Crotone, portandola a guerre sanguinose contro le altre poleis come Locri o Sibari. Il filosofo non voleva la competizione politica perché essa sprecava le energie per far prevalere un partito sugli altri, attitudine predominante allora come ora. Il ragionamento limpido e matematico di Pitagora si scontrava però con la voglia irrefrenabile dei maschi di battersi, scaricando così le pulsioni aggressive generate dal testosterone.

             Da allora fino ai nostri giorni la storia è stata un susseguirsi di guerre, eccidi e stragi di ogni genere, di per sé contrarie a ogni logica. Prendiamo ad esempio la Germania e l'Inghilterra, acerrimi nemici nella seconda guerra mondiale, ma ambedue anglosassoni, come prova il loro regime feudale nel passato. L'entusiasmo inglese nel battersi contro l'aggressione di Hitler derivava anche da quella brama antica di scontro. Ciò mi sembra provato dal fatto che Churchill affermò ripetutamente che lui era nato per quella lotta e, vinta la guerra, non fu rieletto perché era vento a mancare l'entusiasmo di partecipare alla battaglia.

             La stessa osservazione vale per gli Stati Uniti, dove la recente lotta senza quartiere di Trump per rimanere al potere è spiegabile solo con l'esasperazione competitiva nella quale gli americani vivono quotidianamente. In Usa è inconcepibile una vita senza competizione: bisogna essere e avere sempre più degli altri. 

             L'Italia è un esempio evidente di come la competizione politica miri nei fatti al predominio di un partito e di un capo politico sull'altro. I Padri Costituenti vollero come stemma della Repubblica Italiana la stella a cinque punte, lo stellone d'Italia, con esplicito richiamo alla Magna Grecia: quella stella era difatti il simbolo dei pitagorici. La Costituzione italiana riconosce però i partiti politici sui quali si basano i governi. Ed è sotto gli occhi di tutti come i partiti italiani abbiano generato una lotta incessante per arrivare al potere: l'Italia ha avuto sessantasei governi in settanta anni. 

            L'Italia è ostaggio di due forme competitive: la destra e la sinistra, ideologie aggressive di origine indoeuropea. Ciò è confermato dal fatto che la popolazione del Sud Italia è stata obbligata a combattere nella seconda guerra mondiale contro la Grecia, da dove provenivano i nostri progenitori, e contro gli Stati Uniti, dove c'erano mio nonno e i miei zii tra milioni di emigrati italiani. Io non credo che sia possibile un ordine stabile del mondo senza una forma di vita comunitaria non competitiva. Del resto le molte rivoluzioni, incluse quella francese e le varie forme di comunismo, sono sorte per abbattere il feudalesimo e le divisioni tra ricchi e poveri.  

             Il principio di non competizione politica è stato adottato dalla Cina, dove tutto il potere è in mano al partito unico comunista. Questo ha permesso a quel paese di realizzare in pochi decenni dei progressi impensabili, tanto da diventare una superpotenza mondiale. Ed ha anche consentito alla Cina, unica al mondo, di risolvere il problema della sovrappopolazione, sancito nella sua Costituzione del 1982 al punto venticinque dei Principi Generali:

 Lo stato sollecita la pianificazione familiare, in modo che la crescita demografica si adegui allo sviluppo economico e sociale.

             La Cina ha cinque stelle pitagoriche nella sua bandiera. A me sembra di vedere Pitagora che da Crotone tende idealmente la mano al suo contemporaneo Confucio in Cina. Quei due grandi insegnavano la stessa dottrina, secondo la quale l'umanità poteva vivere felice solo nell'osservanza dei principi etici. Confucio affermava:

 Chi desidera procurare il bene altrui ha già assicurato il proprio. La virtù si può diffondere per cerchi concentrici, prima nella cerchia ristretta dei propri familiari più intimi, e poi a distanza crescente, fino a includere l'intera comunità umana.

             Comunque stiano le cose, è innegabile l'entusiasmo che in questo periodo regna tra i Cinesi, mentre negli altri popoli, specie in Europa e America, sono diffusi depressione, frustrazione e pessimismo: non è un bel vivere.   

             Il ponte etico, progettato millenni addietro dalle due grandi anime di Pitagora e Confucio, si sta realizzando sotto i nostri occhi: la Cina è vicina.

          Salvatore Mongiardo

          31 gennaio 2021

           

martedì 29 dicembre 2020

PITAGORA CONTRO JOHN WAYNE

 

PITAGORA CONTRO JOHN WAYNE

 

            Chi sia Pitagora lo sanno tutti, anche se John Wayne lo supera in notorietà per il successo nei film western in cui egli è protagonista. Tra i due personaggi intercorrono fino a oggi duemila e cinquecento anni, da quando nel 532 a. C. Pitagora fondò la sua scuola a Crotone, attorniato da giovani desiderosi di apprendere. John Wayne nei film compare attorniato da cowboy e pistoleri armati, che si azzuffano e si sparano nei bar e nelle praterie.  

