giovedì 30 giugno 2016
lunedì 20 giugno 2016
domenica 19 giugno 2016
venerdì 17 giugno 2016
IL VINO di Massimo Radaelli
Storia, scienza, cultura e costumi del vino
https://drive.google.com/file/d/0B7hfxv7yTc1mdHF6cVY0U2pnNlE/view?usp=sharing
https://drive.google.com/file/d/0B7hfxv7yTc1mdHF6cVY0U2pnNlE/view?usp=sharing
giovedì 16 giugno 2016
martedì 14 giugno 2016
VIAGGIO ALLA RICERCA DELL'EQUILIBRIO
Mio nipote Andrea Cuccu a 13 anni è tra i vincitori del Concorso Letterario Nazionale per Ragazzi di Siena. Felicitazioni!
https://drive.google.com/file/d/0B7hfxv7yTc1mbUd4UlJXVFRUMWM/view?usp=sharing
lunedì 13 giugno 2016
giovedì 9 giugno 2016
sabato 4 giugno 2016
lunedì 30 maggio 2016
mercoledì 18 maggio 2016
martedì 17 maggio 2016
domenica 15 maggio 2016
martedì 10 maggio 2016
giovedì 5 maggio 2016
mercoledì 4 maggio 2016
lunedì 2 maggio 2016
domenica 24 aprile 2016
mercoledì 20 aprile 2016
giovedì 14 aprile 2016
mercoledì 13 aprile 2016
sabato 2 aprile 2016
Ricostruzione Tempio Hera Lacinia Crotone
http://calabrianostra.blogspot.it/2015/11/document_21.htmlhttp://calabrianostra.blogspot.it/2015/11/document_21.html
venerdì 25 marzo 2016
sabato 12 marzo 2016
venerdì 26 febbraio 2016
Invito adesione Nuova Scuola Pitagorica
https://drive.google.com/file/d/0B7hfxv7yTc1mOFJxMVdGOWQtdU9IanJZNEVWc2pEOE0tLUlj/view?usp=sharing
OGGI E' UN GRANDE GIORNO E UNA GRANDE PROMESSA CHE PASSERA' ALLA STORIA
OGGI E' UN GRANDE GIORNO E UNA GRANDE PROMESSA CHE PASSERA' ALLA STORIA
mercoledì 17 febbraio 2016
lunedì 8 febbraio 2016
STELLA PENTAGONALE
SIGNIFICATO E COSTRUZIONE
https://drive.google.com/file/d/0B7hfxv7yTc1mRzgtcVBrZUtIcGs/view?usp=sharing
https://drive.google.com/file/d/0B7hfxv7yTc1mRzgtcVBrZUtIcGs/view?usp=sharing
lunedì 1 febbraio 2016
domenica 31 gennaio 2016
ANNA MONGIARDO - IL CAVALLO DIPINTO
Il romanzo che mia sorella ha scritto all'età di 26 anni che descrive, su un crudo sfondo autobiografico, la grave decadenza della Calabria.
https://drive.google.com/file/d/0B7hfxv7yTc1mZXBXMUkzZnhHN2s/view?usp=sharing
https://drive.google.com/file/d/0B7hfxv7yTc1mZXBXMUkzZnhHN2s/view?usp=sharing
giovedì 10 dicembre 2015
mercoledì 9 dicembre 2015
domenica 6 dicembre 2015
venerdì 4 dicembre 2015
Apertura Nuova Scuola Pitagorica
DESCRIZIONE E FOTO DELL'EVENTO
https://drive.google.com/file/d/0B7hfxv7yTc1mRWVJb2o3cW5idU0/view?usp=sharing
sabato 21 novembre 2015
giovedì 5 novembre 2015
LETTERA SULL'EUCARISTIA
CHE SIGNIFICA QUESTO E' IL MIO CORPO E QUESTO E' IL MIO SANGUE?
