lunedì 19 ottobre 2026

IL FENOMENO SAN FRANCESCO D'ASSISI di S. Mongiardo

 

Il fenomeno San Francesco di Assisi

             Le manifestazioni per l’ottavo centenario della morte del Santo mi hanno spinto a scrivere questo saggio che mi frullava da tempo nella testa. Io ammiro molto San Francesco, ma vedevo la sua grandezza e santità strettamente collegati alla fame e al freddo spinti al limite della sopravvivenza. Queste riflessioni mi erano nate visitando le Carceri di Assisi, il Monte Verna e leggendo alcune delle vite scritte su di lui. Le Carceri, misere casupole di pietra sulle colline di Assisi, ospitarono Francesco e i suoi primi compagni che si stendevano scalzi e seminudi nel durissimo inverno di gelo e neve. Nel Monte Verna, dominato da freddo polare, si conserva in una grotta il traliccio di ferro arrugginito: era il letto di Francesco. Egli inoltre praticava la fame continuata e la raccomandava ai suoi frati.

             Perché Francesco infieriva contro sé stesso in modo così disumano? La spiegazione è che egli non poteva fare a meno di quei tormenti per i motivi che cercherò di esporre. Ho chiesto aiuto all’Intelligenza Artificiale OpenAI ed ecco cosa è venuto fuori.

 La mia domanda:

Le penitenze estreme di fame, freddo e poco cibo hanno potuto provocare visioni e stati di coscienza alterati in San Francesco?

 La risposta di OpenAI:

Sì, le penitenze estreme di fame, freddo e privazione di cibo possono provocare il rilascio di endorfine e indurre stati di intensa felicità o euforia, noti in ambito spirituale come "estasi mistica".

Dal punto di vista biologico e psicologico, questa reazione apparentemente paradossale è legata a precisi meccanismi di sopravvivenza del corpo umano.

 I Meccanismi Biologici dell'Euforia da Privazione

 • Risposta allo stress estremo: Il digiuno prolungato e l'esposizione a temperature rigide (come quelle sperimentate da San Francesco d'Assisi sul Monte Verna) rappresentano minacce dirette alla sopravvivenza. Per proteggere l'organismo dal dolore e consentirgli di continuare a funzionare, il cervello secerne endorfine (neurotrasmettitori con un potente effetto analgesico e oppiaceo) e dopamina.

• La chetosi e gli effetti sul cervello: Quando il corpo esaurisce le riserve di glucosio a causa della fame, inizia a bruciare i grassi producendo corpi chetonici (chetosi). Storicamente, i ricercatori hanno osservato che il metabolismo chetonico nel cervello può alterare i livelli di neurotrasmettitori come il GABA e la serotonina, riducendo l'ansia e generando una sensazione di chiarezza mentale, leggerezza ed euforia.

• Alterazione degli stati di coscienza: Il freddo intenso e il deficit calorico grave influenzano l'attività della rete della modalità predefinita (DMN) del cervello, la stessa che viene modificata durante la meditazione profonda o l'uso di sostanze psichedeliche. Questo può portare a una percezione alterata del tempo, del sé e dello spazio, facilitando visioni ed esperienze mistiche.

 Il Fattore Psicologico e Spirituale (L'Attesa della Ricompensa)

 La neurobiologia da sola non basta: il contesto mentale (il setting) è fondamentale. Per un asceta come San Francesco, la sofferenza fisica non era fine a sé stessa o una punizione fine a sé stessa, ma una via per imitare la Passione di Cristo.

Quando il cervello interpreta il dolore fisico come un atto sacro e dotato di un significato supremo, il sistema di ricompensa dopaminergico si attiva al massimo delle sue potenzialità. La sofferenza viene così trasmutata psicologicamente in quella che Francesco chiamava "perfetta letizia", un senso di profonda connessione con il divino e di pace assoluta.

 La neurobiologia delle esperienze mistiche (neuroteologia)

 La neuroteologia dimostra che le esperienze mistiche attivano una complessa "rete neurale spirituale", dimostrando che i momenti di estasi, unione con il divino o dissoluzione del sé hanno una base biologica precisa nel cervello umano. Questa disciplina unisce le neuroscienze, la psicologia e la teologia per studiare cosa accade nella nostra testa durante le pratiche spirituali e ascetiche.