             I cowboy americani, i ragazzi delle vacche, bovari o vaccari, badavano nei ranch alle mandrie di vacche, allevate dai proprietari terrieri e destinate al macello nelle città. Molto spesso esse erano rubate, ritrovate e recuperate dai proprietari armi alla mano, ma il destino delle vacche era sempre lo stesso: nei film e nella realtà non c'era nessuna attenzione per la sorte di quegli animali. La vacca, il bue e il vitello erano e sono ancora considerati oggetti inanimati il cui compito è fornire grandi bistecche agli americani.   

             Nelle popolazioni italiche invece, Pitagora trovò la venerazione per il bue, rispettato come aratore che perciò non poteva essere ucciso e, anzi, era onorato e offerto alla divinità come pane in forma di bue. Gli storici riportano che Pitagora si rifiutò di uccidere il bue che un uomo gli aveva dato perché lo sacrificasse, e lo lasciò libero di pascolare vicino a un tempio. Egli stesso poi adottò la tradizione italica del Bue di Pane, che offrì alla divinità in ringraziamento per la scoperta del suo famoso teorema.

             Possiamo ora chiederci se sia superiore la civiltà americana dei macelli, dove animali come i vitelli piangono prima di essere sgozzati, o la civiltà dell'India, dove la vacca è sacra e libera di muoversi su tutto il territorio. E ci chiediamo anche se i nostri meridionali emigrati in America non portassero ai mangiatori di carne una civiltà superiore, quella dell'umile pizza, che senza campagne di marketing è diventata il cibo più conosciuto al mondo. Nel 1910 mio nonno Bruno emigrò negli Stati Uniti e dovette vendere il carro e i due buoi che lo tiravano. Uno dei due buoi era così grande e forte che il suo giogo doveva essere bloccato con una catena per non squilibrare l'altro bue. Dopo decenni il nonno lo ricordava ancora, rimpiangendo di averlo dovuto vendere.  

             I percorsi della civiltà sono sempre complessi e spesso sotterranei, ma una conclusione appare evidente. Se vogliamo sopravvivere e vivere bene, dobbiamo adeguarci tutti all'etica italica e pitagorica della Prima Italia, quella del Bue di Pane, che noi abbiamo ripreso come simbolo della fine di ogni violenza. Evoè!

 

Salvatore Mongiardo

29 dicembre 2020

domenica 29 novembre 2020

L'arrivo della luce elettrica a Sant'Andrea Jonio

              La sera del 29 novembre 1916 furono accese per la prima volta le lampade elettriche pubbliche in paese. Quella data era stata scelta perché era la vigilia del santo patrono, Sant'Andrea Apostolo, che si celebra il 30 novembre. La corrente arrivava da una centrale idroelettrica sita nel Comune di Chiaravalle, ma per la gente era un mistero come mai quelle lampade si accendessero. Mio padre aveva allora nove anni e i suoi compagni posero la domanda a lui, perché era figlio di un mastro forgiaro e quei mastri conoscevano alcuni segreti rivelati dalla Sibilla. Un segreto era quello della saldatura di due pezzi di ferro a caldo, che richiedeva la sabbia tra i due pezzi per eliminare l'aria e avere una saldatura omogenea. La gente pensava che bastasse anche solo buttare il ferro rovente a toccare terra e ne era nato un detto: O nterra catta o rina misa. O è caduto per terra o ci ha messo la sabbia. Era una cosa che mio padre faceva per fare contenti quelli che stavano attorno alla sua incudine. Quando poi raccoglieva il ferro rovente da terra, i presenti assentivano: Mo' si ca vena bona. Adesso viene bene.

            Mio padre non sapeva nulla di luce elettrica e spiegò ai suoi compagni che quella luce derivava dai raggi del sole che i filamenti della lampada accumulavano di giorno, spiegazione che fu accettata come un oracolo.

            In seguito la luce arrivò anche nelle case con un abbonamento minimo, il forfè, che permetteva solo una lampadina la quale si accendeva la sera e si spegneva al mattino assieme alle lampade pubbliche. Nonna Marianna Carioti, madre di mio padre, lasciava la lampada accesa anche quando dormivano, lei che era nata nel 1878, e commentava: Quantu è bella a luci! Sua figlia, la mia simpaticissima zia Maria Antonia Mongiardo, emigrò a West Paterson, NJ, dove morì a 85 anni. Amici e parenti stavano accanto al suo letto in punto di morte e la esortavano: Lasciati andare, va nella luce eterna. Lei disse: E chi la paga quella bolletta? Era l'ultima battuta di spirito suggeritale forse da quel lontano forfè.  

            La sera che arrivò la luce, nacque il mio carissimo cugino Vincenzo Codispoti, Patra Vicìanzu, rimasto orfano di entrambi i genitori e allevato come un figlio dalla zia Maria Antonia Codispoti, a germanese, così chiamata per la sua alta statura. Lei commentava amaramente: Vicenzinu nescìu quandu vinna a luci aru pajìsi, ma ped'iddhu fu cchiù scuru da menzannotta.  Vincenzino è nato quando è arrivata la luce in paese, ma per lui è stato più buio della mezzanotte.