https://drive.google.com/file/d/0B7hfxv7yTc1mNVJXRHlENm1yajQ/view?usp=sharing
https://drive.google.com/file/d/0B7hfxv7yTc1mNVJXRHlENm1yajQ/view?usp=sharing
martedì 3 novembre 2015
SEBASTIANO VASSALLI: IO, PARTENOPE
UN LIBRO DA LEGGERE ASSOLUTISSIMAMENTE
https://drive.google.com/file/d/0B7hfxv7yTc1menZsWlhPamFkNWc/view?usp=sharing
https://drive.google.com/file/d/0B7hfxv7yTc1menZsWlhPamFkNWc/view?usp=sharing
martedì 27 ottobre 2015
INCONTRO A CAPO COLONNA
Incontro
a Capo Colonna
Il
26 settembre 2015 ci siamo radunati davanti alla Colonna superstite del Tempio
di Hera Lacina, accompagnati dalla Soprintendenza alle Belle Arti di Crotone
che per l’occasione ha aperto il recinto che protegge la Colonna. Prima di
entrare, ci siamo messi spontaneamente in cerchio dandoci la mano mentre Eddy
Seferian ci guardava sorridendo. Eravamo circa trenta persone, in maggioranza
donne, venute per l’occasione da Vigevano, Milano, Marche, Roma, Crotone e
Calabria. Ma perché quell'incontro e chi è Eddy Seferian? Eddy è un signore di
88 anni, italiano di origine armena. Per saperne di più su di lui basta cercare
su internet. Eddy è un signore tranquillo che ritiene di essere guidato da
maestri spirituali da quando era adolescente. I maestri gli hanno anche dettato
bellissime meditazioni in inglese, francese e italiano, che lui ha letto davanti
alla Colonna attorno alla quale ci eravamo portati. Era bello quando recitavamo
assieme a lui il mantra: frantumano… aggregano… disgregano… aggregano…
disgregano. Le voci femminili chiare si levavano sopra quelle basse dei
maschi unendosi al rumoreggiare del mare che Pitagora chiamò lacrime
di Crono… Ma cosa si aggrega e cosa si disgrega? Secondo Eddy erano
forze misteriose che unendosi creavano, e poi disunendosi distruggevano forme
di vita che nel tempo riapparivano rinnovate. Eddy non era mai stato a Crotone
prima del 2014 ed era arrivato a individuare la Colonna che lui vede come una
fontana di luce che si spande per tutto il Nord Europa fino a Gibilterra a est
e al Caucaso a ovest. Per Eddy la Colonna emette una fortissima luce che si
alza dalle profondità dell’essere. Per questo motivo, egli afferma, Pitagora
era venuto a Crotone: per connettersi alla sorgente di quella luce. Eddy poi
ammise che già da tempo -ne è traccia scritta in una sua meditazione del 14
ottobre 2012- il Maestro Gesù si mostrava a lui come una colonna luminosissima
sul mare, quella colonna che poi Eddy avrebbe individuato a Crotone. La sua
visione coincideva con il mio libro Cristo
ritorna da Crotone, dove nell'ultimo capitolo La luce del faro, scritto nell'autunno del 2012, parlo del bagliore
accecante che viene da Capo Colonna. E mi viene spontaneo collegare la visione
di Eddy con quella del santo monaco greco Paisios, che al monaco Kosmàs diceva:
Va’ in Calabria perché da lì verrà la
luce… Per vie misteriose ma sicure la visione di Eddy, quella dei santi
monaci greci e la mia visione della nuova Civiltà Sissiziale si univano in
un’unica luce.
Mi
venne allora chiedere a Eddy quale era la sua opinione sulla prossima apertura
della Nuova Scuola Pitagorica, che avverrà prossimamente a Crotone e per
la quale è già pronto lo statuto. Eddy disse: Allora il mio compito su questa terra è finito, posso andare… sta
succedendo qualcosa di grandioso, inimmaginabile fino a poco fa... Io volli
insistere e insisto ancora oggi: Aspetta Eddy, ti vogliamo a Crotone per la
solenne riapertura nell'estate del 2016…
Poco
dopo, una donna che aveva il mio libro mi fece vedere quanto avevo scritto
della mia visita a Capo Colonna tanti anni fa…
Dunque, quel pomeriggio
del maggio 1957 il pullman ci condusse a Capo Colonna, e quel che avvenne
merita di essere ricordato. I campi erano coperti di spighe verdi che
ondeggiavano al vento... A Capo Colonna mi aggirai tra le rovine della casa di
Pitagora e potei toccare la famosa colonna superstite del tempio di Hera
Lacinia. All'improvviso fu come se mi destassi da un lungo sonno e mi rividi
nel luogo che mi apparteneva e al quale finalmente ero tornato! Guardavo il
mare nel quale mi ero immerso tante volte nel passato, quel mare blu ionico che
tende al verde degli ulivi. Volevo indossare la mia candida veste, avere
attorno ragazzi e ragazze sorridenti, entrare nella mia casa dove il fuoco era
acceso…
Tanti
cari auguri a Eddy che il 24 ottobre ha compiuto 88 anni!
Salvatore
Mongiardo
27
ottobre 2015
domenica 11 ottobre 2015
DIGNITA' DELLA DONNA NEL PITAGORISMO
TESTO DELLA RELAZIONE PER IL CONVEGNO PUBBLICO SU PITAGORA
https://drive.google.com/file/d/0B7hfxv7yTc1mQUFoX3ktSTg4VzQ/view?usp=sharing
https://drive.google.com/file/d/0B7hfxv7yTc1mQUFoX3ktSTg4VzQ/view?usp=sharing
sabato 26 settembre 2015
MIRACOLO A SANT'ANDREA NEL 1940
MIRACOLO A SANT'ANDREA NEL 1940 https://docs.google.com/document/d/1IOK0Rh_J2mBr6viPBaB18hGPL6ZoSnEtsT9DSnGwzXE/edit?usp=sharing
sabato 19 settembre 2015
SISSIZIO SOVERATO 2015
https://drive.google.com/file/d/0B7hfxv7yTc1mbWNzc3ZUN1ZaOGM/view?usp=sharing
PROCLAMAZIONE DELL'ANNO UNO DELL'EPOCA DELLA DONNA
PROCLAMAZIONE DELL'ANNO UNO DELL'EPOCA DELLA DONNA
venerdì 28 agosto 2015
SPECIALE TV SISSIZIO SERRA
Care Amiche e d Amici,
Ecco il link per vedere lo Speciale TV del
SISSIZIO SERRA SAN BRUNO"" su YouTube
realizzato da Teleradio Padre Pio.
