Quante storie per un giogo!
RRecentemente l’amica Mara
Corasaniti mi parlava di una parte della montagna di Davoli e di Caulonia denominata
Ziia, nome non esistente nella
montagna di Sant’Andrea. Chiesi lumi all’amico Prof. Enrico Armogida che mi confermò
l’origine di quel nome, derivante dal greco zyghìa, giogo. Difatti, per il giogo veniva usato il legno di acero
perché duro, flessibile e leggero. Se volete leggere la dotta spiegazione di
Enrico, eccola.
AACERO (pianta pregiata, che ha fusto alto e diritto, legno duro,
corteccia liscia e foglie opposte e palmate) = àciḍḍu (s. m.), termine di derivazione latina, < acer, àcĕris (acer campestre) –
NNB Tuttavia, in qualche zona
dell'entroterra (come la montagna di Davoli,
in prov. di Catanzaro, ma anche di Caulonia,
in prov. di Reggio Calabria) si ritrova un
sinonimo apparentemente strano e raro: zijìa ('a) = acero e bosco di acero, di derivazione più antica, chiaramente greca: < gr. zugίa (¹\ dor. ¡) = acero (dal vb. zeúgnumi = unisco due cose, e dal sost. zugon = coppia, paio; giogo; in botanica
acero, "perché – dice lo Chantraine
s. v. zugίa (in Dizionario etimologico
della lingua greca – Parigi, 1968, vol. I°, pg, 398, col. II) il suo legno serviva a fare dei gioghi" per i robusti quadrupedi (bovini o equini) adoperati nell'aratura
della terra o nel trasporto di oggetti pesanti. Dell'acero – sec. il Liddel-Scott (s. v. zugίa,
in Greek-English Lexicon - Nuova Ediz. con Supplemento – Oxford,
1968, pg. 757, Ia col.) danno nell'antichità notizia: Teofrasto
(IV-III sec. a. Cr.) nella sua Storia
delle piante, [l. III (specie) e
l. V (boschi)]; lo storico Dicearco
(IV sec. a. Cr.) nel suo Itinerario
intorno al mondo (l. II°, 2) e Plinio
il Vecchio (I° d. Cr.) nella sua enciclopedica Storia naturale (l.16,
67).
Salvatore
Mongiardo
28 agosto
2025
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