lunedì 26 gennaio 2026

LETTERA A PAPA LEONE XIV SULLA PACE

 

NUOVA SCUOLA PITAGORICA 

LETTERA A PAPA LEONE XIV SULLA PACE 

Soverato, 13 gennaio 2026

Cara Santità,

alcuni miei amici mi hanno pregato di scriverVi una lettera sulla pace, ricordando che da dieci anni abbiamo promosso con la Nuova Scuola Pitagorica, di cui sono lo Scolarca, una Giornata per la distruzione di tutte le armi per fermare le guerre. Ma cosa posso suggerire io a Voi che lanciate appelli accorati di pace ogni giorno e avete coniato la forte espressione di pace disarmata e disarmante? E non siete il solo papa a invocare la pace: ci fu Pio X, che morì di dolore per lo scoppio della prima guerra mondiale, poi Benedetto XV, Pio XI e XII, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II, papa Francesco e ora Voi, fedeli all’augurio di Gesù: Pace a voi!

                       Tuttavia, mentre ci auguriamo la pace, le guerre sono state costanti prima e dopo Gesù, e oggi fanno temere il peggio per l’umanità. Senza voler fare ironia, si direbbe che più si parla di pace e più le guerre aumentano di estensione. Ho studiato a lungo il problema chiedendomi: perché realmente si fanno le guerre? Si sono sempre fatte o vi è stato un tempo che i popoli vivevano in pace? Allego in fondo a questa lettera il risultato delle mie ricerche, condotte con animo libero da pregiudizi, da voglia di polemica o da desiderio di farmi notare. L’unica mia guida è stata una immensa pietà per tante stragi e sangue versato, per le distruzioni e morti senza numero. Io provo grande pietà anche per Stalin e Hitler, per gli Ebrei e per i Palestinesi, pietà per chiunque odia, abbandonando così il paradiso dell’amore.  

             Le mie conclusioni possono sembrare un attacco alla Chiesa, ma non è assolutamente così. Io sono cattolico e tale rimango: il mio messaggio è una mano tesa per aiutare la Chiesa, e offro la mia opera come materia di riflessione per liberare le immense energie che la Chiesa custodisce, oggi più che mai indispensabili per la salvezza dell’umanità.Io sono nato il 12 giugno 1941, quando la processione del Corpus Domini era arrivata davanti a casa dei miei: il popolo di Sant’Andrea, il mio paese in Calabria, vide la mia nascita come una chiamata.

             Il mondo di oggi è dominato dalla cultura della Bibbia: è questo il punto centrale delle mie ricerche. Ma, il Dio di cui si parla nell’ Antico Testamento è un Dio di pastori mediorientali che vivevano scannando pecore e agnelli. Gesù non scanna le pecore, anzi afferma di essere il Buon Pastore che vive serenamente in loro compagnia e le conduce al pascolo. Egli fece, inoltre, un gesto inaudito e unico nella storia di Israele: da solo liberò gli animali destinati al sacrificio nel Tempio di Gerusalemme, e anche per quel gesto fu ucciso da quei sacerdoti che credevano nel Dio dell’Antico Testamento.

             Per un destino ancora inesplorato, più un popolo come quello degli Ebrei è perseguitato, più riesce a imporre il suo dominio culturale. Difatti, la Riforma protestante pose la Bibbia a fondamento del mondo nordeuropeo, quello che ha scatenato le guerre mondiali e ha cancellato ogni immagine della Madonna, simbolo del vero amore. Quella cultura biblica è penetrata anche nella Chiesa cattolica: la Cappella Sistina, dove i papi e la Santità Vostra sono stati eletti, fu affrescata da Michelangelo con molti personaggi e scene della Bibbia. Poi Raffaello dipinse le Logge Vaticane per volontà di Papa Leone X Medici, il quale da una parte scomunicava Lutero che poneva la Bibbia a base della Riforma, e d’altra parte amava passeggiare nella Loggia Vaticana del secondo piano, affrescata con quarantotto scene dell’Antico Testamento, tanto che essa fu chiamata la Bibbia di Raffaello.

                       Forse Vi chiederete perché questo appello viene dalla Calabria, una terra che non ha mai fatto guerra a nessuno, ma che negli ultimi tremila anni è stata conquistata da venti dominazioni straniere. Queste invasioni, però, non sono riuscite a cancellare l’antica cultura di pace del popolo dei Lacini, pace che qui regnava e che è sopravvissuta miracolosamente fino a noi, loro discendenti. Quella stessa cultura è riaffiorata nella vita e nelle opere dei grandi personaggi della Calabria, come Cassiodoro, Gioacchino da Fiore, San Francesco di Paola, Tommaso Campanella e Bernardino Telesio.  I Lacini erano gente di pace e abitavano le coste joniche e l’entroterra della Calabria: tra essi volle ritirarsi San Bruno, lontano dalle guerre di Francia, Germania e Roma. In quello stesso luogo papa Benedetto XVI si recò nel 2011 in visita alla Certosa di Serra per meditare, io penso, sulla grave decisione di dimettersi.  Molto prima di San Bruno, Pitagora aveva abbandonato Egitto, Mesopotamia e Grecia, terre devastate da conflitti, per vivere a Crotone tra i Lacini.  

 Faccio alla Santità vostra l’augurio che le donne di Calabria mi hanno spesso rivolto: Si realizzino i sogni del Vostro cuore!

Resto a Vostra disposizione e sarei veramente felice se voleste incontrarmi per un saluto. 

Salvatore Mongiardo 

Via F. CAMINITI 15 - 88068 SOVERATO CZ

+39 348 78 20 212

mongiardosalvatore@gmail.com

 

MOVIMENTO PER LA PACE UNIVERSALE

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