sabato 22 agosto 2026

SPOSALIZIO CON LA SAPIENZA di Salvatore Mongiardo

https://youtu.be/4Wxj3ae6LJw 

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sabato 8 agosto 2026

SMASCHERARE ULISSE di Salvatore Mongiardo

https://youtu.be/Q6dLtqoWAM0 

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giovedì 23 luglio 2026

POLITICA=ANTICRISTO DI SALVATORE MONGIARDO

https://youtu.be/GrPrxfREaLE?si=7OfXMPurrzHk02kc

domenica 5 luglio 2026

IL MIO AMICO FIUME

 

Il mio amico 

Àlaca, amico fiume,

Ho bisogno di udire la tua voce

Perché in questa sera d’estate

Mi assale un’ansia feroce.


Cammino per le vigne abbandonate

Odora forte il cisto sfiorito

Contro i tuoi massi di granito

L’acqua si infrange e poi si lascia andare.

 

Avanza la notte piano

Disegna ombre sopra la marina

Mentre sul Jonio lontano

Un calice di luce fa la luna.

 

Intanto si perde nei prati

Il canto dei grilli spensierati

E il tuo rumore uguale e suadente

Calma un po’ il cuore e la mia mente.

 

Salvatore Mongiardo

Milano, luglio 1988

 

Nota del 4 luglio 2026, Soverato

Àlaca è il fiume perenne che divide i Comuni di Sant’Andrea e San Sostene. Nasce dalla Lacina come l’Ancinale che è perenne e sbocca alle porte di Soverato. Il suo nome originario è Lacinale.

sabato 27 giugno 2026

LODE A ENRICO ARMOGIDA

 

LODE A ENRICO ARMOGIDA 

Nec laudare sufficit: questa frase latina significa che non basta lodare l’amico Enrico per l’opera colossale appena terminata sullo sconosciuto poeta andreolese Giovanni Cosentino, attivo a Napoli presso la corte aragonese intorno al 1450. Una vicenda ricostruita con competenza e fatica enormi.

La lettura del testo non è un leggero passatempo ed è indirizzata soprattutto a esperti di letteratura, filologia e storia.

Accanto a quest’opera preziosa, edita per ora solo su internet, Enrico ha acconsentito ad editare su internet anche i due suoi magistrali dizionari. Tutte le tre opere affondano le radici nella cultura andreolese, derivante da quella italica e magnogreca con apporti di tutte le altre culture che hanno arricchito la nostra terra.

Grazie, Enrico, autentica bandiera della cultura andreolese e meridionale. 

GIOVANNI COSENTINO

https://drive.google.com/file/d/1oWDocHPpYikdFNanL4bMLXBgZWsFis2P/view?usp=sharing

 DIZIONARIO ANDREOLESE-ITALIANO

https://drive.google.com/file/d/1S4O2j9KNah7yM8pR0RbnpyJ_q4e9Rzrh/view?usp=sharing

 DIZIONARIO ITALIANO-ANDREOLESE

https://drive.google.com/file/d/1A1hQek2-9WDjorh-Bpsv3eb2-3hNwiop/view?usp=sharing

 Per contattare l’autore Prof. Enrico Armogida:

enricoarmogida@gmail.com

+39 320 956 9964 

Salvatore Mongiardo

27 giugno 2026

sabato 13 giugno 2026

RINGRAZIAMENTO PER GLI AUGURI PER L'85esimo ANNO DI S. MONGIARDO

 

Ringraziamento per gli auguri per l’85esimo anno di S. Mongiardo

_______________

 Mi è impossibile ringraziare individualmente tutte le persone che mi hanno mandato gli auguri per il mio 85esimo compleanno: sono svariate centinaia, e perciò ringrazio tutti per l’affetto dimostratomi con questa mia riflessione.              

            Alla mia età normalmente si pensa con rimpianto alla vita passata e con timore alla vicinanza della morte, mentre io guardo al passato e al futuro con una serenità che stupisce me stesso, perciò ho cercato di capire da dove possa nascere in me questa visione pacificata del mio passato assieme a nessuna paura della morte. 