Cordialità.
SISSIZIO SERRA SAN BRUNO"" su YouTube
realizzato da Teleradio Padre Pio.
Cordialità.
martedì 25 agosto 2015
Discorso del Sissizio di Serra 23 agosto 2015
Discorso
del Sissizio di Serra 23 agosto 2015
Care
Amiche e Cari Amici,
ci
troviamo in un posto solenne dove san Bruno, il Gran Conte Ruggero il Normanno
e Papa Urbano II si incontrarono nel 1094 per cercare di risolvere il conflitto
tra arabi e cristiani: così nacque la prima crociata. Dopo mille anni il
conflitto non si è risolto, anzi si è aggravato e migliaia di migranti
disperati arrivano alle nostre coste. Ditemi voi, o Amici, se lasciar annegare
i migranti in mare è civiltà. No, è grande inciviltà, disumanità e cattiveria.
Ditemi voi se avere diecine di migliaia di armi atomiche puntate l’una contro
l’altra si può chiamare civiltà. No, è malignità, sopraffazione, voglia di
dominio. Ditemi voi se ascoltare ogni giorno di borse o spread che salgono e
scendono è civiltà. No, la finanza è diventata un signore feudale invisibile
che fa tremare intere nazioni.
Ci
chiediamo allora: chi ci condurrà verso un approdo sereno?
La
salvezza non può certo venire da questi governi che continuano a spendere ingenti
cifre per gli armamenti. Perciò noi proponiamo la Civiltà Sissiziale, quella
civiltà che nacque col sissizio, il banchetto comune istituito da re Italo, che
rinnoveremo fra poco dividendo il cibo che abbiamo portato.
La
Civiltà Sissiziale vuole fare della terra la casa comune di tutti i viventi
dove non c’è più il tuo e il mio, ma il nostro.
E non ditemi che è una utopia: la storia dimostra che gli Itali vissero
liberi e uguali dividendo fraternamente il cibo: così e da qui nacque l’Italia
e da qui, dalla Calabria, rinnoveremo l’Italia.
Abbiamo
proclamato quest’anno 2015 come Anno 1 dell’Epoca della Donna, e sono lieto che
oggi sia la festa di Santa Maria del Bosco che si celebra questo pomeriggio.
All’età di cento anni, prigioniero dei romani in una caverna dell’isola di
Patmos, san Giovanni vide la donna vestita di sole che schiacciava la testa del
dragone, simbolo della violenza umana.
Vadano
dunque le donne al governo delle nazioni, costituiscano i governi luce secondo
la visione dell’Apocalisse, e facciano tre cose: smantellamento degli arsenali
di guerra, umanizzazione della finanza, riduzione della violenza umana. Nessuno
è mai riuscito a risolvere i conflitti del mondo islamico i quali potranno
essere superati solo dalla donna islamica liberata.
La
Civiltà Sissiziale viene dalla Calabria, da dove è già venuta la libertà degli
schiavi, la Scuola di Pitagora, la profezia del Terzo Regno di Gioacchino da
Fiore e la visione della Città del Sole di Tommaso Campanella. I nostri parenti,
emigrati a milioni nei cinque continenti, sono andati per essere il lievito di
questa nuova civiltà. Le loro lacrime e il loro dolore non sono stati inutili:
loro e noi, i vinti della storia, restituiremo al mondo in amore e luce i torti
subiti nei millenni.
Proprio
per aiutare questo rinnovamento profondo, ci stiamo preparando a un evento di portata
mondiale: la riapertura della Scuola Pitagorica di Crotone, chiusa da oltre duemila
anni.
La
Grecia, a noi gente di Magna Grecia tanto cara, attraversa un periodo di grande
turbolenza. Per manifestare ai greci la nostra solidarietà, reciterò il Padre
Nostro in greco, e il Rabbino e amico Zurzolo reciterà in ebraico la preghiera Shemà
Israel: l’ebraico fu lingua parlata in Calabria tanto che la prima Bibbia
stampata in ebraico fu quella di Reggio nel 1475. Don Bruno La Rizza poi concluderà
questo incontro e dopo pranzeremo assieme.
Salutiamo
la nuova civiltà con il grido che significa evviva e che nei tempi antichi risonò
in questa terra: Evoè!
giovedì 20 agosto 2015
Sissizio di Serra San Bruno
Confermo l’evento di domenica 23
agosto alle ore 12.00. Il breve rito si terrà sui gradini bassi della scalinata
accanto al Laghetto del Santo. Al termine, mangeremo assieme il cibo che porteremo
e divideremo all'ombra degli abeti a sinistra sotto la chiesa di Santa Maria del Bosco. Conviene portare
dalle macchine il cibo e le bevande che deporremo sui tavoli. Evoè!
Salvatore Mongiardo
giovedì 13 agosto 2015
sabato 8 agosto 2015
SISSIZIO DEL PANE VIVO
SISSIZIO DEL PANE VIVO
SERRA SAN BRUNO - DOMENICA 23 AGOSTO 2015 -
ORE 12.00
SANTA
MARIA DEL BOSCO - LAGHETTO DEL SANTO
Care Amiche, cari Amici,
Don Bruno La Rizza,
Rettore del Santuario di Santa Maria del Bosco a Serra San Bruno, ci invita nel
luogo dove San Bruno di Colonia visse e morì. Quest’invito nasce da una
tradizione ancora viva a Spadola, comune vicino a Serra, dove don Bruno La
Rizza è parroco. A Spadola, difatti, in occasione della festa del protettore
San Nicola, si infornano le vacchette di
pane distribuite poi ai fedeli.