 

            Auguri a tutte le Andreine e Andrea.

 

Salvatore Mongiardo

29 novembre 2020

mercoledì 25 novembre 2020

GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

 

25 Novembre 2020

 

La NUOVA SCUOLA PITAGORICA partecipa alla giornata mondiale indetta dall'ONU nel 1999 con lo scopo di eliminare ogni forma di violenza sulle donne. Da millenni l'umanità non ha pace, perché storicamente sono prevalsi i regimi maschilisti e guerrafondai a livello globale. Questi sono nati principalmente con la schiavizzazione delle donne e così è stato manomesso l'equilibrio naturale tra uomo e donna.

Nella dottrina pitagorica la donna svolge un ruolo primario sia nella vita privata che pubblica. La NUOVA SCUOLA PITAGORICA richiama in tutte le sue attività la necessità di avere donne ai posti di comando per fermare ogni forma di violenza.  La violenza contro le donne è la madre di tutte violenze che si manifestano nel mondo con diseguaglianze inaccettabili, armi e conflitti.    

Ben venga l'Era della Donna per la pacificazione dell'umanità. Evoè!

lunedì 24 agosto 2020

martedì 18 agosto 2020

POESIA LA CALABRIA



La Calabria

La Calabria è terra sacra
Di dolore e di bontà:
Chi vi arriva, chi la vede
Giammai più la scorderà.

Nella luce del suo cielo
Nell'azzurro del suo mar
Par di Dio l'occhio risplendere
Il suo cuore palpitar.

20 ottobre 1970

Poesia di Don Ciccio Laugelli di Amaroni

sabato 25 luglio 2020

SISSIZIO DI GIOACCHINO

Parla Salvatore Mongiardo con accanto il Prof. Pino Nisticò
Siamo al 25 esimo anno del sissizio moderno riaperto nel 1995 nella pineta di Sant'Andrea Jonio - CZ

https://www.facebook.com/bonaventura.bevilacqua/videos/10220489464940777/?t=2

venerdì 12 giugno 2020

SUCCEDEVA IL 12 GIUGNO 1941



Dal mio libro Ritorno in Calabria

Io sono nato il dodici giugno del 1941, giovedì del Corpus Domini. Per quella festa tutto il paese era mobilitato per la raccolta di fiori sulle colline, nelle vallate e in ogni prato. La ginestra veniva spogliata dell’oro profumato dei suoi fiori. Un pesante tributo pagava anche il cisto in petali bianchi e viola, gli ultimi rimasti alle soglie ormai dell’estate. Con i fiori si componevano sulla strada disegni di croci, di santi, di cuori. Ogni quartiere del paese preparava un altarino sul quale il celebrante poneva l’ostensorio, lo incensava con il turibolo e benediceva il popolo. Una gran folla seguiva la processione aperta dagli stendardi delle confraternite con i confratelli vestiti di camice bianco e mozzetta di colore diverso: quelli dell’Immacolata, celeste; quelli del Rosario, nera; quelli del Santissimo Sacramento e quelli di Sant’Andrea con uguale mozzetta rossa. Dopo venivano le orfanelle, bimbe allevate dalle Suore Riparatrici. Avevano sulle spalle, come angeli, ali di cartone e tra le mani un canestro pieno di fiori variopinti che spargevano per le vie del paese. Io nacqui mentre la processione avanzava: le due campane dei Padri Liguorini avevano appena smesso di suonare e cominciava la campana della chiesa di Sant’Andrea con la sua voce in do diesis, aristocratica e solitaria. La processione si fermò davanti a casa mia, ai piedi della cappella del Calvario. Mia nonna materna Caterina si affacciò sul ballatoio per annunciarlo:
– È nato, è maschio! –
Mio padre capitolò sul nome da darmi. Lui non voleva chiamarmi Salvatore perché suo padre e suo fratello, che portavano quel nome, erano morti entrambi giovani. Ma di fronte a una coincidenza così pubblica e solenne, non poté resistere alle preghiere di sua madre, mia nonna Marianna, che lo rassicurava:
– Non morirà giovane, non morirà. Lo dico io al Signore. Lui mi ascolterà e salverà questo innocente –
Allora mio padre volle aggiungere Terzo al mio primo nome, in ricordo del padre e del fratello. Dovette faticare non poco con il burbero ufficiale d’anagrafe che andava ripetendo:
– Terzo è il re, Vittorio Emanuele, e voi non siete né nobili né regnanti –

Salvatore Mongiardo

mercoledì 29 aprile 2020

LE CHRIST REVIENT DE CROTONE


Bella traduzione francese di Edwige Renaud del mio libro: Cristo ritorna da Crotone, 2013

https://drive.google.com/file/d/1daJdllVWe0H_StNpcYC4hWkbn7KRrBF0/view?usp=sharing

giovedì 16 aprile 2020

CHI SONO IO


CHI SONO IO

Io sono la schiuma leggera
Che la lumaca lascia sul finocchio,
E la veste mutata che la serpe
Abbandona vuota tra gli sterpi.
Sono anche il cisto che ricama
Prati e colline di bianco e viola,
E il profumo che assale inebriante
Dei fiori d'arancio e gelsomino.
Sono il sole che si alza dallo Jonio,
E amor di mare riconduce al Tirreno.
Sono pure Pitagora che instancabile
Predisse un mondo felice e in pace,
E i Bronzi di Riace che riemersero
Per vedere la mia resurrezione.
L'anima del mondo io sono,
Io sono la Calabria immortale.