            La prima spiegazione mi viene da mia madre che, quando ero piccolino, mi diceva: Tu non sei come gli altri bambini. E anche da quando diceva mio padre. Difatti, se qualcuno affermava: Si vive una volta sola, il commento di mio padre era: Speriamo, non vorrei ricominciare una vita con tutto quello che ho passato. E affermava ripetutamente di non avere nessuna paura della morte. 

            Nascita e morte sono un ciclo di natura per tutti i viventi ed è impossibile cambiarlo. Quella che si potrebbe cambiare, invece, è la paura della morte, e su questo argomento impegnativo spero di potervi offrire un mio scritto.  

            Sono convinto che la mia serenità non nasce per caso, ma è il risultato delle mie scelte di vita, fatte seguendo un mio bisogno interiore, infischiandomene dei troppo lodati valori che per millenni hanno generato guerre, stupri, schiavitù, miserie e cattiverie di ogni genere. In fondo ho seguito sempre la libertà, soprattutto quando si trattava di non abbandonare i miei grandi sogni. Evoè. 

Salvatore Mongiardo

13 giugno 2026

martedì 2 giugno 2026

DA DOVE NASCONO GUERRA E PACE DI S. MONGIARDO


DA DOVE NASCONO GUERRA E PACE 

            Molti mi chiamano filosofo delle Donne e della Pace, titolo che rispecchia le mie ricerche e la mia attività. Per questo motivo sento il bisogno di sottolineare da dove nascono le infinite guerre e la pace, tanto desiderata a mai realizzata. Per spiegare il fenomeno della guerra, non invento nulla di nuovo, ma mi attengo strettamente alla dottrina di Pitagora, il quale affermava:   

La pace nasce dal rispetto della vita degli animali; se non uccidi l’animale, mai ucciderai un uomo. Uccidi l’animale e ucciderai l’uomo. 

            Egli era ben cosciente della necessità di uccidere animali per nutrirsi, e tuttavia riconosceva che c’era una legge, che poi fu formulata da Newton nel 1687 come Terzo Principio della Dinamica o Principio di Azione e Reazione: 

A ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.

            Egli era ben cosciente della necessità di uccidere animali per nutrirsi, e tuttavia riconosceva che c’era una legge, che poi fu formulata da Newton nel 1687 come Terzo Principio della Dinamica o Principio di Azione e Reazione: 

A ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. 

            In altri termini, è la Legge del contrappasso, il principio secondo cui la pena inflitta a un colpevole corrisponde rigorosamente alla colpa commessa. Chi la fa l'aspetti, oppure chi la fa la paga, è l’espressione popolare della Legge del contrappasso

       All’azione umana di uccidere l’animale corrisponde la reazione di uccidere l’uomo stesso. Nella pratica, Pitagora e i suoi allievi erano vegetariani: non mangiavano animali di terra, né di cielo né di mare. Egli non fu l’unico a comprendere l’importanza del rispetto della vita degli animali, perché poi ci fu Cristo, il superpitagorico che superò Pitagora, come risulta con estrema chiarezza dai Vangeli.

             Gesù, difatti, fu l’unico in tutta la storia di Israele a osare l’inosabile: da solo liberò e cacciò gli animali destinati al sacrificio nel Tempio di Gerusalemme, un gesto blasfemo per la potente casta sacerdotale, gesto con quale si può dire che egli firmò la propria condanna a morte. Ma c’è dell’altro che spiega quel gesto, la sua parabola del Buon Pastore. Egli si paragonò a un buon pastore che vive con le sue pecore, le conduce al pascolo, le pecore lo conoscono e lo seguono: non le vende e non le mangia. Un tale pastore non esisteva nella realtà: gli Ebrei erano pastori che campavano allevando, vendendo e mangiando pecore e agnelli. Uccidere, scuoiare e mangiare un animale innocente come l’agnello, col quale fino a poco prima i pastori forse giocavano, creò in loro dei gravi sensi di colpa che cercarono di superare, offrendo l’agnello in olocausto, cioè interamente bruciato, al loro Dio, che lo gradiva al massimo, tanto che il sacrificio dell’agnello si svolgeva quotidianamente nel Tempio col sacrificio mattutino e quello vespertino.