La tradizione del Bue di
Pane, che noi abbiamo ripreso anni fa leggendola nei libri, si è
miracolosamente intrecciata con quella viva di Spadola, e ora la proponiamo in
questo Sissizio del pane vivo. Sissizio, che letteralmente significa mangiare
insieme, era il banchetto comune istituito da Re Italo, al quale tutti
partecipavano portando il cibo che dividevano. I popoli della Calabria di
allora, gli Itali, notarono la forza e la pazienza dell’animale che arava il
campo per la semina del grano, e lo ringraziavano confezionando pani a forma di
bue. Quell’uso non sfuggì a Pitagora che vide nel Bue di Pane il simbolo
della fine della violenza e lo offrì in ringraziamento agli Dei per la scoperta
del suo teorema. Egli raccomandò di non uccidere il bue perché era aratore.
E proibì inoltre di uccidere qualunque animale e di mangiarlo perché se
non osi uccidere l’animale, mai ucciderai un uomo.
Di fronte al Laghetto di
San Bruno si incontreranno l’antico Bue di Pane, simbolo della fine
della violenza, e il Pane Rotondo, simbolo di Cristo nell’eucaristia,
e le forme di pane tradizionali o nuove che porterete. Invitiamo a partecipare anche
i panificatori e pensiamo di ripetere questo Sissizio ogni anno la seconda
domenica dopo Ferragosto.
Il pane è simbolo di ogni
cibo e di ogni lavoro che dà sostentamento al corpo, ma è anche nutrimento
dell’anima quando si spezza in amicizia con gli altri. Il pane non è mai potere:
è vita.
Amica e Amico caro, a qualunque
popolo e fede tu appartenga, porta il tuo pane, condividilo con noi! Sediamo
insieme alla stessa tavola: mangia il nostro pane, dacci il tuo pane. La tua
vita si unirà alla mia vita e sarà la nostra vita.
EVOE’!
Salvatore Mongiardo
+39 348 78 20 212
Nota
Per motivi logistici è
opportuno indicarmi l’adesione con il numero di persone che parteciperanno. Grazie.
giovedì 30 luglio 2015
PITAGORA IN OVIDIO
Commento di Marianna La Cava al
cap. XV vv. 60 - 478 delle Metamorfosi di Ovidio.
Testo di riferimento: Ovidio
Metamorfosi a cura di Nino Scivoletto, edizioni Utet.
Marianna, che ringrazio per il
bel commento, è figlia del grande scrittore Mario La Cava ed è docente di
tedesco IPSSAR a Pescara. Particolarmente degno di nota è il passo che afferma
che non si può uccidere il bue perché aratore.
Dopo aver descritto la mitica
origine della città di Crotone, sorta sul tumulo del sacro eroe che le diede il
nome, Ovidio inizia a parlarci di un illustre cittadino crotoniate proveniente
da Samo, il quale aveva scelto la via dell'esilio per odio verso il regime di
Policrate, tiranno dell'isola egea (vv. 60- 62). Ovidio non ci rivela il nome
del personaggio, che interviene in prima persona per dare nobili insegnamenti
all'umanità, ma in questa figura possiamo riconoscere il filosofo Pitagora e,
soprattutto, il mentore del poeta latino, che fa di lui un vaticinor ispirato da Apollo. Il maestro greco espone quindi i
principi cardini della sua scienza filosofica, come l'origine del cosmo e le
cause dei fenomeni, poi si addentra nel mondo del vegetarianismo ed esorta i
mortali a non cibarsi di carne, perché la natura abbonda di così tanti alimenti
che non sono disumani ed elargisce a sazietà senza che ci sia scorrimento di
sangue (vv. 75-83). Per dissuaderci da abitudini alimentari primitive e per
indurci alla riflessione, Pitagora incalza col chiederci se lo strazio delle
carni animali non sia paragonabile alle abitudini dei Ciclopi e se la voracità
del ventre non si plachi se non con la morte di un altro essere vivente (vv.
91-94). Non era così nei tempi antichi, quando non c'erano insidie né inganni e
regnava la pace assoluta (vv. 102-103). L'età dell'oro ebbe fine quando giunse
un auctor, quisquis fuit ille, un
personaggio, chiunque egli fosse, che invidioso dei banchetti degli dei
cominciò ad uccidere non più per legittima difesa (gesto ammissibile, se
qualcuno minaccia la nostra vita), ma per il piacere della tavola. Traendo
esempio da quello scellerato, l'uomo mise a morte non solo animali resisi
colpevoli di recar danno alle colture, come maiali o capri, ma animali del
tutto pacifici come le pecore o laboriosi nei campi come i buoi. Chi macella un
compagno di lavoro, ammonisce Pitagora, è un ingrato e, come se non bastasse,
si macchia di empietà, perché si ciba delle membra di un animale immolato, di
cui ha dapprima ispezionato le viscere per conoscere la volontà divina. La
vittima sacrificale offerta agli dei assetati di sangue, è senza macchia e
talmente bella che è una disgrazia la bellezza, nam placuisse nocet, commenta il Pitagora ovidiano. Tutta
adornata di bende, d'oro e delle messi che ha fatto crescere, la vittima
assiste ignara al suo martirio con i coltelli che arrossano l'acqua, ma la
stirpe umana sappia che sta mangiando le membra dei suoi coltivatori
(v. 142).
