FESTA DELLA LIBERAZIONE E NASCITA DELLA ETICOCRAZIA
Oggi l’Italia festeggia la liberazione dal fascismo, ma
vorrei che fosse celebrata presto anche la liberazione dai partiti, i quali
hanno preso il dominio sul popolo non solo in Italia, ma in tutti gli altri
paesi: le etichette di destra, sinistra o centro sono ormai un camuffamento per
arrivare al comando, al potere. Non è però possibile che un sistema funzioni se
i partiti dicono l’uno il contrario dell’altro, il che porta alla confusione,
all’inefficienza e al desiderio di un solo partito: fascismo e nazismo sono
andati al potere con libere elezioni, finché poi Hitler e Mussolini non hanno
imposto le loro ideologie dittatoriali con largo sostegno dei loro popoli. La
stessa parola democrazia, dal greco governo
del popolo, non ha più senso, perché viene applicata a regimi di destra,
centro e sinistra. Prima della caduta del Muro di Berlino, ho avuto modo di
visitare paesi comunisti che si fregiavano del titolo di democratici, ma vi ho
visto solo miseria e terrore.
Churchill ammetteva la contraddizione e debolezza dei
regimi democratici, e si diceva pronto a cambiare regime se ce ne fosse uno migliore.
Ma, ammetteva, non esisteva, e per quanto difettoso, il regime dei vari
partiti, permetteva il cambio dei governi attraverso libere elezioni. Oggi
viviamo il giorno del Giudizio Universale, terribile per le minacce alla pace,
alla libertà e al benessere dei popoli, ma giorno anche glorioso per la nascita
della ETICOCRAZIA, cioè il governo
dell’etica, un solo modello di comportamento e azione per persone,
famiglie, Stati, politica e religioni.
Un
modello liberatorio dalla violenza, capace di assicurare la fine delle armi e
delle guerre, la libertà, il benessere e la pace tanto desiderata dai popoli. È
il modello dei cinque principi, che Pitagora scoprì tra gli italici Lacini e
formalizzò in cinque principi: 1. Libertà di tutti; 2. Amicizia con tutti; 3. Comunità
di vita e di beni; 4. Dignità della donna; 5. Vegetarismo.
Sono
ben cosciente che sarò giudicato un sognatore utopico, ma io parlo per come
profondamente mi sento: profeta della Calabria, da dove sta nascendo la nuova
civiltà. Evoè.
Salvatore
Mongiardo
25
aprile 2026
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