             La stessa Bibbia conferma la stretta connessione tra uccisone dell’animale e uccisione dell’uomo con la storia di Caino e Abele. Caino era agricoltore e offriva al Dio frutti della terra. Abele, suo fratello minore, era pastore e offriva al Dio animali e agnelli, più graditi al loro Dio. Nacque l’invidia e Caino uccise Abele che uccideva animali.

             Vediamo ora quali e quanti animali vengono uccisi e consumanti ogni giorno in tutto il mondo. Le cifre che riporto sono le migliori stime di dati raccolti da organizzazioni internazionali come la FAO e istituti di ricerca sul benessere animale come Sentient Media e Aquatic Animal Alliance.

 1.     Mammiferi terrestri: circa 10 milioni al giorno. Tra questi si contano principalmente maiali (3,8 - 4 milioni), pecore e capre (oltre 3 milioni complessivi), conigli (1,5 milioni) e bovini/mucche (circa 850.000).

2.     Pesci (allevati e selvatici): tra i 3,2 e i 6,3 miliardi al giorno. I pesci catturati in natura oscillano tra i 3 e i 6 miliardi al giorno, mentre i pesci da acquacoltura raggiungono tra i 211 e i 339 milioni al giorno.

3.     Invertebrati marini (Molluschi, Crostacei, Vongole): oltre 68 miliardi al giorno. I piccoli crostacei come i gamberi da soli registrano circa 68,5 miliardi al giorno. A questi si sommano miliardi di bivalvi e molluschi cefalopodi (polpi, seppie, calamari, cozze e vongole).

             Di fronte a queste cifre, ripeto che sì, ci vuole un sommovimento mondiale delle coscienze. Sì, bisogna mandare ai governi del mondo quelli che si ispirano al principio materno: ma queste cose da sole non bastano, se poi non segue un reale allontanamento dell’umanità dall’uccisione di animali, oggi possibile per la grande offerta di ottimi alimenti sostitutivi di origine vegetale.

             Io penso che un grande miracolo si compie sotto i nostri occhi, prima con la comprensione di questa legge inviolabile, e poi nell’offrirci una gran quantità di ottimi alimenti in grado di sostituire le creature viventi.  

Salvatore Mongiardo

2 giugno 2026 

martedì 12 maggio 2026

M0VIMENTO UNIVERSALE PER LA PACE

S. MONGIARDO

MOVIMENTO MONDIALE PER LA PACE

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https://drive.google.com/file/d/1D1sbs9u-HfHmE3pKO3Vn2vFlmQNql2j7/view?usp=sharing 

UNIVERSAL PEACE MOVEMENT


S. MONGIARDO

UNIVERSAL PEACE MOVEMENT

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https://drive.google.com/file/d/1dLwgDOzsdKHovy-bJSg_duoO5b6qeusE/view?usp=sharing 

lunedì 11 maggio 2026

ENRICO ARMOGIDA: DIZIONARIO ITALIANO-ANDREOLESE, TOMO II, M-Z

ENRICO ARMOGIDA

DIZIONARIO ITALIANO-ANDREOLESE, TOMO II, M-Z 

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domenica 10 maggio 2026

ENRICO ARMOGIDA- DIZIONARIO ITALIANO-ANDREOLESE:TOMO I, A-L

ENRICO ARMOGIDA

DIZIONARIO ITALINO-ANDREOLESE: TOMO I, A-L

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https://drive.google.com/file/d/1ZsLub3-q7lSGP31kYVX9KmSgLFHuSphY/view?usp=sharing 

FESTA DELLA MAMMA 2026

 

FESTA DELLA MAMMA 2026 

A nome mio personale e della Nuova Scuola Pitagorica faccio i più sentiti auguri a tutte le mamme viventi, del passato e del futuro, ricordando che il principio materno è alla base del pitagorismo e dello sviluppo di un mondo di serenità e pace per tutta l’umanità. Allego il link gratuito del mio recente libro che spiega la nascita in Calabria di questo movimento. Evoè.