Salvatore Mongiardo
16 aprile 2020

lunedì 13 aprile 2020

CONTE PREMIER FOREVER 2

CONTE PREMIER FOREVER 2
Nella conferenza stampa del 10 aprile 2020, il Presidente Conte ha affermato che l'Unione Europa, organizzata com'è oggi, non va bene. Essa è nata, di fatto, a Messina nel 1955, a casa dell'allora Ministro degli Esteri Gaetano Martino, padre del già Ministro Antonio Martino, mio compagno di studi presso quell'Università. Lì si radunarono i rappresentanti di sei paesi europei, che elaborarono i principi dei Trattati di Roma del 1957.
Il feudalesimo non è finito con la Rivoluzione Francese: è una pura illusione. Esso è continuato con le due guerre mondiali, che videro popoli nordeuropei in lotta per dominare sugli altri. Oggi il feudalesimo trionfa in tutto il mondo con la finanza, il sovrano assoluto che schiaccia tutti.
L'Europa di oggi è un modello imposto dall'antropologia nordica. In mente io ho un'Europa all'italiana, fondata sui principi etici che furono della Prima Italia, nata in Calabria migliaia di anni fa su libertà, amicizia, comunità di vita e di beni. Il problema posto dal Presidente Conte andrebbe allargato al mondo, in preda a feroce competizione finanziaria che soffoca individui e Stati.
L'Italia è prima nel mondo con il Made in Italy in vari campi, ma oggi è urgente esportare il Made in Italy Etico per il bene di tutti.
Buon lavoro, Presidente Conte!
Salvatore Mongiardo
13 aprile 2020

venerdì 10 aprile 2020

VENERDÌ' SANTO 2020

VENERDÌ' SANTO 2020

Inchiodato alla croce, o Signore, 
Esalavi l'ultimo respiro,
Abbandonato dal padre.
Le spine della corona
Piantate nella tua testa
Han germinato stelle
Luccicanti sul capo di tua Madre.
Pietà, pietà, Signore,
Della tua bella Italia!

Salvatore Mongiardo
10 aprile 2020

martedì 7 aprile 2020

SCUOLA IONICA E SCUOLA ITALICA DI FILOSOFIA

LEBEDEV, ANDREI (Università di Creta, Rethymno)

Come ho più volte affermato dal 1989 in diverse occasioni, "Presocratici" è un'espressione fuorviante della storiografia moderna riguardante la filosofia greca che è sia storicamente scorretta (era Socrate "Presocratico"?) e filosoficamente priva di significato. Gli antichi videro la verità: erano due, non uno, gli inizi della filosofia greca. La tradizione ionica, a partire da Talete, era una scienza empirica e profana. La tradizione italica iniziata da Pitagora aveva una dimensione etico-religiosa ed era educativa. Queste due tradizioni hanno avuto origine in contesti socioculturali diversi e si sono differenziate per i loro obiettivi. Il termine filosofia viene dalla tradizione italica, la parola ionica per la nuova scienza era istorìa (ricerca), parola spesso associata ai viaggi e alla raccolta di informazioni.
La nascita della tradizione ionica di Ricerca intorno alla natura è stata innescata dalle esigenze pratico/economiche della polis di Mileto, in primo luogo con la marineria, il commercio marittimo e la colonizzazione (più di 90 colonie secondo Plinio).La navigazione richiede conoscenze di astronomia, geografia e meteorologia, tre materie che costituiscono il nucleo di qualsiasi trattato ionico Sulla Natura.

domenica 5 aprile 2020

CONTE PREMIER FOREVER 1


CONTE PREMIER FOREVER
1

            Sopra i disastri del coronavirus si staglia il premier Conte come secondo uomo di Stato dopo De Gasperi. Io non voto da decenni, ma sento il bisogno di incoraggiare questo signore educato, quieto, colto, responsabile, mai volgare né aggressivo, deciso, capace, chiaro e gran lavoratore.
            Trovarsi egli ora a capo del governo è un miracolo fatto dal suo conterraneo Padre Pio. Difatti, la pandemia ha fatto emergere italiani di altissime qualità etiche, scienziati tra i migliori al mondo, persone serie, generose ed equilibrate, in grado di dirigere il nostro paese. Non ne possiamo più di parlamentari rissosi, ignoranti, presuntuosi e pericolosi molto più del coronavirus.
            Auguro, professor Conte, che lei metta mano a una riforma costituente e abolisca tutte le regioni, centri di rivalse faziose, e liberi il magnifico popolo italiano da parlamenti inefficienti, dominati da personalismi e competizione sfrenata.
            Avanti, professor Conte, ci aspettiamo tanto da lei e siamo moltissimi disposti ad aiutarla!
            Questo è il suo appuntamento con la storia per la rinascita della nostra Italia!

Salvatore Mongiardo
05-04-2020

mercoledì 1 aprile 2020

MANIFESTO 2020

Ciao, ti invitiamo a leggerlo e condividerlo tra tutti i tuoi contatti. Grazie

http://www.nuovascuolapitagorica.org/manifesto-2020/

martedì 31 marzo 2020

Meditazione di purificazione di Edwige Renaud


Edwige Renaud, da Parigi, ci manda la Meditazione lunga di Purificazione 2020


Inspiro profondamente ed espiro lentamente. Ancora una volta inspiro profondamente e mentre espiro, rilasso le spalle, rilasso il viso, rilasso tutto il corpo.
Poi, con un nuovo respiro, rivolgo la mia attenzione al mio Cuore, dove è ancorata la Potenza Divina, la mia triplice fiamma, l'Amore e la Forza della mia presenza IO SONO.
Invoco la mia Presenza Divina e insieme invochiamo la Presenza Divina Io SONO di tutti gli abitanti del pianeta. Immediatamente, si presentano a noi e così insieme formiamo un gigantesco, potente, meraviglioso cerchio sopra tutte le aree contaminate e anche oltre sulla nostra Terra.
Questo cerchio forma una Coppa, un Graal, un Calice, pronto a ricevere tutto il Potere della Fiamma Viola dei Mille Soli per trasmutare, riparare, consumare su tutta la Terra tutte le impurità, tutto l'inquinamento, tutte le contaminazioni, tutte le epidemie sia fisiche che psicologiche, mentali ed emotive, legate al coronavirus sulla Terra.
E mentre sentiamo questa unità tra noi, tra i nostri Cuori, mentre formiamo questo calice che si diffonde al di là di ciò che percepiamo, invochiamo la Presenza di San Germain, la Presenza di Lady Porzia, la Presenza dell'Arcangelo Zadkiel e di Lady Ametista, la Presenza di Lady Kuan Yin, la Presenza di Arturo e di Lady Diana e di tutti gli Angeli che lavorano con la Fiamma Viola proveniente dai Soli oltre i Soli.
A loro volta, si posizionano intorno a noi e alla Terra e in un solo respiro, in un solo battito cardiaco, chiediamo loro di proiettare in questa coppa che formiamo e in ogni particella della vita, in ogni elettrone, in ogni atomo che vive sulla Terra, la magnifica Fiamma Viola della Trasmutazione e della Guarigione.
Oh, Fiamma Viola, penetra nel Cuore dei quattro corpi di ogni uomo, di ogni donna, di ogni bambino che vive sulla Terra. Penetra anche in tutti i regni: il regno animale, il regno vegetale per trasmutare, trasmutare, trasmutare, trasmutare, qui e ora e per sempre qualsiasi corruzione, qualsiasi imperfezione, qualsiasi contaminazione, qualsiasi tossicità che possa danneggiare tutti i regni viventi su questa Terra.
O, Fiamma Viola della Libertà e della Trasmutazione, satura, satura tutta la Terra per trasmutare, trasmuta, trasmuta tutte queste imperfezioni in Perfezione, tutte le impurità in purezza, tutti i coronavirus in perfetta salute!
O Fiamma Viola consuma, consuma, consuma qualsiasi contaminazione, qualsiasi profanazione, qualsiasi epidemia qui e ora.
Intensifica, intensifica, intensifica, intensifica questa trasmutazione fino a quando tutta la Terra e tutti i suoi abitanti non ritroveranno la loro originaria purezza.
O, Fiamma Viola, satura, satura i terreni, la Terra, tutte le fattorie, tutti i centri medici, tutto ciò che ne ha bisogno come risultato di ciò che è accaduto sulla Terra.
Intensifica, intensifica, intensifica, intensifica il tuo Potere Creativo, il tuo Potere Alchemico e Trasmissivo e il Fuoco. Detergi, purifica, purifica, purifica, purifica, purifica, purificare, purifica, consuma, consuma, consuma e lenisci. Lenisci ogni abitante della Terra.
Grazie per aver fatto roteare questa potente Fiamma Viola ovunque, ovunque come una danza profonda. Una danza che ristabilisce, che ripara, che guarisce, che rimette in moto la Perfezione Divina in ogni atomo, in ogni elettrone, in ogni DNA, in ogni particella e onda di vita, in ogni elettrone che compone tutta la vita sulla Terra.
Grazie Fiamma Viola per continuare, continuare, continuare la Trasmutazione, la Liberazione, la Pulizia, la Purificazione, finché la Legge Cosmica lo permette.
Guarisci, ripristina, penetra nei polmoni di ogni uomo, di ogni donna, di ogni bambino e di ogni animale. Pulisci i polmoni di tutti gli esseri viventi e pulisci tutto ciò che può essere pulito.
Pulisci nei quattro corpi di ognuno di essi tutto ciò che può essere stato sporcato e che non riflette la Perfezione e la Purezza Originale.