Attingendo alle sue conoscenze
iniziatiche, nei versi seguenti Pitagora espone la teoria della trasformazione
di tutte le cose, perché nulla muore e lo spirito passa da un corpo all'altro,
dall'umano all'animale o dal bestiale all'umano e mai perisce. A causa della
trasmigrazione dell’anima non si deve esercitare la violenza, onde evitare che
il sangue si nutra di sangue. Questo ragionamento sarà ripreso a conclusione
della sua interpretazione del divenire di tutte le cose.
Tutto scorre e la forma di ogni
fenomeno è fluttuante, cuncta fluunt
omnisque vagans formatur imago (v. 178), il moto del tempo è inarrestabile
come la corrente di un fiume, l'avvicendarsi delle stagioni è simile al
succedersi delle quattro fasi dell'età umana, il tempo in compagnia
dell'invidiosa vecchiaia divora e consuma tutto ciò che esiste. Quest'eterno
divenire è dovuto al cambiamento incessante della forma dei quattro elementi
basilari, terra, acqua, aria e fuoco. Il mutamento è anche causa o conseguenza
del ribaltamento dei destini dei luoghi, sic
totiens versa est fortuna locorum (v. 261). Infatti, osserva Pitagora, si
possono trovare conchiglie in luoghi lontani dai mari e terreni aridi e
sabbiosi laddove un tempo vi erano paludi. La cosa ancor più sorprendente,
afferma il filosofo, è che le acque hanno il potere di cambiare non solo i
corpi, ma anche gli animi. Il potere degli elementi è incontrastato sulla vita
degli abitanti, che vanno incontro a fame follia distruzione. In realtà, però,
la fine di qualcosa è l'inizio di qualcos'altro, poiché la conseguenza del cambiamento
è la metamorfosi. Dalla decomposizione di un corpo altri esseri viventi vengono
alla luce e questo è palese agli occhi di tutti (vv. 389-390). Taluni poi
aggiungono il sensazionale al mondo fenomenico, come la nascita del serpente
dalla spina dorsale del corpo umano putrefatto, mentre altri credono
nell'origine divina della fenice che rinasce dalle sue ceneri. Di meraviglia in
meraviglia Ovidio si serve della dottrina pitagorica per spiegare la nascita e
la decadenza delle civiltà passate e preannunciare la grandezza di Roma.
L'apoteosi della città eterna, le cui radici risalgono all'antica Troia,
sarebbe un discorso improbabile da parte di un ellenico, in patria o in esilio,
ma la contraddizione non sussiste, in quanto il filosofo aveva dichiarato di essere
stato un troiano in una vita precedente. Ovidio esce dal campo minato dei versi
encomiastici al potere augusteo, ponendo fine alle divagazioni con un monito
solenne, che Pitagora lancia all'intera umanità: chi uccide un animale, uccide una
parte di sé. Partendo dalla premessa che noi oltre ad essere corpo
siamo anche anime volanti, il filosofo giunge a sostenere che l’umano può
introdursi nel corpo di bestie selvagge o nascondersi in quello di animali
domestici (vv 456-462). Di conseguenza dobbiamo rispettare i corpi dei nostri
genitori fratelli o parenti che siano e rifiutarci di mangiare le pietanze
degne di Tieste, che ignaro si cibò delle membra dei suoi figli. Non abbiamo il
diritto di sgozzare capretti e vitellini innocenti come bambini, non abbiamo il
diritto di tradire il bue o la pecora che si sono fidati di noi né ingannare con
reti e con esche gli abitanti dell'aria e dell'acqua. Se può essere lecito
eliminare un animale per legittima difesa, in nessun caso abbiamo ragione a
mangiare la loro carne (vv. 463-478) L'alimentazione umana deve essere
incruenta, altrimenti si diventa empi o criminali, perché tra sopprimere un animale e
uccidere un uomo il passo è breve.
martedì 28 luglio 2015
Padre Nostro: pronuncia in greco moderno
Pronuncia
dettatami a Soverato da Padre Giovanni Mattia del Monte Athos l’11 dicembre
2013 e controllata con mia cugina Angelica Soterìu di Atene.
Salvatore
Mongiardo
Pàter
imòn
O en tis uranìs
Aghiasthìto to onomàsu
Elthèto i vasiliàsu
Ienithìto to thelimàsu
Os en uranò
Ke epì tis ghis
Ton àrton imòn
Ton epiùsion
Dos imìn sìmeron
Ke àfes imìn
Ta ofilìmata imòn
Os ke imìs afìemen
Tis ofilètes imòn
Ke mi isenènghis imàs
Is
pirasmòn
Ala
rìse imàs
Apò
tu ponirù. Amìn.
martedì 21 luglio 2015
martedì 14 luglio 2015
SISSIZIO DI SOVERATO 2015
SISSIZIO
DELLA LUNA PIENA
SOVERATO,
VENERDI’ 31 LUGLIO 2015 ORE 20.30
PROCLAMAZIONE dell’ANNO UNO dell’EPOCA DELLA
DONNA
Care Amiche e Amici,
Ci riuniamo questa sera
per salutare la NUOVA EPOCA della storia che vedrà la Donna alla guida del mondo.
