NUOVA SCUOLA PITAGORICA
LETTERA A PAPA LEONE XIV SULLA PACE
Soverato,
13 gennaio 2026
Cara Santità,
alcuni
miei amici mi hanno pregato di scriverVi una lettera sulla pace, ricordando che
da dieci anni abbiamo promosso con la Nuova Scuola Pitagorica, di cui sono lo
Scolarca, una Giornata per la distruzione di tutte le armi per fermare le
guerre. Ma cosa posso suggerire io a Voi che lanciate appelli accorati di pace
ogni giorno e avete coniato la forte espressione di pace disarmata e disarmante?
E non siete il solo papa a invocare la pace: ci fu Pio X, che morì di dolore
per lo scoppio della prima guerra mondiale, poi Benedetto XV, Pio XI e XII,
Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II, papa Francesco e ora Voi, fedeli
all’augurio di Gesù: Pace a voi!
Tuttavia, mentre ci auguriamo la pace, le guerre sono state costanti prima e dopo Gesù, e oggi fanno temere il peggio per l’umanità. Senza voler fare ironia, si direbbe che più si parla di pace e più le guerre aumentano di estensione. Ho studiato a lungo il problema chiedendomi: perché realmente si fanno le guerre? Si sono sempre fatte o vi è stato un tempo che i popoli vivevano in pace? Allego in fondo a questa lettera il risultato delle mie ricerche, condotte con animo libero da pregiudizi, da voglia di polemica o da desiderio di farmi notare. L’unica mia guida è stata una immensa pietà per tante stragi e sangue versato, per le distruzioni e morti senza numero. Io provo grande pietà anche per Stalin e Hitler, per gli Ebrei e per i Palestinesi, pietà per chiunque odia, abbandonando così il paradiso dell’amore.
Forse Vi chiederete perché questo appello viene dalla Calabria, una terra che non ha mai fatto guerra a nessuno, ma che negli ultimi tremila anni è stata conquistata da venti dominazioni straniere. Queste invasioni, però, non sono riuscite a cancellare l’antica cultura di pace del popolo dei Lacini, pace che qui regnava e che è sopravvissuta miracolosamente fino a noi, loro discendenti. Quella stessa cultura è riaffiorata nella vita e nelle opere dei grandi personaggi della Calabria, come Cassiodoro, Gioacchino da Fiore, San Francesco di Paola, Tommaso Campanella e Bernardino Telesio. I Lacini erano gente di pace e abitavano le coste joniche e l’entroterra della Calabria: tra essi volle ritirarsi San Bruno, lontano dalle guerre di Francia, Germania e Roma. In quello stesso luogo papa Benedetto XVI si recò nel 2011 in visita alla Certosa di Serra per meditare, io penso, sulla grave decisione di dimettersi. Molto prima di San Bruno, Pitagora aveva abbandonato Egitto, Mesopotamia e Grecia, terre devastate da conflitti, per vivere a Crotone tra i Lacini.
Resto a Vostra disposizione e sarei veramente felice se voleste incontrarmi per un saluto.
Salvatore Mongiardo
Via F. CAMINITI 15 - 88068
SOVERATO CZ
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mongiardosalvatore@gmail.com
MOVIMENTO PER
LA PACE UNIVERSALE
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