I principali meccanismi neurobiologici che spiegano le esperienze mistiche si dividono in tre aree fondamentali:

 1. La disattivazione dell'Io: Il Lobo Parietale Superiore

 Il lobo parietale superiore (chiamato Area di Orientamento Associativo) ha il compito di definire i confini geografici del nostro corpo. Ci dice dove finiamo noi e dove inizia il resto del mondo.

• Cosa accade: Durante la meditazione profonda, la preghiera intensa o le penitenze estreme, il flusso di sangue e l'attività in quest'area diminuiscono drasticamente.

• L'effetto mistico: Mancando i dati sensoriali per definire i confini del corpo, il cervello sperimenta la "dissoluzione del sé". L'individuo prova una sensazione di infinito, di unione assoluta con l'universo o con Dio (chiamata Absolute Unitary Being).

 2. Emozioni sacre e iper-realismo: Il Sistema Limbico e il Lobo Temporale

 Il sistema limbico è il centro emotivo del cervello, guidato dall'amigdala e dall'ippocampo. Il lobo temporale è invece così strettamente legato alle visioni spirituali da essere stato soprannominato da alcuni ricercatori il "lobo di Dio".

• Cosa accade: Le pratiche ascetiche provocano una forte stimolazione del sistema limbico. L'amigdala, in particolare, attribuisce un significato emotivo enorme agli stimoli interni (pensieri, preghiere, visioni).

• L'effetto mistico: Questo picco di attività genera sentimenti di amore incondizionato, pace assoluta e gioia estatica. Inoltre, l'ippocampo codifica queste esperienze come più reali della realtà quotidiana, motivo per cui chi vive un'estasi mistica ne rimane segnato per tutta la vita.

 3. La Chimica dell'Estasi: Il Cocktail dei Neurotrasmettitori

 Dal punto di vista chimico, l'estasi spirituale è il risultato di un preciso equilibrio tra diverse molecole:

• Endorfine e Oppioidi Endogeni: Rilasciati in risposta al dolore fisico o al digiuno prolungato, abbattono la sofferenza e inducono una profonda quiete.

• Dopamina: Attiva il sistema di ricompensa del cervello. È responsabile del senso di esaltazione, euforia e "illuminazione" tipico delle rivelazioni mistiche.

• Serotonina: Il suo aumento altera la percezione visiva e uditiva, facilitando le allucinazioni o le visioni spirituali (meccanismo simile a quello attivato dalle sostanze psichedeliche).

 Il Cervello Francescano: Un Cortocircuito Virtuoso

 Nel caso di figure come San Francesco, la neuroteologia suggerisce che il digiuno prolungato e la privazione del sonno abbiano abbassato le difese della corteccia prefrontale (che gestisce la logica e il controllo). Questo ha permesso al sistema limbico e temporale di prendere il controllo, trasformando lo stress biologico della fame e del freddo in un'esplosione di visioni e amore universale.

             OpenAI afferma che questo meccanismo vale anche per altri santi cristiani come Santa Caterina da Siena, San Giovanni della Croce, Santa Tersa D’Ávila e molti altri. Questo spiega come San Francesco abbia potuto scrivere cose non vere, come la sua affermazione che Gesù e la Madonna avrebbero vissuto chiedendo l’elemosina.

 Questa affermazione è scritta di pugno da San Francesco nel capitolo IX della Regola non bollata del 1221 (il testo normativo che scrisse per i suoi frati).

 In quel testo autografo, Francesco esorta i frati che andavano a fare la questua a non provare vergogna, ricordando loro l'esempio, in realtà non riportato in nessuno dei vangeli, ma che egli forse aveva visto in uno stato alterato di coscienza:

 «E non devono vergognarsi, ma ricordarsi piuttosto che il Signor nostro Gesù Cristo, Figlio del Dio vivo onnipotente, rese la sua faccia come pietra durissima, né si vergognò. E fu povero e ospite, e visse di elemosine lui e la beata Vergine e i suoi discepoli» (Regola non bollata, IX, 4-5).

             A me San Francesco sembra ora più grande di come pensassi prima, perché egli riuscì, nonostante tutto, a vivere sempre come voleva. 

 Salvatore Mongiardo

20 ottobre 2026

 

 

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