Salvatore Mongiardo

10 maggio 2026

MOVIMENTO UNIVERSALE PER LA PACE

https://drive.google.com/file/d/1D1sbs9u-HfHmE3pKO3Vn2vFlmQNql2j7/view?usp=sharing

 

 

giovedì 7 maggio 2026

ENRICO ARMOGIDA: DIZIONARIO ITALIANO-ANDREOLESE

ENRICO ARMOGIDA: DIZIONARIO ITALIANO-ANDREOLESE

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TOMO I : A-L

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TOMO II : M-Z

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sabato 25 aprile 2026

FESTA DELLA LIBERAZIONE E NASCITA DELLA ETICOCRAZIA

 

FESTA DELLA LIBERAZIONE E NASCITA DELLA ETICOCRAZIA 

            Oggi l’Italia festeggia la liberazione dal fascismo, ma vorrei che fosse celebrata presto anche la liberazione dai partiti, i quali hanno preso il dominio sul popolo non solo in Italia, ma in tutti gli altri paesi: le etichette di destra, sinistra o centro sono ormai un camuffamento per arrivare al comando, al potere. Non è però possibile che un sistema funzioni se i partiti dicono l’uno il contrario dell’altro, il che porta alla confusione, all’inefficienza e al desiderio di un solo partito: fascismo e nazismo sono andati al potere con libere elezioni, finché poi Hitler e Mussolini non hanno imposto le loro ideologie dittatoriali con largo sostegno dei loro popoli. La stessa parola democrazia, dal greco governo del popolo, non ha più senso, perché viene applicata a regimi di destra, centro e sinistra. Prima della caduta del Muro di Berlino, ho avuto modo di visitare paesi comunisti che si fregiavano del titolo di democratici, ma vi ho visto solo miseria e terrore.

             Churchill ammetteva la contraddizione e debolezza dei regimi democratici, e si diceva pronto a cambiare regime se ce ne fosse uno migliore. Ma, ammetteva, non esisteva, e per quanto difettoso, il regime dei vari partiti, permetteva il cambio dei governi attraverso libere elezioni. Oggi viviamo il giorno del Giudizio Universale, terribile per le minacce alla pace, alla libertà e al benessere dei popoli, ma giorno anche glorioso per la nascita della ETICOCRAZIA, cioè il governo dell’etica, un solo modello di comportamento e azione per persone, famiglie, Stati, politica e religioni.

 Un modello liberatorio dalla violenza, capace di assicurare la fine delle armi e delle guerre, la libertà, il benessere e la pace tanto desiderata dai popoli. È il modello dei cinque principi, che Pitagora scoprì tra gli italici Lacini e formalizzò in cinque principi: 1. Libertà di tutti; 2. Amicizia con tutti; 3. Comunità di vita e di beni; 4. Dignità della donna; 5. Vegetarismo.

 Sono ben cosciente che sarò giudicato un sognatore utopico, ma io parlo per come profondamente mi sento: profeta della Calabria, da dove sta nascendo la nuova civiltà. Evoè.

 Salvatore Mongiardo

25 aprile 2026

 

 

martedì 21 aprile 2026

IL PANE DI GIUDA

 

IL PANE DI GIUDA

Negli anni della mia infanzia a Sant’Andrea si celebravano i riti della Settimana Santa nella veneranda Chiesa Matrice, abbattuta poi con l’inganno per lucrare sulla grande cifra di denaro pubblico speso per la demolizione e la costruzione della nuova chiesa in stile garage.

 Allora, durante l’Ultima Cena del Giovedì Santo, dopo la lavanda dei piedi si dava a ogni apostolo una lattuga, un’arancia e una cucceddata, una grande ciambella di pane cotta al forno. Questa particolarità mi sembra una sopravvivenza del sissizio italico: si donavano doni della terra da condividere con la famiglia e gli amici: un uso prezioso che andrebbe studiato più a fondo.

 Un’altra particolarità consisteva nel fatto che l’apostolo che faceva da Giuda riceveva tutto doppio: due lattughe, due arance e due cucceddate per indicare la sua avidità. Non solo, perché Giuda aveva anche un altro compito, quello di fare gringie, cioè smorfie, roteando gli occhi, facendo linguacce e gesti di scherno: una particolarità che attirava numerosi bambini davanti al presbiterio. Quell’uso sembrerebbe una particolarità andreolese, ma non è così, perché nel Medioevo e in diverse parti dell’Europa si facevano cachinni, cioè sberleffi e parole di scherno oltraggioso durante l’Ultima Cena, per indicare che il sangue di Cristo poteva cancellare qualunque peccato e bestemmia. Come e quando quell’uso sia arrivato in paese, sarebbe una bella ricerca da fare.