Grazie, Fiamma Viola, per aver costruito una cupola impraticabile intorno alla Terra per tenere fuori dalla Terra tutti i virus, tutte le tossicità in modo che non si diffondano nei paesi di questa Terra. I prigionieri di questa cupola, di questo virus, di tutte le sostanze inquinanti e di tutte le tossicità vengano trasmutati, trasmutati, trasmutati in Perfezione e Purezza.
Mantieni questa cupola fino a quando tutte le contaminazioni e le epidemie non saranno cessate.
Ringraziamo tutti gli Elementi dell'Aria, dell'Acqua, della Terra e del Fuoco per aver contribuito con Forza, Fervore, Efficienza al ripristino della Purezza e della Perfezione dell'intera Terra.
Grazie per aver preservato in particolare tutte le persone fragili, tutti gli uomini, tutte le donne e i bambini. Avvolgeteli, incapsulateli con questa Fiamma Viola per trasmutare in essi tutto ciò che avrebbe potuto essere danneggiato, inquinato, contaminato.
Pulisci, purifica, purifica, purifica, purifica, purifica, purifica, purifica, purifica, trasmuta, trasmuta, trasmuta, trasmuta, trasmuta, trasmuta tutta quell'imperfezione in perfezione, tutta la malattia in perfetta salute.
I Direttori degli Elementi si uniscono a noi per intensificare questo lavoro più di mille volte. E chiediamo veramente che questa attività della Luce sia prolungata, prolungata, prolungata fino a quando la Legge Cosmica lo permetterà.
Poi insieme invochiamo la Fiamma dell'Ascensione, la Fiamma della Resurrezione e la Fiamma della Guarigione. Queste magnifiche fiamme sono bianche, bianco-arancio e verde smeraldo.
Grazie per aver penetrato ogni elettrone, ogni particella, ogni onda, ogni campo elettromagnetico, ogni persona, ogni donna, ogni uomo e ogni bambino di queste fiamme eccezionali. Tutti gli elementi viventi del regno animale e vegetale sono pieni di queste Fiamme ascendenti e restituiscono la Purezza originale in TUTTO.
Grazie, grazie, grazie, grazie per averli saturati, saturati, saturati con questa magnifica Fiamma Bianca Immacolata per resuscitare, per resuscitare tutto ciò che è stato danneggiato, sporcato e danneggiato da questo coronavirus.
Fiamme preziose, grazie per aver resuscitato, resuscitato, resuscitato la vita, la perfezione, la purezza, la bellezza, lo splendore, in tutto e in ogni essere umano su questa terra.
Grazie per aver penetrato i quattro corpi di ogni uomo, di ogni donna, di ogni bambino e per aver ripristinato la purezza, la bellezza, la salute perfetta nei loro quattro corpi, qui e ora.
La magnifica Fiamma Bianca, così come la Fiamma Arancione Bianca, la fiamma Verde Smeraldo si sta diffondendo ovunque, ovunque sulla Terra.
E mentre tutte queste Fiamme, la Fiamma Viola, la Fiamma Viola, la Fiamma Bianca e la Fiamma Arancione Bianca e la Fiamma Verde Smeraldo girano su tutta la Terra, noi invochiamo la Fiamma Trasfigurante dell'Amore perché riempia i quattro corpi e il Cuore di ciascuno e che dissipi ogni paura, ogni ansia, ogni angoscia, legata a questa epidemia. Possa l'Amore, il Potere dell'Amore che oggi è sigillato nel Cuore di ciascuno restituire fiducia e riparare attraverso l'Amore tutto ciò che deve essere riparato e guarito dopo questa epidemia.
Possa l'Amore unire tutti, possa l'Amore ricostruire una fratellanza e una confraternita di grande qualità in e su tutta la Terra.
Possa questa epidemia rendere possibile la connessione di tutti sulla Terra in uno slancio di Amore, Fratellanza e Unità mai raggiunto prima. Possa l'Amore tornare ad essere Re e Sovrano nel Cuore di tutti su questa Terra.
E noi accettiamo questo come Perfettamente realizzato senza ombra di dubbio dalla Potenza delle nostre Presenze IO SONO, dalla Potenza delle Presenze IO SONO di tutti su questa Terra.
Attraverso l'intervento di tutta la Gerarchia Celeste che ci aiuta e ci assiste ogni secondo, manifestiamo sulla Terra, in noi e intorno a noi, ovunque viviamo su questa Terra, la Perfezione del nostro Divino Padre/Madre.
Ringraziamo, ringraziamo, ringraziamo, ringraziamo e chiediamo che questa attività di Grande Luce continui per tutto il tempo, per tutto il tempo necessario.
Questo è perfettamente realizzato dalla potenza della nostra IO SONO Presenze, e io SONO la mia IO SONO Presenza.
Io sono colui che amo all'infinito. GRAZIE! GRAZIE! GRAZIE!

venerdì 20 marzo 2020

Primavera in Lombardia


Primavera in Lombardia

Dedicata a tutti i Lombardi in lotta contro il coronavirus.