Finora la storia è stata fatta dai maschi i quali hanno usato la forza necessaria
nel passato per lottare contro animali feroci e nemici. La cultura maschilista però
è degenerata creando un mondo dominato dalla violenza a tutti i livelli:
armamenti, religioni, economia, sesso, criminalità.
Il maschio non ha più la
dignità né la capacità di governare il mondo: deve cedere il timone alla Donna,
non
una donna che imiti il maschio, ma una donna che ripensi a fondo il suo
compito, la sua sessualità e maternità come approdo calmo per ogni vivente.
La sera del 31 luglio ci
riuniamo nel magnifico giardino di Mimmo Prunestì e famiglia, mentre dall’alto
ci guarda la luna piena che vide nascere l’Italia nel Golfo di Squillace. In questo
Sissizio, CENA FILOSOFICA RITUALE VEGETARIANA, con la sola esclusione di
carne e pesce, vogliamo unire i nostri sforzi per costruire la NUOVA
EPOCA portando il Bue di Pane. Le donne degli Itali lo
facevano con il primo grano mietuto come ringraziamento al bue che aveva tirato
l’aratro per arare il campo. Pitagora vide in quel Bue di Pane il simbolo della
fine della violenza e raccomandò di non uccidere mai nessun animale.
La luce della luna piena ci
aiuterà a prendere coscienza che i soldati ammazzati in tutte le guerre, le donne
bruciate nei roghi dell’Inquisizione, il numero immenso di donne prostituite
per mangiare o fatte schiave per il piacere dei maschi, la tragedia degli
aborti e delle nascite incontrollate nonché le cifre enormi spese in armamenti
sono vergogne che devono finire. E non saranno certo i maschi a farle finire,
ma le donne che in ogni nazione guideranno i nuovi governi. Non governi ombra,
ma veri GOVERNI LUCE!
La terra di Calabria vide
le prime donne della storia sedere come allieve accanto ai maschi nella Scuola
di Pitagora a Crotone: di diciassette di loro ci sono giunti i nomi. Oggi la
Calabria riprende quella gloriosa tradizione e apre al mondo una nuova pagina
di storia.
EVOE’!
Salvatore Mongiardo
+39 348 78 20 212
Per arrivare da Mimmo
Prunestì (+39 338 9209802) uscire da Soverato centro verso Catanzaro (SS 106).
Poco dopo l’Hotel San Domenico, girare a destra verso il Lido Glauco: dopo
pochi metri entrare a destra, cancello blu, Club del Peperoncino.
Divideremo il cibo che
porteremo. Si consigliano abbigliamento elegante e pantaloni lunghi.
lunedì 6 luglio 2015
SISSIZIO DI DAVOLI 4 LUGLIO 2015
PROCLAMAZIONE DELL'ANNO UNO DELL'EPOCA DELLA DONNA COME SIGNORA DELLA STORIA E FINE DELLA VIOLENZA
IL BUE DI PANE PITAGORICO ASSIEME ALLE DUE VACCHETTE DI PANE DELLA PRIMA ITALIA PORTATE DA DON BRUNO LARIZZA DA SPADOLA, COMUNE VICINO A SERRA SAN BRUNO, DOVE QUESTA TRADIZIONE E' OSSERVATA DA MILLENNI ED ERA NATA PER RINGRAZIARE IL BUE CHE AVEVA ARATO IL CAMPO PER LA SEMINA DEL GRANO.
https://plus.google.com/u/0/photos/104489903360191942712/albums/6168440910901785969/6168441033944861682
IL BUE DI PANE PITAGORICO ASSIEME ALLE DUE VACCHETTE DI PANE DELLA PRIMA ITALIA PORTATE DA DON BRUNO LARIZZA DA SPADOLA, COMUNE VICINO A SERRA SAN BRUNO, DOVE QUESTA TRADIZIONE E' OSSERVATA DA MILLENNI ED ERA NATA PER RINGRAZIARE IL BUE CHE AVEVA ARATO IL CAMPO PER LA SEMINA DEL GRANO.
https://plus.google.com/u/0/photos/104489903360191942712/albums/6168440910901785969/6168441033944861682
mercoledì 24 giugno 2015
SISSIZIO 2015
SISSIZIO 2015
Davoli Marina, sabato 4 luglio ore
20, nel giardino dell’Hotel Villa Susy
PROCLAMAZIONE dell’ANNO UNO dell’EPOCA DELLA
DONNA
Care
Amiche ed Amici,
Si
inaugura oggi una NUOVA EPOCA della storia che, a partire da questo 2015, si
aggiunge alla datazione basata sulla nascita di Cristo e indica il primo anno della
Donna
alla guida del mondo.
Durante
il mio recente viaggio in Grecia e Turchia, visitando la Grotta di Pitagora a
Samo, la Grotta dell’Apocalisse a Patmos e la casa della Madonna a Efeso, ho
preso definitiva coscienza che è giunto il tempo di chiudere l’epoca della
violenza e dei conflitti generati dalla cultura maschilista.