Ma torniamo a Giuda. Ogni anno in paese si sceglieva Giacomino, noto per la barba a pizzo, gli occhi grifagni e la sua disponibilità a recitare il ruolo scomodo delle gringie durante la celebrazione. Egli, la migliore persona del mondo, era soprannominato Lamiadonna perché, parlando della moglie la chiamava la mia donna.

 Un anno, al termine del rito che allora si svolgeva di mattino, scendevamo assieme verso casa e davanti casa sua Giacomino si fermò, prese un coltello dalla tasca e tagliò un pezzo di cucceddata, dicendomi di portarla a mia nonna Maria Caterina. Difatti, ogni apostolo faceva delle fettine della cucceddata che donava a parenti e amici come partecipazione al pane benedetto. Arrivato a casa, porsi quel pezzo alla nonna che mi chiese chi me l’avesse dato. Io dissi: Lamiadonna. La nonna fu categorica: Allora è il pane di Giuda!  Va’ e buttalo alle galline!

 Salvatore Mongiardo

21 aprile 2026

domenica 19 aprile 2026

LA PACE VIENE DALLA CALABRIA

           Salvatore Mongiardo-LA PACE VIENE DALLA CALABRIA   
                        https://fb.watch/GAsL0cKiG2/        

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domenica 5 aprile 2026

LA PACE DI SAN FRANCESCO

 

LA PACE DI SAN FRANCESCO

        La sera del Venerdì Santo 2026, al termine della Via Crucis Papa Leone ha recitato quella benedizione di San Francesco che augura la pace, e mi è venuto in mente l’episodio di pace fatta tra il Sultano d’Egitto e l’Imperatore Federico II. Una pace reale, avvenuta, secondo me, per opera di San Francesco, santo italianissimo al pari di San Francesco di Paola, i quali, con un amore incontenibile verso tutte le creature, hanno unito noi Italiani nel profondo del nostro sentire. 

         Ed ecco i fatti che stanno alla base della mia affermazione.                     

 L'incontro tra San Francesco d'Assisi e il Sultano d’Egitto Malik al-Kāmil, nipote del Saladino, avvenne nel 1219 a Damietta durante la Quinta Crociata. Francesco si imbarcò da Ancona con alcuni compagni, tra cui frate Illuminato, per raggiungere il campo crociato che assediava Damietta. Nonostante i rischi e i pareri contrari del cardinale Pelagio, Francesco e Illuminato attraversarono disarmati le linee nemiche, ma furono catturati e picchiati dai soldati saraceni, che li scambiarono per disertori o spie.

                       Quando però Francesco gridò: "Sultan! Sultan!", fu condotto alla presenza di al-Kāmil, che lo accolse con cortesia. Francesco cercò, credo tramite interpreti, di annunciare il Vangelo e di convincere il Sultano a porre fine alla guerra. Al-Kāmil, uomo colto e aperto, accettò di discutere di fede per diversi giorni e offrì poi a Francesco preziosi regali e denaro che il santo rifiutò, accettando solo il cibo necessario per il viaggio. Il Sultano congedò Francesco con onore, fornendogli un salvacondotto che gli permise di visitare i Luoghi Santi.          

            Quell’episodio fu visto giustamente come un esempio di tolleranza religiosa e un invito alla fraternità universale, ma, secondo me, è una lettura parziale dell’episodio, perché quell’incontro ebbe un risultato clamoroso finora non messo in evidenza: la cessione della Terra Santa da parte del Sultano al-Kamil all’Imperatore Federico II. 

            Quella avvenne il 18 febbraio 1229 col Trattato di Giaffa durante la Sesta Crociata, ed è rimasto celebre per essere stato un caso unico di riconquista di Gerusalemme per via diplomatica, cioè senza spargimento di sangue. Federico II parlava l'arabo e nutriva una profonda ammirazione per la cultura islamica, il che favorì un clima di reciproco rispetto e scambi tra i due sovrani su scienza, filosofia e matematica. Federico II fece il suo ingresso trionfale nella Città Santa il 17 marzo 1229 e il giorno successivo si pose da solo la corona di Re di Gerusalemme nella Chiesa del Santo Sepolcro, un episodio che forse nel 1804 ispirò Napoleone, il quale si autoincoronò Imperatore nella Cattedrale di Notre-Dame a Parigi, togliendo la corona dalle mani di Papa Pio VII.   