Timidetta oggi avanza primavera
E colora di gigli, rose e viole
Le tue belle pianure, o Lombardia.
Quanto coraggio hai tu, fiume Adda,
Paura tu non hai, fiume Ticino,
Di scorrere silente mentre intorno
La morte avanza con la falce in mano!
Non bagnate di pianto ora le tombe
Tenere come in un materno abbraccio
Accolgono i falciati innanzi tempo.
Amara primavera di quest'anno:
Ahi passione di Cristo e di Milano!
Fatti coraggio, amata terra mia,
Fatti coraggio, grande Lombardia.
Tra nuvole d'incenso e suoni d'organo
Riaprirà Sant'Alessandro a Bergamo 
Riaprirà anche il Duomo di Milano!
E noi verremo a festeggiare insieme
Provati, ma decisi a vita nuova,
Come fecero già Renzo e Lucia.

Salvatore Mongiardo
Soverato, 20 marzo 2020

giovedì 19 marzo 2020

UNA VITA GRATIS


Una vita gratis

            A Sant'Andrea viveva Nicola Mazzotta, contemporaneo di Palmarina, il quale aveva un negozio di tessuti e faceva battute di spirito spassose. Per lui: Le onde del mare vangano e vengono, e il basilico, che voleva in abbondanza, era la basilicata. Un giorno scrisse a Napoli per ordinare delle coppole, il berretto di stoffa che tutti i maschi allora portavano. Ne voleva ordinare 50, ma pensò che fosse meglio mettere più zeri: Tanto lo zero non conta e a Napoli capiscono meglio. Il risultato fu l'arrivo di un vagone secondo alcuni, secondo altri addirittura di un treno carico di coppole, che Nicola vendette per decenni. Senza saperlo, egli andò oltre l'idea di Palmarina, per la quale bastava stampare soldi invece di giornali. E, difatti, oggi basta che governi e banche centrali aggiungano zeri alle cifre stanziate, e tutti stanno tranquilli. Mille miliardi, o diecimila o centomila miliardi che differenza fa? Aggiungete zeri: non serve nemmeno stampare carta moneta, ormai sostituita da pagamenti e conti telematici.
            Il sistema finanziario attuale a me appare come il perfezionamento del feudalesimo, un'invenzione della cultura anglosassone, che esige un capo, come per esempio fu l'imperatore Barbarossa, padrone di tutto al quale tutti devono ubbidire. La finanza di oggi è un signore assoluto e senza volto che si regge sul fatto che si possono fare soldi con la speculazione e col pagamento d'interessi per i prestiti contratti. Quegli interessi erano proibiti dalla Chiesa primitiva, allora ispirata al modello pitagorico, ed è proibita anche dal Corano. Quella proibizione oggi, a quanto si dice, sarebbe osservata solo… dalla mafia.           
            Il coronavirus sta unendo il mondo perché mostra che molto lavoro non serve più, che si vive meglio riducendo tante attività inutili, che il sistema competitivo è irrimediabilmente impazzito. Questo 2020 potrebbe essere un anno di grazia se portasse alla cancellazione di tutti i debiti, pubblici e privati, e se si assicurasse a tutti un trattamento economico dignitoso. Insomma, una vita gratis, dedicata ai viaggi, alla cultura e alla pacificazione di se stessi e del mondo.
            Questo sembra impossibile, ma io sono convinto che i giovani di Google o Facebook in poco tempo possano creare un modello operativo mondiale che permetta a tutti una vita gratis, destinando ai popoli le cifre ingenti oggi assorbite dalla produzione di armi. Saranno le donne a operare questo cambiamento, sostituendo nei governi i maschi col loro carico di testosterone aggressivo e competitivo.

Più un sogno sembra impossibile, più è destinato a realizzarsi: l'impossibilità è il segnale della direzione giusta.

