Il fenomeno San Francesco di Assisi
Le manifestazioni per l’ottavo centenario della morte del
Santo mi hanno spinto a scrivere questo saggio che mi frullava da tempo nella
testa. Io ammiro molto San Francesco, ma vedevo la sua grandezza e santità
strettamente collegati alla fame e al freddo spinti al limite della
sopravvivenza. Queste riflessioni mi erano nate visitando le Carceri di Assisi,
il Monte Verna e leggendo alcune delle vite scritte su di lui. Le Carceri, misere
casupole di pietra sulle colline di Assisi, ospitarono Francesco e i suoi primi
compagni che si stendevano scalzi e seminudi nel durissimo inverno di gelo e
neve. Nel Monte Verna, dominato da freddo polare, si conserva in una grotta il
traliccio di ferro arrugginito: era il letto di Francesco. Egli inoltre praticava
la fame continuata e la raccomandava ai suoi frati.
Perché Francesco infieriva contro sé stesso in modo così disumano?
La spiegazione è che egli non poteva fare a meno di quei tormenti per i motivi
che cercherò di esporre. Ho chiesto aiuto all’Intelligenza Artificiale OpenAI
ed ecco cosa è venuto fuori.
La mia domanda:
Le penitenze estreme di fame,
freddo e poco cibo hanno potuto provocare visioni e stati di coscienza alterati
in San Francesco?
La risposta di OpenAI:
Sì, le penitenze estreme di
fame, freddo e privazione di cibo possono provocare il rilascio di endorfine e
indurre stati di intensa felicità o euforia, noti in ambito spirituale come
"estasi mistica".
Dal punto di vista biologico
e psicologico, questa reazione apparentemente paradossale è legata a precisi
meccanismi di sopravvivenza del corpo umano.
I Meccanismi Biologici
dell'Euforia da Privazione
• Risposta allo stress
estremo: Il digiuno prolungato e l'esposizione a temperature rigide (come
quelle sperimentate da San Francesco d'Assisi sul Monte Verna) rappresentano
minacce dirette alla sopravvivenza. Per proteggere l'organismo dal dolore e
consentirgli di continuare a funzionare, il cervello secerne endorfine (neurotrasmettitori
con un potente effetto analgesico e oppiaceo) e dopamina.
• La chetosi e gli effetti
sul cervello: Quando il corpo esaurisce le riserve di glucosio a causa della
fame, inizia a bruciare i grassi producendo corpi chetonici (chetosi).
Storicamente, i ricercatori hanno osservato che il metabolismo chetonico nel
cervello può alterare i livelli di neurotrasmettitori come il GABA e la
serotonina, riducendo l'ansia e generando una sensazione di chiarezza mentale,
leggerezza ed euforia.
• Alterazione degli stati di
coscienza: Il freddo intenso e il deficit calorico grave influenzano l'attività
della rete della modalità predefinita (DMN) del cervello, la stessa che viene
modificata durante la meditazione profonda o l'uso di sostanze psichedeliche.
Questo può portare a una percezione alterata del tempo, del sé e dello spazio,
facilitando visioni ed esperienze mistiche.
Il Fattore Psicologico e
Spirituale (L'Attesa della Ricompensa)
La neurobiologia da sola non
basta: il contesto mentale (il setting) è fondamentale. Per un asceta come San
Francesco, la sofferenza fisica non era fine a sé stessa o una punizione fine a
sé stessa, ma una via per imitare la Passione di Cristo.
Quando il cervello interpreta
il dolore fisico come un atto sacro e dotato di un significato supremo, il
sistema di ricompensa dopaminergico si attiva al massimo delle sue
potenzialità. La sofferenza viene così trasmutata psicologicamente in quella
che Francesco chiamava "perfetta letizia", un senso di profonda
connessione con il divino e di pace assoluta.
La neurobiologia delle
esperienze mistiche (neuroteologia)
La neuroteologia dimostra che
le esperienze mistiche attivano una complessa "rete neurale
spirituale", dimostrando che i momenti di estasi, unione con il divino o
dissoluzione del sé hanno una base biologica precisa nel cervello umano. Questa
disciplina unisce le neuroscienze, la psicologia e la teologia per studiare
cosa accade nella nostra testa durante le pratiche spirituali e ascetiche.