            San Francesco morì nel 1226, tre anni prima della cessione di Gerusalemme, e io penso che quella cessione sia stata anche un riconoscimento del Sultano a quel poverello che gli aveva parlato con tanto fervore. Ciò mi porta a concludere che il dialogo vero esige sincerità di intenti e ricerca di esaudire la controparte, il che spiega perché gli incontri attuali tra Israele e Palestinesi, come quelli tra Russia e Ucraina, non arrivano a nulla, perché durante gli incontri le parti cercano di capire cosa hanno in mente gli avversari per poterli battere e vincere.

            Buona Pasqua a Voi tutti.        

Salvatore Mongiardo, 5 aprile 2026

venerdì 3 aprile 2026

IL GRANO BIANCO DEI SEPOLCRI

 

Il grano bianco dei sepolcri

Dal grano alla vita eterna 

Fino a diecimila anni fa circa, l’umanità si nutriva solo di frutti spontanei e di caccia. La caccia era difficile e la raccolta di frutti aleatoria, e perciò le tribù dovevano spostarsi continuamente alla ricerca di cibo. Poi, il riso in Oriente e il grano in Occidente cambiarono la vita. Il grano si poteva mangiare già tenero sulla spiga o abbrustolito. Quando seccava, si conservava e si macinava con una pietra: farina, acqua e fuoco, e diventava pane in qualunque momento. 

Secondo gli Egizi solo un Dio poteva dare un cibo così buono e nutriente: Osiride, il Dio del sole. Osiride era morto soffocato in una bara, chiuso a tradimento dal geloso fratello Seth, ma la moglie-sorella Dea Iside la cercò, aprì la cassa e vide delle piantine di grano, bianche per la mancanza di luce, che uscivano dal suo corpo. Seth allora fece a pezzi il corpo di Osiride e lo disperse per tutto l’Egitto. Iside li ritrovò, li rimise assieme e fece risorgere Osiride a vita eterna. Anche gli Egizi potevano risorgere dalla morte e perciò, nelle feste dedicate a Osiride, piantavano chicchi di grano in statuine di fango a forma del Dio, che poi riponevano in un posto buio, il sepolcro Osiride. Poi, con le piantine spuntate e trapiantate, gli Egizi ottenevano del grano col quale si faceva il pane, corpo del Dio, che si mangiava per risorgere. 

A questo aggiungevano la bevanda ottenuta dal vino, che era il sangue del Dio Osiride: in Egitto si possono ancora vedere resti dei giardini di Osiride accanto ai templi dedicati al Dio, dove si coltivava la vite in onore del Dio, mentre alcune tombe sono dipinte con molti grappoli di uva pendente, simbolo di immortalità. Anche la vite, come il grano, era ritenuta un grande dono di Osiride. Gli Egizi avevano già elaborato l’idea che l’anima non moriva ed era destinata a riunirsi al proprio corpo, come già era successo con Osiride.   

Da quell'uso deriva la riposizione nel sepolcro del corpo di Cristo presente nell’ostia consacrata, adornato di grano bianco, ancora praticata soprattutto nel Sud Italia ogni Giovedì Santo. Gli Egizi avevano costatato che il grano sotterrato moriva e rispuntava, mentre il corpo di un morto sotterrato non risorgeva, marciva. Allora inventarono la mummificazione per preservare il corpo destinato a riunirsi all’anima. Per questo motivo le tombe dei faraoni erano fornite anche di provviste alimentari. Difatti, per gli Egizi dopo la morte c’era un’altra vita che si svolgeva in un mondo dove Osiride regnava sui morti. Gesù, vissuto in Egitto fuggendo da Erode, venne a contato con due culture diverse da quella ebraica: quella egizia e quella pitagorica, appresa dai Terapeuti, una comunità ebraica che viveva attorno ad Alessandria.