Salvatore Mongiardo
19 marzo 2020

lunedì 16 marzo 2020

Palmarina vs Christine Lagarde


Palmarina vs Christine Lagarde


            I giorni di ansia che stiamo vivendo mi riportano al dopoguerra, quando le donne che avevano perso i mariti al fronte si vestivano di nero e andavano in chiesa per assistere a una messa di requiem. Una di quelle mogli di Sant'Andrea si chiamava Palmarina, rimasta vedova senza figli, e in seguito zoppa per una ferita alla gamba. Palmarina era donna di gran cuore e benestante per la pensione di guerra con la quale aiutava un po' tutti. Era persona schietta, serena e benevolente. Una volta qualcuno si lamentava per la scarsità di soldi e Palmarina diede questo suggerimento: Invece di giornali, si stampano soldi!
Quella sua proposta deve essere arrivata alle orecchie degli americani. Difatti, Palmarina aveva una sorella e nipoti in America, che devono aver messo in giro quel suggerimento della zia calabrese. Così si spiega la quantità mostruosa di dollari che gli Stati Uniti stanno stampando giorno e notte. Peccato che quell'idea non sia arrivata alle orecchie di Christine Lagarde, presidente della BCE.
            Questa pandemia, a parte il doloroso costo umano per la malattia e le morti, suggerisce al mondo intero di fare una quarantena che duri per tutto il 2020. Non se ne può più di quest'agitazione perenne per raggiungere livelli sempre più alti di produzione, di vincite, di formula uno, di calcio, di festival sgangherati di San Remo, di politici ignoranti e incapaci.
            Una calmata farebbe bene a tutti: il 2020 potrebbe essere anno giubilare di cancellazione di tutti i debiti, come si faceva nell'antico Israele. Si potrebbe fare come gli Egizi, che non conteggiavano gli ultimi cinque giorni dell'anno per avere mesi sempre di trenta giorni per un totale di 360. Tutti i dati di produzione e finanza del 2020 dovrebbero portare la dizione: Non disponibile. E gli Stati dovrebbero stampare e distribuire soldi a tutti. Era del resto quello che facevano durante le guerre, quando ingenti quantità di denaro si stampavano per le armi e le campagne militari. Se si faceva durante le guerre, perché non si fa ora al tempo del coronavirus?
            Temo che i politici non aderiranno a questa proposta, perché vogliono mantenere i popoli al guinzaglio per esercitare il loro potere. Ma la theia prònoia, la divina provvidenza dei Pitagorici, è capace di fare nascere il bene dal male. Il bene che nasce dal coronavirus è la campana che suona  a morto per i potenti che stanno fabbricando armi chimiche per la distruzione di massa delle popolazioni, mille volte più pericolose del coronavirus.

Salvatore Mongiardo
16 03 2020

mercoledì 4 marzo 2020

LA MONACHELLA DI SAN BRUNO

E' imminente la firma del decreto papale per la beatificazione della Monachella di San Bruno. Una vita incredibile che invito a leggere nel mio libro gratuito in rete. Stampato o come ebook è disponibile su Amazon. Si chiamava Mariantonia Samà (1875-1953), cognome che deriva dai coloni greci provenienti dall'isola di Samo, da dove venne anche Pitagora. Lei fu pitagorica nel rifiuto di ogni donazione di danaro.
https://drive.google.com/file/d/1iE2T4kY2h86e_SQ3_LePXwALyLdwd8Ah/view?usp=sharing

lunedì 17 febbraio 2020

Ricordo di Giordano Bruno


Ricordo di Giordano Bruno

            Caro Giordano,

oggi 17 febbraio del 2020 ricorre l'anniversario del tuo glorioso martirio, avvenuto a Roma nell'anno 1600. Credo che tu esista ancora in qualche dimensione - a parte che nel mio cuore - e desidero perciò farti arrivare le mie lodi per il tuo formidabile coraggio nell'affrontare il rogo da vivo. Ti ringrazio anche per la tua napoletana battuta di spirito alla maniera di Totò. Difatti, prima del rogo, i preti ti esortavano a pentirti perché altrimenti la tua anima sarebbe bruciata nell'inferno. Allora tu dicesti che l'anima sarebbe salita al cielo con il fumo dell'arrosto…
            Anni fa ho visitato Montepulciano, dove sorge ancora il Palazzo Bellarmino, e mi sono rifiutato di visitarlo pensando al cardinale San Roberto Bellarmino, capo della Santa Inquisizione Romana, che fece condannare te al rogo e Galileo al carcere a vita.
            Quest'anno l'acqua alta ha rischiato di sommergere Venezia, città che adoro, e mi è venuto in mente che i veneziani votarono a favore della tua consegna al Papa, ben sapendo la fine che avresti fatto. Forse, più che terminare i lavori del MOSE, i veneziani dovrebbero fare un pellegrinaggio di penitenza fino al tuo monumento in Piazza Farnese a Roma e chiederti perdono…
            Da pitagorico quale mi reputo, mi voglio pure congratulare con te, grandissimo pitagorico, per aver scritto:
            Ben fece Caino a uccidere quel massacrator di animali Abele!
Tu avevi perfettamente capito il messaggio di Pitagora, che affermava che l'uccisione dell'uomo nasce dall'uccisione degli animali:
            Se non osi uccidere un animale, mai ucciderai un uomo.
            Quella tua frase costituiva uno dei quattordici capi di accusa contro di te, ma la Santa Inquisizione nemmeno la capì e la depennò…
Questo prova la distanza della Chiesa da Pitagora e da Cristo. Egli, difatti, come dice Giovanni nel Vangelo (2, 14-16):
Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi.

Evoè.
Salvatore Mongiardo