Nessuna
donna è mai stata boia o guerriero o fondatore di religione o inquisitore o
capo delle SS. Sono sempre stati dei maschi, i quali si sono comportati usando la
forza che nel passato era necessaria per lottare contro animali feroci o
nemici. La cultura maschilista nel tempo è degenerata creando un mondo dominato
da armamenti e finanza. Il maschio deve ora cedere il governo del
mondo alla Donna.
A
questa conclusione ero già arrivato per conto mio, ma la visione - non so
chiamarla diversamente- che ho avuto nella Grotta di Pitagora, mi ha mostrato l’arrivo
di questo cambiamento. Visitando la Grotta dell’Apocalisse poi, dove San
Giovanni dettò a Procoro quest’ultima sua opera, riflettei che l’Apostolo amato
da Gesù visse a lungo con la Madonna ed ebbe tempo, nei suoi cento anni di
vita, di elaborare a fondo il messaggio di Gesù. Difatti, San Giovanni inizia l’Apocalisse
con la Donna vestita di sole e il globo della luna, cioè il tempo, sotto
i suoi piedi. E termina con l’Agnello che è adorato vivo sul trono di Dio. In
conclusione San Giovanni dice che l’avvento della Donna come Signora della Storia
e la fine della violenza vanno insieme.
Esporrò
queste considerazioni filosofiche, religiose e storiche nel mio prossimo libro
dal titolo Evoè: La Vita Universale. Ma, comunque stiano le cose, in
pratica non ne possiamo più di una classe di maschi inconcludenti e rapaci che
hanno riempito la storia di lutti e lacrime: è ora di avere le donne alla guida!
Non vogliamo più né Alessandro Magno né Cesare né Napoleone né Hitler né
Stalin. E non vogliamo nemmeno donne che imitino i maschi. La Donna deve
ripensare a fondo il suo compito, la sua sessualità e maternità come approdo felice
che calmi ogni vivente e faccia della terra un giardino di serenità.
Con
questa proposta il Sissizio cambia aspetto e smette di essere una festa con
balli e musiche per assumere la veste di CENA FILOSOFICA RITUALE vegetariana. I sissizi
passati furono splendidi e allegri, ma quello che ci aspetta è così grande che
vogliamo concentrare i nostri sforzi nel costruire una NUOVA EPOCA.
Spero
di vedervi tutti e di vedere molte donne prendere coscienza che i loro figli
sono destinati a vivere male se loro non cambieranno il mondo.
Divideremo
il cibo che porteremo, in una rinnovata Amicizia propiziata dal Bue di Pane. EVOE’!
Salvatore
Mongiardo
+39
348 78 20 212
NOTE
VILLA
SUSY si trova in Viale Kennedy 35, la strada parallela alla 106 verso il mare
di Davoli Marina. L’amico Franco Monsalina, che ha ospitato gli splendidi
sissizi nella Pineta di Sant’Andrea, ha iniziato la gestione dell’Hotel Villa
Susy e, per ragioni di praticità, celebriamo questo Sissizio nel territorio di
Davoli.
E’
gradito l’abbigliamento elegante e pantaloni lunghi.
A
fine luglio un altro Sissizio si terrà a Soverato e ai primi di ottobre a
Crotone: per entrambi vi daremo notizia per tempo.
martedì 23 giugno 2015
domenica 21 giugno 2015
DIECI POESIE
Dedicate a mia figlia Gabriella
Queste Dieci Poesie, sono state
da me composte a Milano e pubblicate nel 1990.
Christine
Negli occhi luminosi senza pianto
Sorge il ricordo dell’antico mattino
Quando, al principio del cosmo,
Ci svegliammo nel tempo
Che trascorre immortale,
E per amore noi ci dividemmo
Fra tutto l’esistente:
Nube della galassia esterna,
Gocce del sangue nostro,
Ramoscello di mirto.
Di luce in luce
Di carne in carne
Di pace in pace
Il nostro grande amore non scompare
Né muore l’onda quando si appiattisce
Per amore di mare.
Gennaio 1988
Amore e mare
Un agguato di stelle
Prepara la sera
Con falce di luna scagliata nel cielo.
Solitaria si abbuia la scogliera
Sopra la mansuetudine d’argento.
La tua vacua follia
Ha
svenato il nostro amore:
Afflizione
senza rancore
Increspa
la mia anima,
Insabbia
la mia voglia.
E’
vicina l’estate:
Ignaro
mi consola
Una
canto di usignolo
Compagno
nella notte.
Febbraio
1988
Enzo
Tortora
Eri
tu l’uomo della stanza accanto
Quel
diciassette giugno all’Hotel Plaza.
Rabbrividì
l’alba di paura
Al
tramestio di armi e di manette.
Io
volai sul Mare di Sardegna
Verde,
spumeggiante, divino.
Soffiava
tra maestro e ponente
Un
vento fresco e irruente.
Non
ti alzi più nei sentieri del cielo,
Tortora
chiusa nella gabbia,
Ti
strappano la coda e tarpano le ali
Ma
lo scherno fa più rabbia.
Ora
le tue ceneri riposano
Tra
pagine di vecchia nequizia
Per
te non ci sarà giusta giustizia
Finché
dura il marcio di Roma.