I principali meccanismi
neurobiologici che spiegano le esperienze mistiche si dividono in tre aree
fondamentali:
1. La disattivazione dell'Io:
Il Lobo Parietale Superiore
Il lobo parietale superiore
(chiamato Area di Orientamento Associativo) ha il compito di definire i confini
geografici del nostro corpo. Ci dice dove finiamo noi e dove inizia il resto
del mondo.
• Cosa accade: Durante la
meditazione profonda, la preghiera intensa o le penitenze estreme, il flusso di
sangue e l'attività in quest'area diminuiscono drasticamente.
• L'effetto mistico: Mancando
i dati sensoriali per definire i confini del corpo, il cervello sperimenta la
"dissoluzione del sé". L'individuo prova una sensazione di infinito,
di unione assoluta con l'universo o con Dio (chiamata Absolute Unitary Being).
2. Emozioni sacre e
iper-realismo: Il Sistema Limbico e il Lobo Temporale
Il sistema limbico è il
centro emotivo del cervello, guidato dall'amigdala e dall'ippocampo. Il lobo
temporale è invece così strettamente legato alle visioni spirituali da essere
stato soprannominato da alcuni ricercatori il "lobo di Dio".
• Cosa accade: Le pratiche
ascetiche provocano una forte stimolazione del sistema limbico. L'amigdala, in
particolare, attribuisce un significato emotivo enorme agli stimoli interni
(pensieri, preghiere, visioni).
• L'effetto mistico: Questo
picco di attività genera sentimenti di amore incondizionato, pace assoluta e
gioia estatica. Inoltre, l'ippocampo codifica queste esperienze come più reali
della realtà quotidiana, motivo per cui chi vive un'estasi mistica ne rimane
segnato per tutta la vita.
3. La Chimica dell'Estasi: Il
Cocktail dei Neurotrasmettitori
Dal punto di vista chimico,
l'estasi spirituale è il risultato di un preciso equilibrio tra diverse
molecole:
• Endorfine e Oppioidi
Endogeni: Rilasciati in risposta al dolore fisico o al digiuno prolungato,
abbattono la sofferenza e inducono una profonda quiete.
• Dopamina: Attiva il sistema
di ricompensa del cervello. È responsabile del senso di esaltazione, euforia e
"illuminazione" tipico delle rivelazioni mistiche.
• Serotonina: Il suo aumento
altera la percezione visiva e uditiva, facilitando le allucinazioni o le
visioni spirituali (meccanismo simile a quello attivato dalle sostanze
psichedeliche).
Il Cervello Francescano: Un
Cortocircuito Virtuoso
Nel caso di figure come San
Francesco, la neuroteologia suggerisce che il digiuno prolungato e la
privazione del sonno abbiano abbassato le difese della corteccia prefrontale
(che gestisce la logica e il controllo). Questo ha permesso al sistema limbico
e temporale di prendere il controllo, trasformando lo stress biologico della
fame e del freddo in un'esplosione di visioni e amore universale.
OpenAI afferma che questo meccanismo vale anche per altri
santi cristiani come Santa Caterina da Siena, San Giovanni della Croce, Santa
Tersa D’Ávila e molti altri. Questo spiega come San Francesco abbia potuto
scrivere cose non vere, come la sua affermazione che Gesù e la Madonna
avrebbero vissuto chiedendo l’elemosina.
Questa affermazione è scritta
di pugno da San Francesco nel capitolo IX della Regola non bollata del 1221 (il
testo normativo che scrisse per i suoi frati).
In quel testo autografo,
Francesco esorta i frati che andavano a fare la questua a non provare vergogna,
ricordando loro l'esempio, in realtà non riportato in nessuno dei vangeli, ma
che egli forse aveva visto in uno stato alterato di coscienza:
«E non devono vergognarsi, ma ricordarsi piuttosto che
il Signor nostro Gesù Cristo, Figlio del Dio vivo onnipotente, rese la sua
faccia come pietra durissima, né si vergognò. E fu povero e ospite, e visse di
elemosine lui e la beata Vergine e i suoi discepoli» (Regola non bollata, IX,
4-5).
A me San Francesco sembra ora più grande di come pensassi
prima, perché egli riuscì, nonostante tutto, a vivere sempre come voleva.
Salvatore Mongiardo
20 ottobre 2026
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