 Probabilmente vedendo, o avendo sentito parlarne in seguito, dei rituali del grano di Osiride e della mummificazione, Gesù comprese il bisogno di vincere la morte e lo risolse così: il pane è il suo corpo e il vino è il suo sangue. Chi mangia la sua carne e beve il suo sangue avrà la vita eterna. Gesù aggiunse però un elemento di novità rispetto al rito di Osiride: non aspettò la crescita del grano, ma trasformò il pane sulla tavola nel suo corpo e il vino nel suo sangue. E aggiunse un secondo elemento di novità nella cena pitagorico-essena: la resurrezione. Difatti, egli dà il pane e il vino come pegno di vita eterna, mentre nel sissizio italico-pitagorico pane e vino erano solo simbolo di amicizia e fraternità. 

E il disco solare di Osiride, che fine ha fatto? Sembra scomparso ed è, invece, sotto gli occhi di tutti: è diventato l’ostia della messa, che si leva bianca e rotonda come il sole, adorato al suo sorgere dai Pitagorici di Crotone. La storia dimostra che attorno al grano si sono sviluppati valori di convivialità, amicizia e superamento della morte. Quei valori sono tuttora rappresentati in Calabria col Sissizio, il Grano Bianco del sepolcro del Giovedì Santo - nel Crotonese chiamato lavoricchio -, l’Ostia bianca e rotonda dell'eucaristia di derivazione pitagorica, i mostaccioli di Soriano (VV), fatti con farina e miele a forma di animali, e il Bue di Pane Pitagorico, che abbiamo ripreso nei Sissizi come simbolo della fine di ogni uccisione. Questi simboli richiamano costantemente verso una vita libera dalle angosce generate dalla violenza e dalla paura della morte.

 Salvatore Mongiardo

3 aprile 2026

                     GRANO BIANCO DEI SEPOLCRI

                                   FOTO A. GROTTERIA - CROTONE


 

 

PREGHIERA A SAN FRANCESCO DI PAOLA

 

Preghiera a San Francesco di Paola

Patrono dei Vegetariani e dei Vegani

 

O glorioso San Francesco,         

Tu non sapevi leggere, ma ammiravi le meraviglie di Dio nelle pendici selvose della Sila e nei tramonti infuocati sul Tirreno.

Tu non sapevi scrivere, ma stendevi la mano a carezzare l’agnello Martinello, tuo fedele compagno. Quando degli affamati lo uccisero, lo divorarono e buttarono le sue ossa nella fornace, Tu lo chiamasti, facendolo uscire vivo dalle fiamme.

Tu prendesti da terra il serpente che si dimenava con la schiena spezzata, lo guaristi e mettesti al sicuro.

Tu sanasti il cervo ferito dalla freccia di un cacciatore, e il cervo poi ti seguì ovunque.

Tu togliesti dal legaccio le trote pescate, le rimettesti in acqua e tornarono a guizzare vive.

Tu guaristi l’occhio ferito del bue, unico sostegno di una famiglia povera.

Tu volesti che nessuno mangiasse alcuna creatura, e lo imponesti nella regola del tuo ordine che chiamasti dei Minimi. Ti umiliasti così di fronte a San Francesco di Assisi, i cui frati si chiamavano Minori. Per sua intercessione tu eri nato, superando le difficoltà del tuo concepimento, dopo che i tuoi genitori erano andati pellegrini ad Assisi, e alla nascita t’imposero il suo nome. 

Tu non calzasti mai scarpe né sandali, e andasti sempre a piedi nudi dalla Calabria fino alla Francia, come segno di rispetto e unione alla Madre Terra.

Tu fosti sempre di aspetto sereno e gioioso, e consideravi gli animali come fratelli minori, ai quali porgevi ogni aiuto.

Noi t’imploriamo, aiuta l’umanità smarrita che naviga sul sangue che sgorga dai mattatoi e dalle navi che arpionano lenti cetacei, tonni saltellanti e pesci innocenti, simbolo di Cristo Salvatore. 

Noi ti preghiamo, guidaci a formare sulla Terra una sola grande famiglia di uomini e animali. Così nessuna goccia di sangue sarà più versata, e sui mattatoi porremo la tua immagine per ricordare il tuo amore per tutti i viventi. 

Così deve essere. Così sarà! 

Salvatore Mongiardo, 2 aprile 2026