Maggio
1988
Il
mio amico
Alaca,
amico fiume,
Ho
bisogno di udire la tua voce
Perché
in questa sera d’estate
Mi
assale un’ansia feroce.
Cammino
per le vigne abbandonate
Odora
forte il cisto sfiorito
Contro
i tuoi massi di granito
L’acqua
si infrange e poi si lascia andare.
Avanza
la notte piano
Disegna
ombre sopra la marina
Mentre
sul Jonio lontano
Un
calice di luce fa la luna.
Intanto
si perde nei prati
Il
canto dei grilli spensierati
E
il tuo rumore uguale e suadente
Calma
un po’ il cuore e la mia mente.
Luglio
1988
Nonna
Caterina
Era
morbida l’aria del Sud
Nella
sera di maggio a Sant’Andrea.
La
magnolia infuriava di profumo
E
nell’orto cantava il primo chiò.
Miagolava
la gatta dietro l’uscio.
Stavo
nel letto grande della nonna
Lei
accendeva il lumino alla Madonna
Vacillava
nel buio la fiammella
Davanti
al quadro c’era un giglio bianco.
Sentivo
le vicine dai balconi
Chiamarsi
con le voci che conservo.
Mi
addormentavo con le mani giunte
Venivano
sogni felici e leggeri
Mentre
pregava sgranando il rosario
Nonna
Maria Caterina Ranieri.
Febbraio
1989
Solstizio
d’estate
Ventuno
giugno comincia l’estate.
Risalgo
lungo il greto del torrente
Dove
tra i sassi verdeggia il canneto
E
lascio il Jonio azzurro e senza fine.
Malinconia
mi serpeggia dentro
Perché
il giorno ormai diminuisce
A
settembre l’estate finisce
E
allora saranno uguali
La
luce e il buio nei cieli equinoziali.
Il
guscio vuoto di una conchiglia
Sballottolato
dall’onda sulla riva
Non
sa che il sole morente
Accerchiato
da rossi bagliori
Ha
già iniziato il suo declino a sud.
Giugno
1989
Il
telaio
Zia
Mariantonia sedeva al telaio
Io
giocavo ruotando l’arcolaio.
Con
la navetta svolgeva la seta
Tra
i fili dell’ordito color rosa:
Tesseva
la coperta di una sposa.
Ora
suona per lei la campana:
Volano
via i colombi dalla torre
Si
quietano le cicale sull’olmo
Zittiscono
le donne alla fontana.
Quando
era in vita e udiva quei rintocchi
La
zia diceva: Bisogna aver coraggio,
In
questo mondo siamo di passaggio
Tra
lacrime, miserie e turbamenti
Ma
dopo splenderà sul nostro viso
La
gloria dei beati in paradiso.
Settembre
1989
La
vacanza di Gabriella
Gabriella
è arrivata a porto Cervo.
Dalla
terrazza coperta di canne
Guarda
le barche che lasciano il porto
E
fanno vela verso Caprera.
Sulla
spiaggia trova pezzi di corallo
E
mi sorride sorpresa e contenta.
Avvampa
il mare di turchese e viola
Nei
suoi occhi c’è luce di Gallura.
Tra
rocce, corbezzoli e ginepri
Soffia
il vento della Sardegna
Con
canne di organo antico.
Impaurita
viene nel mio letto
E
poggia sul mio petto
L’oro
stupendo dei capelli biondi.
Una
mattina ritorna in Inghilterra:
Fiera
verso l’aereo si incammina
Nessuna
lacrima ha bagnato
La
targhetta di minore non accompagnato.
Ottobre
1989
La
Chiesa di Campo
La porta è stata chiusa per un anno:
Ora Concetta l’apre cigolando,
Pulisce il pavimento di mattoni
E stende la tovaglia sull’altare.
Nel quadro appeso alla parete bianca
Maria vola sopra gli apostoli
Verso la luce di un mondo lontano.
Vuoto è il suo letto e coperto di rose.
Arrivano le donne dal paese
Per il viottolo che scende sino al fiume
Portano fiori cresciuti sui balconi.
Si è sciolto il sole in polvere d’oro
Sparsa sulle colline tra gli ulivi.
Una civetta dalla finestrella
Guarda stupita le candele accese.
Voci di Magna Grecia antiche e forti
Cantano: Madre, di noi non scordarti
Tu che vai di stelle a coronarti!
Novembre 1989
Le
querce di Lipontana
Cantano
sotto la cupola dei rami
Di
notte i grilli, di giorno le cicale.
Scorre
in basso e gorgoglia la fontana
A
ottobre i ghiri rosicchiano le ghiande
Sulle
querce di Lipontana.
Risuona
la campana del paese.
I
contadini lasciano la zappa
Pongono
all’asino la soma sul basto
Alle
donne la sporta sulla testa.
Lungo
la via coperta di sassi
Insieme
arrivano dalla marina
Alle
querce di Lipontana.
Si
siedono al fresco dell’ombra
Parlano
poco, sono sudati e stanchi
E
la salita fino a casa è dura.
Non
per la brezza che spira dal Jonio
Ma
per pietà si muovono le foglie
Delle
querce di Lipontana.
Dicembre
1989
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