venerdì 6 marzo 2015

DAL GRANO ALLA VITA ETERNA


Prima parte
Fino a 12 mila anni fa circa, l’umanità si nutriva solo di bacche, frutti spontanei e caccia. La caccia era difficile e la raccolta di frutti aleatoria perché le tribù dovevano spostarsi continuamente alla ricerca di cibo. Poi, il riso in India e il grano in Medio Oriente cambiarono il mondo. Il grano si poteva mangiare già tenero sulla spiga o abbrustolito. E quando seccava, si conservava e si macinava con una pietra: farina, acqua, fuoco e diventava pane in qualunque momento.  

Per gli egizi solo un Dio poteva dare un cibo così buono e nutriente: Osiride, il Dio del sole. Osiride era morto soffocato in una bara, chiusa a tradimento dal geloso fratello Seth, ma la moglie Iside la cercò, aprì la cassa e vide delle piantine di grano, bianche per la mancanza di luce, che uscivano dal suo corpo: era la nascita del grano. Seth allora fece a pezzi il corpo di Osiride e lo disperse per tutto l’Egitto. Iside li ritrovò, li rimise assieme e fece risorgere Osiride a vita eterna. Anche gli egizi potevano risorgere dalla morte e difatti, nelle feste dedicate a Osiride, essi piantavano chicchi di grano in statuine di fango a forma del Dio. Poi, con le piantine spuntate e trapiantate, si otteneva del grano col quale si faceva il pane e si distillava il vino che si assumevano per poter risorgere. Gli egizi avevano già elaborato l’idea che c’era un’anima che non moriva ed era destinata a riunirsi al proprio corpo, come era successo a Osiride.
Gli egizi avevano anche constatato che il grano sotterrato moriva e rispuntava, mentre il corpo di un morto sotterrato non risorgeva, marciva. Allora inventarono la mummificazione per preservare il corpo destinato a riunirsi all'anima. Per questo motivo le tombe dei faraoni erano fornite anche di provviste alimentari. Per gli egizi la morte non era la fine, c’era un’altra vita, anche se si svolgeva in un mondo dove Osiride regnava solo sui morti. Un mondo triste, dove il sole di Osiride era nero.

Seconda parte
Gesù, vissuto in Egitto dopo la fuga da Erode, venne a contato con due culture diverse da quella ebraica: quella egizia e quella pitagorico-essena, appresa dai Terapeuti, una comunità ebraica che viveva attorno ad Alessandria. Vedendo i rituali del grano di Osiride e della mummificazione, Gesù recepì il bisogno di vincere la morte e lo risolse così: lui è Dio, il pane è il suo corpo ed il vino è il suo sangue. Chi mangia la sua carne e beve il suo sangue avrà la vita eterna.
Gesù aggiunse però un primo elemento di novità rispetto al rito di Osiride: non aspettò il trapianto e la crescita del grano, ma trasformò il pane sulla tavola nel suo corpo e il vino nel suo sangue. E aggiunse un secondo elemento di novità nella cena pitagorico-essena: la resurrezione. Difatti, nell'Ultima Cena, egli dà il pane e il vino come pegno di vita eterna, mentre nel sissizio italo-pitagorico erano solo simbolo di amicizia e fraternità.
E disco solare di Osiride, che fine ha fatto con Gesù? Sembra scomparso ed è, invece, sotto gli occhi di tutti: è diventato l’ostia della messa, che si leva bianca e rotonda come il sole, adorato al sorgere dai Pitagorici di Crotone.

Conclusione
La storia dimostra ampiamente che attorno al grano si sono sviluppati valori di convivialità, amicizia e superamento della morte. Questi valori sono tuttora rappresentati in Calabria col Sissizio, il Grano Bianco del sepolcro del Giovedì Santo, l’Ostia bianca e rotonda, i mostaccioli di Soriano fatti con farina e miele a forma di animali, il Bue di pane pitagorico e il Muscolo di grano. Questi valori invitano costantemente verso una vita libera dalle angosce generate dalla violenza e dalla paura della morte.

Salvatore Mongiardo

6 marzo 2015

Nessun commento: